Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

“Voi siete tutti fratelli”, dice Gesù. Il tema della fratellanza attraversa tutta la Bibbia, e questo dice la sua importanza. Il libro della Genesi parla di fratelli e delle difficili relazioni tra fratelli. Caino e Abele sono fratelli, ma Caino uccide Abele suo fratello. Esaù e Giacobbe sono fratelli, ma Giacobbe inganna suo fratello Esaù. Giacobbe è costretto a scappare lontano per evitare l’ira di suo fratello. Il racconto di Giuseppe e dei suoi fratelli è quello che occupa più capitoli nel libro della Genesi. Esso è uno dei racconti più belli di tutta la letteratura mondiale. Inizia con Giuseppe che va in cerca dei suoi fratelli, ma i suoi fratelli lo odiano e lo vendono come schiavo. Soltanto alla fine Giuseppe e i suoi fratelli si ritrovano, si abbracciano e si amano come fratelli. La storia di Israele è una storia di fratelli: tutti figli di Giacobbe. I figli di Israele però non sempre si sono comportati come fratelli: anche in mezzo a loro ci sono state divisioni, lotte, ingiustizie, morte. Anche la loro è una storia di luce e ombre, nonostante la legge e i profeti richiamassero all’unità del popolo di Dio, in quanto discendenti dai patriarchi (Abramo, Isacco e Giacobbe), e alla loro comune fratellanza. Nella Chiesa di Occidente Francesco di Assisi ha scelto la categoria della “fratellanza” a quella della “paternità”. Nella storia occidentale uno dei momenti in cui il tema della fratellanza è stato più sentito è quello della rivoluzione francese, quando si diceva che tutti gli uomini sono liberi, uguali e fratelli. L’idea che fossero tutti fratelli veniva espressa in questo modo: la comune fratellanza ha il suo fondamento nella comune umanità; siamo tutti fratelli perché siamo tutti esseri umani. Una tesi molto bella, ma che non ha trovato attuazione nella storia: il mondo tutto sembra, tranne che un mondo di fratelli. Il nostro è un tempo arduo in cui si mette in risalto la differenza più che l’uguaglianza, l’odio più che l’amore, la competizione più che la cooperazione per il bene comune. Papa Francesco ha scritto una enciclica, “Fratelli tutti”, ma le sue parole sono inascoltate anche tra molti cattolici. L’uomo più che essere un fratello del suo simile continua ad essere il lupo dell’uomo, anche tra persone della stessa razza o religione. La fratellanza non nasce da un ideale filosofico o religioso, né da una rivoluzione, né da una enciclica papale, né dai padri della patria, né dai padri politici. Da dove nasce allora la vera fratellanza e qual è il significato delle parole di Gesù?


Nel capitolo 23 del vangelo di Matteo Gesù censura gli scribi e i farisei per la loro ipocrisia. Quella di Gesù è una parola molto severa, che nel seguito del capitolo diventa “guai”. Gesù descrive la loro doppiezza, che si manifesta in vari modi, come ad esempio: dicono e non fanno, smentiscono con i fatti le parole che dicono; amano apparire ed essere osservati dalla gente; vogliono essere chiamati “maestro, padre e guida”, amano i titoli che li fanno apparire guide religiose. In realtà, dice Gesù, sono “ciechi guide di ciechi; tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente”. Certo la chiesa è sempre stata affetta da questa patologia, non ne è mai guarita completamente. Il capitolo 23 di Matteo riporta ben sette “guai” contro scribi e farisei. Nel discorso della montagna Gesù chiama “beati” coloro che accolgono il messaggio del regno dei cieli, ora egli pronuncia il suo “guai a voi” contro coloro che non hanno accolto il messaggio evangelico, anzi trascinano altri verso il rifiuto di Gesù e del suo messaggio di salvezza e di liberazione. Questa parola di condanna non è contro gli scribi e i farisei in quanto tali, Paolo era un fariseo e altri scribi e farisei sono diventati dei discepoli, bensì contro le loro pretese religiose, contro la loro incoerenza, contro il loro legalismo oppressivo, contro il loro esibizionismo e vanità religiosi. Anche se non viene detto esplicitamente, qui sembra esserci pure la condanna contro chi si frappone tra Dio e gli uomini, contro coloro che pretendono di essere i mediatori tra Dio e gli uomini.


“Voi siete tutti fratelli”, dice Gesù (23,8). Poco dopo, nel versetto successivo (23,9), egli vieta ai suoi di farsi chiamare “padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli”. Se c’è un solo Padre, tutti i suoi figli sono fratelli. Ecco il fondamento della fratellanza: la paternità divina. Sono fratelli tutti coloro che riconoscono Dio come Padre, non sono fratelli coloro che chiamano e riconoscono altri uomini essere i loro “padri spirituali”. Altrove (in Giovanni 8) Gesù parla di un altro padre, Satana o il Diavolo, e di coloro che sono suoi figli. In Matteo 23,8 però Gesù parla di “fratelli” dopo aver parlato del “Maestro”. La fratellanza è dunque legata al discepolato. Siamo tutti fratelli perché siamo tutti discepoli di un unico Maestro: Gesù Cristo.

Paolo Mirabelli

04 novembre 2023

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“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

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