Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Appena Gesù prende la parola nel vangelo di Marco, predica dicendo: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’evangelo” (Marco 1,15). Parliamo di crisi. Ma non per fare una lettura politica. Piuttosto per decifrare alla luce della Parola di Dio la realtà inquietante che stiamo vivendo. Come discepoli di Gesù abbiamo delle responsabilità e una parola da dire. La crisi del nostro tempo sembra non finire mai e l’escalation delle cattive notizie volge ogni giorno verso un futuro sempre più incerto e spaventoso. Il paradigma ormai accettato da tutti è: oggi è peggio di ieri e domani sarà peggio di oggi. Dobbiamo imparare a vivere con meno: meno di tutto. Le borse europee il più delle volte sono in calo. Paesi che vanno verso l’insolvenza (default). Il destino incerto dell’Italia, con un debito enorme. Di chi è la colpa della crisi? Per i più è dei politici, che “mangiano il mio popolo come mangiano il pane” (Salmo 14,4). C’è chi ribatte: “Chi può dire di avere le mani pulite e la coscienza a posto?”.

A mio avviso, non ha molto senso ora chiedersi chi ha sbagliato. Conviene invece interrogarsi sulla crisi per cercare le soluzioni e venirne fuori. Conviene riflettere sugli errori del passato e trovare il rimedio per costruire una società diversa e rinnovata; attenta a tutti, cominciando dagli ultimi, i più deboli, i poveri. In questi giorni inquieti ed agitati, molti invocano “l’uomo forte, onesto e capace”, una politica pulita, una economia nuova. Tutte proposte condivisibili. Necessarie ma non sufficienti. La parola del Vangelo invece sposta l’attenzione su due espressioni “antiche”: regno di Dio e ravvedimento. Secondo Gesù, non è il cambiamento sociale, politico e culturale che produce il regno di Dio, bensì è il regno di Dio che produce un cambiamento nella vita del credente e nella società dove egli è cittadino. La parola del Vangelo esige da noi non solo ascolto ma risposta. Ci interroga e ci invita al ravvedimento, al cambiamento di vita. È il ravvedimento, il rivolgersi verso Dio, il vero inizio; è l’atto veramente creativo e sempre nuovo, capace di cambiare gli uomini. Siamo convinti che il mondo cambierà, che qualunque crisi verrà superata, solo se la sovranità di Dio (il regno appunto) verrà riconosciuta e confessata e se gli uomini si rivolgeranno a lui per fare la sua volontà. Come cristiani ci sentiamo chiamati alla responsabilità e all’impegno, ma soprattutto alla preghiera.

Un Cristiano

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Non basta possedere la Bibbia: bisogna leggerla. Non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. Non basta comprendere la Bibbia: bisogna viverla.

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

Trova il tempo per pensare; trova il tempo per dare; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. La vita è troppo breve per essere sprecata. Trova il tempo per credere; trova il tempo per pregare; trova il tempo per leggere la Bibbia. Trova il tempo per Dio; trova il tempo per essere un discepolo di Gesù.