Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Una storiella ebraica racconta di un giovane imprenditore che di sabato si reca nella sinagoga per chiedere al rabbino di benedire il suo sito web. Incontra per primo un rabbino ortodosso il quale gli domanda: “Che cos’è un sito web?”. Va poi da un rabbino riformato per chiedere anche a lui una benedizione, e il riformato a sua volta domanda: “Che cos’è una benedizione?”.

Questa storiella illustra bene le differenze che ci sono in tutte le chiese tra conservatori e liberali, ortodossi e riformati. Io non amo definirmi conservatore o liberale, o in altro modo. Continuo a dire che sono semplicemente un cristiano. Però, di fatto, nelle cose che faccio e nei discorsi che dico, mi rendo conto di assumere a volte posizioni definite conservatrici e a volte posizioni definite liberali. Sia nell’uno che nell’altro caso credo di stare su posizioni bibliche, di fare la volontà di Dio. Per me quello che insegno è scritturale, altrimenti non lo farei, ma gli altri interpretano le cose che scrivo come affermazioni conservatrici, secondo alcuni, liberali, secondo altri.

Sono passati più di duemila anni da quando l’ultimo libro del canone biblico è stato scritto. In tutto questo tempo il mondo e la società sono cambiati notevolmente. È mutato il modo di comunicare, di vestire, di viaggiare. Il cellulare e i social hanno cambiato la comunicazione e stravolto le abitudini. Oggi viaggiamo in aereo e in macchina, o con il treno ad alta velocità. Ci si chiede, allora, come può un Libro del passato essere normativo per noi oggi? A questa domanda sono date risposte differenti. Una risposta di tipo illuministico afferma che la Bibbia presenta dei principi nella veste storica del tempo. Noi dobbiamo svestire questi principi e liberarli di ciò che appartiene al passato. Un’altra di tipo motivazionale afferma che la Bibbia non contiene degli insegnamenti morali, ma offre solo un orizzonte entro cui vivere. Infine, c’è chi sostiene che il Nuovo Testamento sarebbe la testimonianza della chiesa primitiva su Gesù: spetta a noi ricostruire il vero volto di Gesù.  Quando sento la parola “ricostruire” sono sempre molto prudente, perché ho avuto modo di ascoltare ricostruzioni diverse tra di loro: lo stesso testo è usato per sostenere posizioni differenti. Io credo che la Bibbia sia la volontà di Dio espressa per gli uomini di tutti i tempi. Ciò che era vero per i cristiani del I secolo lo è anche per noi. Ciò che era normativo per loro lo è anche per noi. Noi non dobbiamo essere come i primi cristiani di Corinto. Dobbiamo invece ubbidire allo stesso Vangelo annunciato a loro e a noi. Siamo coscienti di non essere la chiesa del I secolo, ma la chiesa del 2024. In parte i nostri problemi non sono più quelli dell’uomo del I secolo. Ma il mutamento storico è irrilevante per quanto riguarda il messaggio biblico. Il mutare degli eventi non influisce sulla Parola di Dio. La Bibbia è come il creato: il tempo passa, ma gli astri, le montagne, il mare, gli alberi, i fiori sono sempre gli stessi; l’alternarsi delle stagioni, il mutare del tempo, il susseguirsi degli anni, mesi, settimane e giorni non modifica il sorgere del sole. Il comandamento dell’amore per il prossimo ha più di tremila anni, è antico almeno quanto Mosè (Levitico 19,18). Eppure nessuno ne negherebbe la validità oggi.

Come abbiamo visto, c’è chi relativizza o addirittura nega il comandamento in nome della realtà, ma c’è anche chi nega la realtà; c’è chi si mostra continuamente critico verso ogni tipo di novità. La novità è deviante, si dice; ciò che è antico è vero, ciò che è nuovo è falso. Sono d’accordo se questo si riferisce alla Parola di Dio: l’antica parola dei profeti e degli apostoli. Non credo nemmeno io che il mutato contesto in cui viviamo possa mutare la Parola di Dio. Siamo noi a dover cambiare la nostra vita e a modellarla secondo l’insegnamento del Vangelo. La Scrittura è vera non tanto perché è antica, quanto perché è la rivelazione di Dio, è Parola di Dio. Ci sono testi scritti più antichi della Bibbia, e non per questo sono verità divine. La novità è deviante solo quando è contraria alla Parola di Dio. Il nuovo, talvolta, è una porta aperta che Dio ci offre per crescere nella fede; un’opportunità per far crescere la chiesa; una via per predicare il Vangelo. Dobbiamo essere cauti nel porre un limite alle cose che la modernità ci offre, perché questo può essere sì la nostra forza, ma anche la nostra debolezza. Il limite è là dove noi poniamo il confine, e noi vogliamo non una chiesa limitata, una chiesa che non capisce che il mondo è cambiato, ma una chiesa aperta a Dio e che sa parlare agli uomini del nostro tempo.

Paolo Mirabelli

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Non basta possedere la Bibbia: bisogna leggerla. Non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. Non basta comprendere la Bibbia: bisogna viverla.

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

Trova il tempo per pensare; trova il tempo per dare; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. La vita è troppo breve per essere sprecata. Trova il tempo per credere; trova il tempo per pregare; trova il tempo per leggere la Bibbia. Trova il tempo per Dio; trova il tempo per essere un discepolo di Gesù.