Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Nel congratularci con Lea Mirabelli, della Comunità di Petilia Policastro, per avere conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche, vogliamo anche pubblicare una brevissima sintesi (abstract) sul lavoro da lei fatto, perché ha molti punti di contatto con la pedagogia e gli insegnamenti della Bibbia sull’educazione dei bambini.


Lea ha innanzitutto analizzato le diverse forme di violenza nell’atto educativo, cercando di mostrare come possono essere rintracciate le radici e quali sono i metodi per superarla. Ha sintetizzato i concetti analizzati da alcuni psicoanalisti e mostrato i danni che una certa educazione produce, causando malattie come l’anoressia e persino l’odio. Ha ripercorso le diverse problematiche che si sviluppano nell’infanzia fino a giungere a un’analisi infantili e alle ripercussioni che hanno sul corpo. Ha evidenziato il metodo educativo del ricorso alla violenza, che costituisce l’origine di una gran parte di problemi, dove il bambino arriva ad auto-convincersi che è lui il colpevole. Questa convinzione gli si instaura nel sistema nervoso durante gli anni della prima infanzia e gli viene difficile rimuoverlo fino a quando non incontra qualcuno che l’aiuta a capire di essere stato maltrattato.


Lea ha poi analizzato l’educazione positiva, cioè non violenta, e quelli che sono i pilastri per migliorare il rapporto con i bambini, stimolando la collaborazione, la positività e definendo chiare regole. Ha illustrato quali sono gli interventi consigliabili al fine di attuare un’educazione positiva, come ad esempio: il gioco, le fiabe e le diverse attività ludiche. Con l’utilizzo delle fiabe il bambino apprende il linguaggio e i concetti della realtà e della vita quotidiana, contribuendo allo sviluppo psicologico del bambino.


Lea ha concluso la testi mostrando quanto sia importante insegnare ai bambini in modo rispettoso. Il metodo educativo deve avere come obiettivo principale quello di sviluppare tutto il potenziale del bambino, aiutandolo a scoprire i propri talenti (curiosità, creatività, fiducia).


Ci congratuliamo ancora con Lea per il valore del suo contributo. Cogliamo l’occasione per fare una breve riflessione finale. Una tesi di laurea non è certo uno scritto di teologia, ma ci sarebbe piaciuto che Lea, nel suo lavoro, avesse accennato a tre cose. La prima, l’incontro con Gesù può guarire da ogni ferita e da ogni trauma. La seconda, sui metodi educativi la Bibbia ha molto da dire, e non solo con i suoi molti racconti. La terza, la parola “fiducia” a noi richiama la fede in Dio: il bambino ha tanto bisogno di sentire parlare di Gesù nei primi mesi e anni della sua vita.

24 febbraio 2022

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Non basta possedere la Bibbia: bisogna leggerla. Non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. Non basta comprendere la Bibbia: bisogna viverla.

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

Trova il tempo per pensare; trova il tempo per dare; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. La vita è troppo breve per essere sprecata. Trova il tempo per credere; trova il tempo per pregare; trova il tempo per leggere la Bibbia. Trova il tempo per Dio; trova il tempo per essere un discepolo di Gesù.