Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Due questioni su cui si continua a discutere, nelle quali non voglio entrare perché irrilevanti ai fini di quest’articolo, sono la cronologia, ovvero stabilire quando è avvenuto il trapasso dal medioevo all’età moderna, e l’interpretazione, ovvero se vi sia rottura o continuità  tra i due periodi. Ciò che invece m’interessa sono le trasformazioni che si sono prodotte, i cui esiti si riflettono nell’oggi. Tra questi cambiamenti c’è il passaggio da una concezione teocentrica a una antropocentrica della vita e del mondo. La realtà non è più collocata in riferimento a Dio, bensì all’uomo. Il senso delle cose va ricercato nella realtà stessa, senza alcun riferimento a Dio. La realtà viene divinizzata e l’uomo deificato. L’uomo non è più visto come colui che si trova tra il creato e Dio, ma la sua posizione viene letta come se egli fosse il compendio di tutte le perfezioni dell’universo. L’immagine con Dio, di cui parla il libro della Genesi, viene letta come la capacità che l’uomo ha di diventare Dio, o di essere come Dio. Dalla fede nella rivelazione si passa alla fede nella scienza: non conta più cosa insegna la Bibbia, conta ciò che dice lo studioso. Il nuovo approccio scientifico si prefigge di conoscere tutti i segreti della natura e di superare i limiti imposti fino ad allora, compresi quelli della morte e dell’aldilà: l’uomo deve estendere il suo dominio e regnare anche nell’oltretomba. L’uomo non ha più come ideale di vita la conoscenza, la contemplazione e l’amore di Dio. Non è più interessato a conoscere l’ordine delle cose e la bellezza del creato, né i valori da vivere e rispettare, né la ricerca della verità. Il nuovo ideale diventa l’operare quotidiano. L’azione, l’agire, prevale sulla verità, sul ragionamento, sul pensiero. Non c’è più una verità oggettiva. Il giudizio del singolo, il suo dire, è verità per lui. La libertà prevale su tutto. Come l’acqua che scende dalla montagna senza argini lungo il pendio, così l’uomo deve essere libero da tutti e da tutto; libero da condizionamenti e da limiti: egli deve poter fare ciò che gli pare. Non è più la storia o la società o la morale che dà delle regole all’uomo, ma è l’uomo che stabilisce le leggi. L’atteggiamento verso il creato diventa quello di dominio e sottomissione, di sfruttamento per fini puramente egoistici. La centralità dell’uomo e il suo decentramento da Dio ha portato all’individualismo, uno dei tratti più significativi dello spirito moderno. L’io viene visto a discapito della comunità: gli altri non contano; l’io prevale sul noi ad ogni costo. Il relativismo, l’indifferenza, la ricerca del piacere sfrenato e del successo del nostro tempo sono effetti di questo processo.


Ovviamente non c’è solo buio, non mancano gli aspetti altamente positivi di questi cambiamenti. C’è sempre il rovescio della medaglia. In campo biblico si è giunti al libero esame della Scrittura. È finito il tempo in cui la chiesa imponeva le proprie dottrine, tradizioni e interpretazioni umane. La gente sa leggere e scrivere e sa prendere in mano la Bibbia. La riscoperta della dignità dell’uomo, che gli deriva dall’essere fatto a immagine e somiglianza di Dio, è un altro degli aspetti positivi di questo processo inarrestabile. E ancora. La creatività dell’uomo moderno, sostenuto dallo sviluppo della tecnologia, ha raggiunto traguardi un tempo impensabili. L’uomo oggi è libero di scegliere, di decidere: non è più obbligato a subire il controllo di altri, né di accettare in maniera ingenua ciò che gli viene insegnato e trasmesso. L’uomo oggi partecipa a pieno titolo ai “destini” della società e del mondo in divenire. Le scienze moderne hanno ricevuto un forte impulso, perché si sono staccate dal controllo della chiesa. La società è diventata democratica e si è emancipa dal sistema che per secoli l’aveva tenuta in uno stato di perenne ignoranza e fanciullezza. L’uomo si è liberato della tirannia della religione; si è liberato della coercizione della filosofia, della politica, del diritto. Le favole del medioevo e i falsi della storia sono stati smascherati: il più emblematico è la presunta donazione di Costantino alla chiesa scoperta da Lorenzo Valla. Anche se le chiese hanno subito un corto circuito nella modernità, non è vero che l’uomo oggi non senta il bisogno di Dio: sempre più persone sono alla ricerca di senso e sentono il bisogno di credere.


Il medioevo o l’età moderna sono solo dei tempi o epoche abitati dall’uomo. Non è il medioevo, né tanto meno la modernità, a costituire un problema per il cristiano e la Bibbia, ma sono i paradigmi che si adottano, i modelli di vita che si propongono. Ogni epoca è segnata da luci e ombre, come si è cercato di evidenziare in quest’articolo. Perciò il cristiano non deve accogliere supinamente tutto ciò che viene proposto e insegnato, bensì deve esaminare ogni cosa e ritenere il bene.

Paolo Mirabelli

13 febbraio 2020

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).