Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

La pasqua ebraica si celebrava con i sandali ai piedi (Esodo 12,11). Il sandalo nella Bibbia rimanda non solo alle calzature che gli uomini indossavano, ma anche all’incontro con Dio e al cammino di fede (Esodo 3,5; Giosuè 9,13; Luca 15,22; Marco 6,9). I rabbini ebrei dicevano che i loro discepoli dovevano stare ad alcuni metri di distanza dal maestro, perché la gente potesse distinguere chi era il maestro e chi erano i discepoli. Curare l’immagine è sempre stata un’ambizione dell’uomo. Rabbi significava: “Mio grande”. E i vangeli dicono che i rabbini ebrei amavano essere osservati e onorati dalla gente (Matteo 23,5). Gesù invece cammina in mezzo alla gente, uomini e donne, si confonde tra i suoi discepoli. A coloro che diventeranno poi i suoi discepoli, Gesù dice: “Venite dietro a me” (Matteo 4,19). Nel libro dell’Apocalisse c’è la visione dei redenti che “seguono l’Agnello dovunque egli vada” (14,4). Il popolo dei cristiani è un popolo di uomini e donne, tutti fratelli, che indossano i sandali, cioè è un popolo in cammino che segue Gesù. Tra i discepoli non ci sono maestri, né guide, né padri spirituali (Matteo 23,8-10). I cristiani hanno Dio per padre, Cristo come guida e lo Spirito Santo come maestro. I ministeri che il Signore ha dato alla sua chiesa (per l’edificazione del corpo di Cristo) non sono intesi come signorie, bensì come diaconie. Tutti siamo servi, nessuno è capo o padrone della chiesa, eccetto Cristo. Tuttavia già nel Nuovo Testamento, verso la fine del I secolo, è registrato il caso di uno che cercava il primato nella chiesa: un certo Diotrefe (3 Giovanni, verso 9), ma è condannato dall’autore della lettera (l’apostolo Giovanni). Gli storiografi romani, da Catone a Tito Livio, dicono che la crisi della Repubblica fu anche causata dalla vita immorale e dalla ricerca di potere da parte dei Romani. E queste sono pure da annoverare tra le cause che hanno portato alla fine dell’Impero Romano. I Romani non avevano mai voluto che il potere fosse detenuto nelle mani di una sola persona, perché avevano capito quali rischi si correva. Purtroppo da Giulio Cesare in poi tutti i poteri passarono nelle mani di una persona. Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente il vescovo di Roma pretese i titoli e i poteri in ambito religioso e civile. Col tempo il papa divenne il capo della chiesa d’Occidente. Non sono mai mancati nei secoli coloro che predicavano un ritorno al Vangelo e a una chiesa dove tutti sono fratelli in Cristo. Non sono mai mancati coloro che hanno indossato nuovamente i sandali e si sono messi a predicare e a servire.


Oggi persino in certe chiese congregazionaliste si è passati dalle diaconie del Nuovo Testamento a nuove forme di signorie: la leadership. Si dice che i leader non sono i capi della chiesa. Tuttavia la parola “leader” indica chi ha una funzione di preminenza, chi svolge la funzione di capo o di guida di un partito politico, culturale, musicale o sportivo. Non è soltanto la questione terminologica che fa problemi, ma è il cambiamento ecclesiale o il modello comunitario che viene stravolto. Si ha una concezione aziendale della chiesa. E questo porta a modellare le chiese secondo le leggi e le regole del mercato, e non più secondo il Vangelo di Cristo e gli insegnamenti del Nuovo Testamento. Oggi nelle chiese si parla sempre più spesso di strategie, di efficienza, di meritocrazia. Questo produce gli scarti. Uno scarto è un fratello o una sorella che non è efficiente, che non ottiene risultati in termini umani. E così nella chiesa contano i ricchi, i colti, i laureati; conta chi ha titoli e chi è socialmente influente. Gesù invece dice che nel regno di Dio non contano le cose grandi di questo mondo, ma le umili, le povere, le deboli. Dio sceglie gli ultimi per svergognare i primi, i poveri per svergognare i ricchi, i deboli per svergognare i forti; Dio sceglie le cose pazze per svergognare i sapienti, le cose disprezzate per ridurre al niente le cose che sono (1 Corinzi 1,27-31).


Oggi si parla molto della crisi delle chiese, sia al suo interno che all’esterno. Le chiese sono in crisi forse anche perché nessuno più indossa i sandali, perché alla sequela si sostituiscono forme nuove e alternative rispetto a quelle volute da Gesù e dal Vangelo. La sequela è ascolto prima della parola, è accoglienza prima del fare. La fede biblica si predica con i sandali (con i piedi), dietro a Gesù: non c’è un altro modo (Romani 10,15). La fede nasce da una Parola predicata, che è la Parola di Cristo. Il Vangelo non ha bisogno di strategie umane per funzionare, ma chiede di essere creduto e vissuto da chi lo predica e accolto con fede da chi lo ascolta. Il Vangelo va predicato con semplicità, umiltà e amore. La chiesa non ha bisogno di strutture per adempiere il suo mandato, ma gli basta essere la chiesa voluta da Dio; non ha bisogno di uomini grandi, ma di uomini e donne di fede.

Paolo Mirabelli

26 maggio 2024

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Non basta possedere la Bibbia: bisogna leggerla. Non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. Non basta comprendere la Bibbia: bisogna viverla.

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

Trova il tempo per pensare; trova il tempo per dare; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. La vita è troppo breve per essere sprecata. Trova il tempo per credere; trova il tempo per pregare; trova il tempo per leggere la Bibbia. Trova il tempo per Dio; trova il tempo per essere un discepolo di Gesù.