Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

La Maddalena al sepolcro (20,1-2). Secondo il racconto dei vangeli sinottici, Maria Maddalena non va da sola al sepolcro, ma assieme ad altre donne, delle quali conosciamo i loro nomi. Giovanni non contraddice la testimonianza sinottica, anzi, mostra di conoscerla (come dimostra l’uso del plurale  “sappiamo” in 20,2), ma di quell’avvenimento egli racconta soltanto il dialogo tra Gesù e Maria Maddalena. È ancora buio quando le donne vanno al sepolcro, preoccupate su come far rotolare la grande pietra posta all’apertura, non sanno che un angelo di Dio ha tolto la pietra (Matteo 28,2). Il sepolcro è vuoto; il Signore Gesù è risorto dalla morte.


Pietro e il discepolo amato al sepolcro (20,3-9). La Maddalena corre subito ad avvisare i discepoli dell’assenza del corpo di Gesù; poi torna al sepolcro. Maria corre lontana dal sepolcro a dare la notizia. Fornisce un dato ma crea un problema: “Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'abbiano messo” (20,2). Nella tomba non c’è alcun segno di manomissione, il corpo di Gesù non è stato trafugato, come dicevano alcuni. Non c’è stato nessun ladro: i ladri non lasciano le cose in ordine. Le bende e il sudario hanno qui anche un valore apologetico: il corpo di Gesù non c’è perché è risorto; non è stato rubato; non si ruba un corpo e si lasciano i vestiti che lo avvolgono ripiegati ordinatamente. Il lenzuolo, che ha avvolto un corpo morto, diventa una testimonianza della vita e della risurrezione, poiché “gli angosciosi legami della morte” non hanno potuto trattenere il corpo del Signore. Il discepolo amato e Pietro corrono verso il sepolcro. Uno è più veloce, l’altro più lento. È la quarta volta che compaiono assieme nel vangelo di Giovanni. I due corrono verso il sepolcro. Il discepolo amato arriva per primo, dà uno sguardo alla tomba scavata nella roccia, la vede vuota, ma non entra. Pietro entra. Poi anche il discepolo amato entra: vede e crede. Che cosa vede, se non c’è niente da vedere? Vede la tomba vuota. Il discepolo amato è l’unico che nel giorno della risurrezione, la domenica di pasqua, crede senza vedere Gesù risorto, crede prima di vedere (Se credi, vedrai, Gesù a Marta, 11,40). Il discepolo amato, che vede la tomba vuota e il lenzuolo piegato, ora crede perché comprende le Scritture. È importante per il lettore de vangelo che tra questi personaggi della domenica della risurrezione c’è chi come la Maddalena incontra Gesù ma non lo riconosce, chi come Tommaso ha bisogno di toccare per credere e, infine, chi come il discepolo amato crede senza vedere. Il vangelo presenta così una pedagogia della fede, come viene detto alla fine di questo capitolo (20,30-31).


Il Risorto incontra la Maddalena (20,10-15). I due discepoli, constatata l’assenza del corpo di Gesù, tornano a casa. La Maddalena invece resta fuori dal sepolcro, nell’orto, a piangere. L’apparizione di due angeli, che lei vede ma non riconosce, introduce il dialogo con Gesù. Nei sinottici gli angeli annunciano un altrove: Gesù non è qui, è altrove. Nei versetti 14 e 16 si dice che Maria “si voltò indietro”. Il verbo strepho è usato nel greco del Nuovo Testamento per la conversione (12,40). La conversione è un voltarsi verso Gesù. C’è qui un richiamo al tema del Cantico dei Cantici (3,1) e al buon pastore che chiama le sue pecore per nome. Gesù pone a Maria due domande: Perché piangi? Chi cerchi?(20,15). La Maddalena risponde con: Dov’è? Dov’è il corpo del Maestro? (20,13.16). Chi cerchi? Questa domanda è posta tre volte da Gesù nel vangelo di Giovanni: 1,38; 18,4-7; 20,15. È posta all’inizio del ministero pubblico, all’inizio della passione e alla risurrezione. Forma una scansione del vangelo: ministero, passione, morte e risurrezione. Chi cerchi? I due discepoli del Battista cercano il Maestro; le guardie un “malfattore” da crocifiggere; la Maddalena un corpo morto. Chi cerchi tu, lettore del vangelo? Dov’è? È un ritornello di tutto il vangelo di Giovanni (1,38-39; 3,8; 7,11.35; 8,10.14.19; 9,12; 11,34.57; 12,35). Il Prologo ci dice da dove viene Gesù, il capitolo 20 dove va Gesù. Nel discorso di commiato, i discepoli chiedono a Gesù: Dove vai? La risposta: torna al Padre, da dove è venuto. Dov’è? Dov’è ora il Signore?


Gesù chiama Maria per nome e si fa riconoscere (20,16-18).  “Non mi toccare/trattenere”, dice Gesù alla Maddalena, “ma vai dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”. È la prima volta che i discepoli sono chiamati fratelli. Per ben tre volte il vangelo usa l’espressione “non ancora” (20,1.9.17). È sempre Gesù che parla del ritorno al Padre, non l’autore del vangelo. Dopo l’incontro con Gesù, Maria annuncia di aver visto Gesù.

Paolo Mirabelli

09 aprile 2020

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).