Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Il Cantico dei Cantici appartiene al canone biblico, fa parte della Bibbia, e questo è un dato da cui partire nella riflessione teologica. Chi si accosta per la prima volta a leggere il Cantico potrebbe restare sorpreso, quasi scandalizzato, perché il suo contenuto è molto diverso da tutti gli altri libri della Bibbia. Nessun libro dell’Antico Testamento è così difficile quanto il Cantico. Si tratta di poesie d’amore, dense di immagini sensuali. Il Cantico non impartisce alcun insegnamento, non narra alcuna storia. Semplicemente celebra la passione dell’amore umano. Apparentemente non caldeggia nessuna teologia e sembra privo di ogni insegnamento etico o morale. Non nomina mai il nome di Dio. Queste sono solo alcune delle ragioni che potrebbero portare a chiedersi: ma allora che ci sta a fare il Cantico dei Cantici nella Bibbia?


Per la maggior parte dei libri della Bibbia, il primo metodo di interpretazione è stato quello letterale, tutto il contrario è accaduto per il Cantico. I commentatori hanno pensato che le poesie non fossero da intendere soltanto letteralmente, ma che avessero qualche significato nascosto. Perciò il metodo usato sin dall’antichità per l’interpretazione del Cantico è stato quello allegorico. Questo approccio era prevalente in autori come Filone e Origene. Allegoria è una parola che deriva dal greco e significa “parlo d’altro”. Il senso immediato significa una qualche verità spirituale più profonda. Il metodo allegorico suppone che il vero significato sia qualcosa di più che il semplice significato fattuale o storico. I commentatori ebrei che allegorizzavano il Cantico, lo interpretavano come simboli del rapporto tra Dio e Israele. L’esegesi ebraica ha sempre cercato di storicizzare il Cantico, associando gli eventi della storia d’amore agli eventi della storia di Israele con il Signore. Quando i cristiani cominciarono a leggere il Cantico alla luce di Gesù, il metodo allegorico fece scaturire nuovi significati: gli amanti sono Cristo e la chiesa o Dio e l’anima.  Per secoli si è pensato alla allegoria come metodo per spiegare il Cantico. Oggi prevale, giustamente, la convinzione che il Cantico debba essere preso alla lettera, così come si presenta: un cantico che esalta l’amore umano tra un uomo e una donna, un lui e una lei.


Il significato originale del Cantico si trova nella sua interpretazione letterale, e nessun approccio esegetico deve eclissare il senso letterale del Cantico. È vero che l’allegoria, spesso sganciata dal testo biblico, ha favorito delle distorsioni in seno al cristianesimo, ma io sarei meno critico e meno severo con il metodo allegorico. Studi recenti hanno dimostrato che l’interpretazione allegorica non voleva annullare il significato letterale del testo biblico, non metteva in discussione la validità storica dei fatti biblici, non contrapponeva al significato letterale un significato tipologico che escludesse quello letterale, ma li manteneva entrambi: per esempio Abele era considerato un personaggio storico e insieme una figura simbolica (typos) del Cristo. Non bisogna esagerare nel condannare l’esegesi allegorica, in quanto né Filone né Origene hanno voluto negare il senso letterale; solo in pochi casi avevano negato il significato letterale del testo biblico, considerandolo simbolico già all’origine, come ad esempio è avvenuto con “i quattro fiumi del paradiso”, che diventano le virtù cardinali. Quasi tutti i manuali consultati, mi riferisco a quelli che si mostrano critici e severi verso l’allegoria, affermano, giustamente, che il Cantico è un poema sull’amore umano, poi però nelle spiegazioni aggiungono altri significati al testo: il Cantico è la storia d’amore tra Dio e il suo popolo, è l’immagine del rapporto tra Cristo e la chiesa. C’è chi dice parabola, chi illustrazione, chi immagine. A me pare che il senso non cambia molto. Perciò ben venga ogni contributo che possa arricchire la comprensione del testo.


Quale funzione ha il Cantico all’interno della Bibbia? Ci sarebbe molto da dire in merito, ma qui mi limito a dare dei titoli o sintesi. Il Cantico è patrimonio letterario dell’umanità: è difficile trovare un altro scritto sull’amore tra uomo e donna che lo eguagli. Il Cantico aiuta ad avere una comprensione sulla sessualità umana come dono di Dio. Il Cantico è la risposta biblica a una comprensione fedele della sessualità umana, del significato vissuto di “Dio li creò maschio e femmina” (Genesi 1,27). Si può leggere il Cantico come lo sviluppo di Genesi 2,24, il rapporto tra uomo e donna nel contesto della creazione. Finché l’amore verrà profanato, dissacrato, commercializzato, distorto, ci sarà sempre un disperato bisogno del Cantico dei Cantici.

Paolo Mirabelli

27 aprile 2021

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).