Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Nessuno poteva immaginare che dei cittadini americani potessero assaltare il Congresso degli Stati Uniti, il Capitol Hill, è devastarlo come hanno fatto. Scene che non ci saremmo aspettati di vedere in quella che è considerata la più grande democrazia al mondo e modello di tutti i paesi occidentali. La nostra speranza è che presto si possa tornare alla normalità e all’unità del popolo americano. Il nostro non è un sito di politica, perciò non ci occupiamo di questioni politiche, ma è un sito di studi biblici e teologici, ed è da questa prospettiva che analizziamo i fatti. Questo non significa che non abbiamo niente da dire. Tutt’altro. Gli insegnamenti della Bibbia gettano luce su quanto accade, ci ricordano che all’origine di tanta contrapposizione e violenza c’è senz’altro un problema spirituale, non solo politico ed economico, e ci aiutano a fare una lettura completa della realtà.


Partiamo dai fatti di cronaca: assalto al Congresso dei fan di Trump, con 4 morti e 52 feriti. Al di là di ogni dubbio, le scene di violenza e di saccheggio degli edifici, i personaggi folcloristici (tra cui spicca l’italo-americano vestito da vichingo) con le foto e i video postati sui social, i morti e i feriti ci inducono a dire che questi non sono i metodi usati in una democrazia moderna ed avanzata; non è così che si fanno valere le proprie idee politiche, sociali, religiose, né le proprie ragioni, ammesso che ci siano. Questo modo di fare non è civiltà; non è libertà di espressione del proprio pensiero politico. Questo è fanatismo, è integralismo, è fondamentalismo della peggiore specie, è barbarie. La violenza poi non è mai giustificabile. Chi ridarà la vita a quella ragazza uccisa in diretta TV? Non possiamo pensare di far valere le nostre idee con la violenza. Nessun uomo può farsi giustizia da solo, nemmeno un gruppo di persone può farlo, ma tutti siamo sottomessi alla costituzione del paese in cui viviamo. Non si può mettere insieme alcune migliaia di persone, manipolandole, e servirsene per imporre le proprie idee, attraverso quella che un tempo si chiamava “la legge della giungla”. Il rispetto delle norme scritte è fondamentale per il vivere civile.


Nelle ricostruzioni fatte dai giornalisti è emerso un dato preoccupante: oltre alle ragioni politiche, nella “presa della Bastiglia americana”, ci sono pregiudizi ideologici, motivi razziali e di superiorità della razza bianca, idee di suprematisti e di complottisti e finanche convinzioni religiose di alcune sette pseudo cristiane appartenenti al variegato mondo evangelico americano. Non sono certo pochi coloro che vedono nel presidente Trump l’uomo della provvidenza, mandato da Dio per difendere i valori cristiani, contro le lobby che cercano di imporre una nuova morale che fa spazio a tutti e a tutto. L’insegnamento del Vangelo non ha bisogno di essere difeso da nessun capo politico, perché si difende da sé: lo Spirito di Dio veglia sulla sua Parola. Quando si mescolano insegnamenti della Bibbia a idee politiche e pregiudizi ideologici, allora si crea un corto circuito e si cade nel fanatismo e nell’integralismo che nulla hanno a che fare con l’insegnamento genuino del Vangelo.


Come distinguere l’integralista fanatico dal cristiano fedele? L’integralista pensa che ciò che lui dice e ciò che la Bibbia dice siano la stessa cosa. Il cristiano invece sa che Dio ha parlato tramite i profeti e nel Figlio e che la rivelazione di Dio è stata messa per iscritto nella Bibbia da uomini ispirati dallo Spirito Santo. L’integralista crede che la Bibbia e le sue convinzioni siano la stessa cosa. Il cristiano invece crede nella Bibbia. L’integralista parla convinto che le sue parole siano infallibili. Il cristiano invece parla sapendo che solo la Parola di Dio è infallibile. L’integralista crede che ciò che lui dice, Dio lo dice. Il cristiano invece crede che ciò che la Bibbia dice, Dio lo dice. L’integralista è fedele a se stesso. Il cristiano invece è fedele a Dio. L’integralista ama l’integrismo delle sue idee. Il cristiano ama l’integrità della Scrittura. L’integralista non vuole essere contraddetto. Il cristiano invece ama il dialogo e il confronto. L’integralista è convinto di essere l’inviato di Dio. Il cristiano invece sa di essere un umile servo del Signore. L’integralista non accetta di subire delle perdite o delle sconfitte politiche. Il cristiano invece sa che la sua miglior politica è quella di essere sale della terra e luce del mondo. L’integralista lotta per delle ragioni umane. Il cristiano invece combatte per la fede che è stata una volta per sempre tramandata ai santi. L’integralista ama le questioni violenti e che dividono. Il cristiano invece ama gli insegnamenti di Gesù e la verità che unisce. L’integralista ama quelli come lui. Il cristiano invece ama tutti gli uomini per i quali Cristo è morto.

Paolo Mirabelli

08 gennaio 2021

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).