Nei vangeli Maria Maddalena viene presentata come una donna posseduta da sette demoni. Lo dice l’evangelista Luca quando parla del ministero di Gesù in Galilea: “Con lui vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni” (8,2-3). Lo ripete Marco quando, dopo la risurrezione di Gesù, avvenuta nel primo giorno della settimana (domenica), afferma che “apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni” (16,9). Vogliamo parlare di Maria Maddalena (o di Magdala) in questi termini per fare emergere la grazia di Dio salvifica e trasformatrice nelle nostre vite. Colei che aveva sperimentato la gravità del male (sette demoni) è diventata una delle figure più belle che troviamo nei vangeli. Di un legno storto (come era Maria Maddalena e come noi siamo), Gesù ne fa un’opera d’arte. La donna in cui aveva trovato casa la totalità del male (posseduta da sette demoni) diventa la donna che a Pasqua parla con gli angeli.
La donna che un tempo era indemoniata è stata chiamata dal Cristo risorto a diventare messaggera e annunciatrice della sua risurrezione. Lei è stata la prima ad annunciare la risurrezione di Gesù: tutti gli altri discepoli verranno dopo. Pietro e Giovanni sapranno dopo di lei che il Signore è veramente risorto, perché lo vedranno. Se noi sappiamo come Gesù è morto sulla croce, se conosciamo le sue ultime parole, lo dobbiamo anche a lei che lo ha visto stando ai piedi della croce. Lei era là, sotto la croce, a guardare il suo Signore morire senza che nessun Dio lo soccorreva; era là a guardare come quell’uomo che sapeva di cielo veniva chiuso in una tomba scavata nella roccia. Maria Maddalena è sempre la prima a essere nominata in tutti gli elenchi delle discepole di Gesù dei vangeli. Lei è l’unica donna, tra quelle che si recarono al sepolcro la domenica per imbalsamare il corpo di Gesù, che viene menzionata da tutti e quattro i vangeli: Matteo 28,1; Marco 16,1; Luca 24,10; Giovanni 20,1. La Maddalena è colei che emerge sopra quel gruppetto di discepole, coraggiose e fedeli, che non sono arretrate alla vista della croce e non si sono perse d’animo davanti alla tomba vuota, ma hanno continuato a cercare il corpo di Gesù, finché non lo hanno visto risorto. La Maddalena è colei che, assieme ad altre e al discepolo amato, si fermò a osservare dove deponevano Gesù: forse stava già pensando a come prendersi cura di quel corpo, dopo un povero e frettoloso funerale.
Proviamo allora a seguire questa bella figura di donna e di discepola nei pochi tratti in cui i vangeli ne parlano. Gesù l’aveva guarita dalla sua possessione, una grave malattia del corpo e dello spirito, e lei aveva risposto seguendo il Maestro per tre anni: ascoltando parole di vita, osservando i gesti di guarigione da lui compiuti, mettendo a disposizione i suoi beni, come le altre donne che assistevano Gesù e i suoi discepoli con i loro beni (Luca 8,1-3). Non stupisce trovare dei discepoli accanto a Gesù; stupisce invece la presenza delle donne che lo assistono con i loro beni. Nel culto sinagogale la donna non veniva nemmeno contata e molti disprezzavano chi impartiva degli insegnamenti alle donne. Ma come è possibile che Gesù Cristo, venuto ad annunciare agli uomini la buona notizia del regno, abbia avuto bisogno di essere accompagnato da un gruppetto di donne che lo servivano con i loro beni? Una lettura più profonda ci permette di capire che la loro presenza significa che il regno di Dio è aperto a tutti, uomini e donne, nessuno escluso. È proprio questo che dà credibilità alla rivoluzione recata da Gesù nel mondo: egli ha abolito le differenze e ha reso tutti partecipi del regno di Dio. Maria di Magdala è lì per dirci che nonostante tutti i nostri limiti e i nostri peccati, Gesù ci perdona e ci accoglie; nonostante la possessione di sette demoni, è possibile entrare nel regno di Dio, perché Gesù caccia fuori tutto ciò che è dentro di noi, affinché ciascuno di noi possa dire di essere tra quelli che sono “con lui e lo seguono e lo servono”.
Nei vangeli non si raccontano grandi opere della Maddalena, la donna dai sette demoni liberata da Gesù, eccetto quella compiuta all’alba della domenica: in quell’alba tra il buio e la luce, quando le cose escono dal sepolcro della notte e si riconsegnano alla vita. Di Maria di Magdala non si citano e non si ricordano grandi opere, ma la sua vita è riassunta in pochi verbi: seguire, servire, stare presso la croce, correre, annunciare, chiamare. Con il suo esempio lei ci ricorda qual è il fondamento del Vangelo: l’amore di Dio per tutti noi. Il Vangelo è una notizia sconvolgente. Il cuore del Vangelo non è ciò che io faccio per Dio, ma è ciò che Dio fa per me: non il mio agire, ma l’agire di Dio.
Paolo Mirabelli
03 marzo 2026