Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Ciao a tutti. Oggi non vi racconto nessuna storia, ma voglio condividere con voi un breve pensiero. Se volete, potete anche leggerlo o ascoltarlo sul nostro sito: www.bibbiaoggi.it.

Nel libro dei Salmi, nella preghiera di Mosè, sta scritto: “I giorni dei nostri anni arrivano a settant'anni; o, per i più forti, a ottant'anni; e quel che ne fa l'orgoglio, non è che travaglio e vanità; perché passa presto, e noi ce ne voliamo via” (Salmo 90,10). I più forti, dice Mosè, arrivano a ottant’anni. Oggi è morto un mio amico. Era un uomo forte, ma è morto giovane (aveva poco più di sessant’anni). Se anche i forti muoiono giovani, ciò vuol dire che anche i forti sono deboli di fronte alla morte. Siamo tutti deboli e impotenti di fronte alla morte. Nessuno è veramente forte. La morte è più forte di tutti gli uomini, deboli o forti che siano. Soltanto Gesù ha vinto la morte, risuscitando dai morti, e ci ha dato la vita. Gesù ha pure vinto “l’uomo forte” (Matteo 12,29), cioè Satana, colui che “è omicida sin dal principio” (Giovanni 8,44). Gesù ha vinto e ci ha liberati dal potere di Satana e della morte. La morte è come il ladro che viene per “rubare, ammazzare e distruggere”; Gesù invece è il buon pastore che viene a darci “la vita in abbondanza” (Giovanni 10,10).