Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Andrea mi scrive, da “terre lontane”, per pormi la seguente domanda: “Mi dicono che le Chiese di Cristo e le Christian Churches credono alla rigenerazione battesimale (baptismal rigeneration). Ma è davvero così, vale per tutti? Tu lo credi?”. Noto nella sua domanda una certa perplessità e stupore: “Ma è davvero così”. Come dire: “Non posso credere che sia così”. Siamo amici da alcuni anni, segue i miei scritti sul sito e i miei post su Facebook, come io seguo i suoi, e questo gli ha dato motivo di conoscermi, come io conosco lui, la sua sincerità e il suo impegno nello studio della Bibbia. Tra di noi è nata una bella amicizia e c’è stima reciproca.  Il motivo di quest’articolo, che in parte riprende la corrispondenza con Andrea, ne segue infatti il canovaccio e lo stile colloquiale, è tentare di rispondere a tale domanda, che spesso ci viene posta anche da altri credenti.


Prima di tutto, io non sono il portavoce delle Chiese di Cristo o delle Christian Churches, delegato a rispondere su questioni teologiche. Certamente esiste una comune comprensione delle Scritture, un confronto fraterno tra di noi, ma i miei scritti valgono uno: sono le mie convinzioni scaturite dallo studio della Bibbia. Non ho la presunzione di credere che gli altri cristiani debbano accogliere come verità rivelate dallo Spirito Santo le cose che dico: le pubblico e le sottopongo al libero esame di tutti e alla critica della Bibbia. A mia volta, però, non accetto come calato dal cielo il credo di nessuna chiesa, bensì lo sottopongo all’esame della Scrittura: ritengo ciò che considero biblico, ma rifiuto ogni insegnamento della chiesa che non trovi alcun riscontro e fondamento nella Parola di Dio. E questo è ciò che mi rende libero, a-denominazionale, semplicemente cristiano. Non mi pare che i primi cristiani dicessero: “Le nostre chiese insegnano che”, bensì andavano di luogo in luogo a predicare e annunciare la Parola. È Dio che ha un insegnamento per le chiese, non sono le chiese che hanno un loro proprio insegnamento da dare agli uomini. In questi duemila anni di storia del cristianesimo non sono pochi gli esempi di chiese che si sono sbagliate, spesso in maniera piuttosto grave. E oggi non tutti gli sviluppi che intravedo nella teologia e nelle chiese vanno verso un ritorno alla Scrittura: spesso si tratta di pensieri e stili di vita che la chiesa impara dal mondo.


Rigenerazione battesimale sacramentale è un’espressione che non si trova nella Scrittura: si parla di battesimo, di rigenerazione, ma non di rigenerazione battesimale sacramentale. Nella lettera a Tito, Paolo scrive (traduzione letterale del testo) che Dio “ci ha salvati secondo la sua misericordia, per mezzo del lavacro della rigenerazione e rinnovamento dello Spirito Santo” (3,5). Rigenerazione traduce qui il vocabolo greco palingenesia, usato anche in Matteo19,28, tradotto nuova creazione. Palingenesia significa dunque nuovo inizio, nuova creazione, nuova nascita, ri-generazione appunto. Paolo afferma che la nostra salvezza non proviene (greco ek) dalle nostre opere di giustizia, bensì è dovuta alla misericordia di Dio, che ci ha salvati per mezzo (greco dia) del lavacro (dunque acqua) di rigenerazione (palingenesia) e il rinnovamento dello Spirito Santo. Alla luce di questo testo, non vi è dubbio che la salvezza sia opera di Dio: Gesù è la nostra salvezza e il nostro Salvatore (3,6); su questo tutto il Nuovo Testamento è univoco e non lascia dubbio alcuno. Il lavacro (l’acqua) è qui il mezzo attraverso il quale lo Spirito Santo dona la rigenerazione, il nuovo inizio, e opera da quel momento il rinnovamento nella vita del credente. Lavacro e rinnovamento nel testo greco sono uniti dalla congiunzione e (greco kai): ciò significa che entrambi dipendono dal verbo salvare; e dunque si tratta del momento in cui Dio fa grazia e salva. Ecco perché nel Nuovo Testamento, nel processo di conversione: quando uno ascolta con fede l’Evangelo, crede; quando crede, si ravvede; quando si ravvede, viene battezzato (è sempre usata la forma passiva poiché nel battesimo è Dio che opera, non l’uomo; esempio: 1 Corinzi 12,13)  e fa parte della chiesa. Ora, e qui riprendiamo il nostro tema e la domanda, ci sono tre posizioni in merito al mezzo o simbolo attraverso il quale Dio dona la salvezza. 1) Alcuni fanno una separazione netta tra mezzo e salvezza, tra mezzo e opera di Dio: il simbolo non ha nessuna funzione, tanto che se ne potrebbe fare a meno. Eppure la Bibbia è piena di esempi in cui il Signore opera attraverso dei mezzi materiali: il fango sugli occhi del cieco nato; il bastone di Mosè nelle piaghe d’Egitto. 2) Altri credono erroneamente che sia il mezzo a produrre la salvezza (posizione sacramentale). 3) Io credo invece che la salvezza sia opera di Dio data al credente con la nuova nascita, di cui il lavacro (battesimo) ne è parte.

Paolo Mirabelli

05 febbraio 2018

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).