Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Nel capitolo 9 Mosè parla della futura conquista della terra promessa e afferma che Israele non può vantare una giustizia propria di fronte a Dio che gli dia il diritto di possedere il paese. Israele, come mostra la storia dell’esodo, dall’Egitto fino ai confine di Canaan, è un popolo ostinato, ribelle a Dio. Soltanto l’intercessione di Mosè ha evitato la distruzione del popolo. Ma la continua ribellione non potrà evitare per sempre il giudizio di Dio, se Israele non si converte di cuore al Signore. Il discorso di Mosè iniziato in 9,1 si estende fino a 10,11. In questa pedagogia del cammino egli ripercorre le tappe della disobbedienza a Dio e invita il popolo a meditare su quanto accaduto. Con il versetto 12 del capitolo 10 inizia una prima sezione conclusiva (la seconda si trova nel capitolo 11) del sermone di Mosè, in cui il popolo viene invitato ed esortato ad amare e servire il Signore che lo ha eletto. Il nostro testo (10,12-22) viene considerato un sommario di ciò che il Signore chiede a Israele. I temi trattati in questo brano trovano una forte risonanza nella predicazione profetica successiva e un parallelo in Michea 6,8, “una delle cime dell’Antico Testamento”. Che cosa in questo sommario Dio chiede a Israele? Chiede di ascoltare, amare, temere, servire il Signore. Chiede al popolo di osservare i suoi comandamenti, di tenersi stretto al Signore e di amare lo straniero. Per facilitare lo studio e nella speranza di cogliere meglio il senso di questi versetti, proviamo ad articolare il nostro testo in quattro parti: 10,12-13; 10,14-15; 10,16-19; 10,20-22.


Prima parte (10,12-13). Il contenuto di questi primi versetti è espresso sotto forma di domanda: che cosa chiede da te il Signore? Chiede di temere il Signore; di camminare in tutte le sue vie, amarlo e servirlo; di osservare i suoi comandamenti e le sue leggi. Come risposta umana all’elezione divina, a Israele è richiesta una totale dedizione a Dio, descritta attraverso alcuni verbi tipici del libro del Deuteronomio (e non solo): temere, camminare, amare, servire, osservare. Tutti questi atti vanno compiuti con il cuore, l’anima e l’intero essere.


Seconda parte (10;14-15). Questi versetti contengono due affermazioni. La prima: al Signore, “tuo Dio”, appartengono i cieli e la terra, con tutto ciò che in essa si muove, compreso i popoli; egli è il creatore e non fa parte della creazione; lui regna su ogni cosa. La seconda: l’elezione d’Israele da parte di Dio (presentata qui in maniera sintetica). Tra tutti i popoli della terra, il Signore ha scelto “i tuoi padri” (i patriarchi: Abramo, Isacco, Giacobbe e la sua discendenza, “cioè voi”). Il motivo dell’elezione è l’amore di Dio e l’affezione verso i patriarchi. Dunque, la ragione per cui Israele deve amare e affezionarsi al Signore è perché Dio per primo ha amato la discendenza dei padri e si è affezionato a loro.


Terza parte (10,16-19). L’elezione d’Israele da parte di Dio ha due conseguenze per la condotta del popolo. La prima: circoncidere il cuore e non indurire più il collo. La seconda: amare lo straniero. L’essere stati schiavi e stranieri in terra d’Egitto ha segnato per sempre Israele e gli ha insegnato il modo come trattare ed accogliere gli stranieri. Questo breve “trattato” su Dio fa delle affermazioni su ciò che egli è, su ciò che egli fa e su ciò che non ha e non accetta. Il Signore, “vostro Dio”, è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e tremendo. Dio non ha riguardi personali e non accetta regali. Dio fa giustizia all’orfano e alla vedova; il Signore ama lo straniero e gli dà pane e vestito. Poiché Dio è giusto e attento ai deboli, Israele non può pensare di piacere a Dio agendo in altro modo. Al posto di un collo duro, che non permette di rivolgersi verso Dio, bisogna sostituire la circoncisione del cuore. Un cuore incirconciso è un cuore che non è abitato da Dio e non cerca la sua volontà. L’invito a circoncidere il cuore (espresso nella forma imperativa) si fonda sulla ragione per cui Dio ha scelto Israele e sulla natura stessa di Dio. L’apostolo Paolo nelle sue lettere riprende e sviluppa il tema della circoncisione del cuore: la circoncisione ha valore se si ubbidisce alla legge; se invece si infrange la legge, la circoncisione diventa incirconcisione (Romani 2,25-29).


Quarta parte (10,20-22). Mosè invita Israele ad avere un comportamento coerente con la verità di Dio: temere e servire il Signore, tenersi stretto a lui, giurare nel suo nome. Dio, oggetto delle lodi. Israele è testimone delle opere grandi e tremende di Dio compiute in Egitto e nell’esodo. Se Israele circoncide il suo cuore, il Signore lo introdurrà nel paese e manterrà la sua promessa fatta ai padri, come già si vede: scesero in Egitto in settanta, e ora sono una moltitudine come le stelle del cielo.

Paolo Mirabelli

04 aprile 2018

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).