Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Il brano evangelico si apre con l’attività di Gesù che andava nelle città e nei villaggi a predicare ed evangelizzare il regno di Dio. La frase viene caratterizzata dal verbo al modo indicativo (andava), che indica una azione continuativa, e dai due participi, predicando ed evangelizzando. È molto bella l’attività di predicazione di Gesù. È molto bella perché annuncia una buona notizia, e tutti sappiamo quanto bisogno ci sia oggi di buone notizie, in mezzo a tante cattive notizie di cronaca, alle quali si aggiunge la guerra in Ucraina. Ma la cosa bella è pure sapere che questa buona notizia ci raggiunge dove noi siamo: nella nostra città o villaggio, a casa nostra; e nella nostra quotidianità. Non siamo noi che dobbiamo metterci in cammino per andare a cercarla. È Gesù che viene a cercarci nei posti in cui viviamo: non importa che siano piccoli villaggi o grandi città. È bello sapere che qualcuno ci cerca. È bello sapere che questo qualcuno viene a cercarci per darci una buona notizia. Di solito chi ci cerca, lo fa per darci una cattiva notizia. Il vangelo di oggi ci dice che Gesù viene a cercarci. Nella parabola delle cento pecore, il buon pastore va in cerca della smarrita; e nella parabola delle dieci dramme, la donna va in cerca di quella perduta (Luca 15,3-10). A casa di Zaccheo Gesù dice di essere venuto su questa terra “per cercare e salvare ciò che era perduto” (Luca 19,10). Scoprire così di essere cercati da Gesù è già questa una buona notizia, evangelo.


C’è un regno di cui siamo chiamati a far parte: e questo regno è il regno di Dio, che non è di questo mondo. E anche questa è una buona notizia. Lo abbiamo scoperto, ma non ce ne eravamo accorti. E questa è una scoperta meravigliosa, che riempie la vita di gioia. La nostra gioia per aver scoperto il regno di Dio è come quella dell’uomo della parabola che scopre di aver trovato un tesoro nel campo e con grande gioia vende tutti i suoi averi per entrare in possesso di quel tesoro (Matteo 13,44). Dio vuole renderci partecipi alla gioia del suo regno. Il regno di cui Gesù parla è diverso da tutti i regni di questo mondo, tanto per fare qualche esempio: nel regno di Dio non contano i privilegi umani, i titoli o il potere, ma il servizio e l’umiltà; non ci sono primi posti o posti riservati ai primi, perché in esso tutti sono primi e ricevono tutti “un denaro ciascuno”. E ancora: nel regno di Dio non c’è posto per i potenti e i prepotenti, ma soltanto per coloro che sono puri di cuore e semplici come i piccoli fanciulli; nel regno di Dio non c’è posto per la violenza, la repressione, la menzogna, l’inganno; non si vince schiacciando l’altro, il più debole, il più povero, il più fragile, ma si vince con l’amore. Il mondo ha prodotto dei mostri, e non solo in passato. Il regno di Dio invece ci ha fatto conoscere un umile Servo che ha donato se stesso per gli altri. “Il mio regno non è di questo mondo”, dice Gesù a Pilato, e nessuno può impadronirsene o servirsene per i propri scopi politici o interessi economici. Il regno di Dio viene a noi nonostante le opposizioni o il disinteresse di questo mondo. Il regno di Dio cresce come il lievito finché tutta la pasta sia lievitata.


L’altra cosa che colpisce del nostro testo è che con lui c’erano i dodici e alcune donne. Gesù non era da solo. Non stupisce trovare dei discepoli accanto a Gesù, stupisce invece la presenza delle donne che lo assistono con i loro beni. Nel culto sinagogale la donna non veniva nemmeno contata e molti disprezzavano chi impartiva degli insegnamenti alle donne. Ma come, un Dio che manda suo figlio a annunciare agli uomini che il suo Regno è aperto a tutti ha bisogno di essere accompagnato da un gruppetto di uomini e da alcune donne che lo “servono con i propri beni”? Una lettura più profonda di questo testo ci permette di dire che nell’essere accompagnato da uomini e donne è già presente il contenuto dell’annuncio della buona notizia che Gesù è venuto a portarci. E questo contenuto è che Dio ha inviato suo Figlio perché vuole che ciascuno di noi partecipi al suo regno. La loro presenza ci dice che il regno di Dio è aperto a tutti, uomini e donne, nessuno escluso. Maria Maddalena era posseduta da sette demoni, mentre Giovanna era una nobildonna ricca: loro due le ritroviamo alla risurrezione di Gesù. Susanna è a noi sconosciuta. Delle altre donne non sappiamo neanche i nomi. Ma è proprio questo che dà credibilità alla rivoluzione recata da Gesù nel mondo: egli ha abolito le differenze e ha reso tutti partecipi del regno di Dio. Maria di Magdala, ad esempio, è lì per dirci che nonostante tutti i nostri limiti e peccati, Gesù ci perdona e ci accoglie; nonostante la possessione di sette demoni è possibile entrare nel regno di Dio, perché Gesù caccia fuori tutto ciò che è dentro di noi, affinché ciascuno di noi possa dire di essere tra quelli che sono “con lui”.

Paolo Mirabelli

04 aprile 2022

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).