Abbiamo considerato l'introduzione del sermone di Gesù (un Maestro stupendo perché è un essere divino, è il Figlio di Dio). Dopo l'introduzione c’è una transizione verso il tema del sermone. Consideriamo queste parole di Gesù Cristo: “Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.”
Ricordiamo che gli ascoltatori principalmente sono stati i Suoi discepoli. Dato che siano gli umili, i penitenti, i mansueti, gli affamati di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, gli operai per la pace, e i perseguitati a causa della giustizia, allora diventerebbero tre cose: il sale della terra, la luce del mondo, e una città posta sopra un monte! Che identità meravigliosa! I Suoi discepoli veramente collaboreranno insieme per trasformare questo mondo. Però, dobbiamo stare sempre attenti perché possiamo cadere e ritornare nel mondo (e al principe di questo mondo).
Il sale può purificare, preservare e dare il sapore. Tutti questi aspetti producono un mondo migliore! I discepoli hanno una grande potenza! Però, notiamo subito un avvertimento: “Ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà?” Quest'idea si trova in una parabola di Gesù: “Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità” (Luca 8:14). Un discepolo soffocato ha un severo giudizio: “Non è più buono a nulla…” Che perdita!
“Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo” (Giovanni 9:5). Allora i discepoli riflettono la luce del loro Maestro! La luce può illuminare, rivelare, smascherare. Di nuovo vediamo gli aspetti positivi! I discepoli hanno una grande forza! Ma notiamo di nuovo come i discepoli possono nascondere le loro lampade “sotto un recipiente” invece di “metterle sul candeliere”. Gesù spiega l'idea con un'altra parabola di un servo il quale ha nascosto un dono: “Poi si avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo e disse: “Signore, io sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; eccoti il tuo” (Matteo 25:24-25). E di nuovo il giudizio è stato duro: “E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori.” Che motivo sbagliato (la paura invece della gratitudine)!
“Siete una città posta sopra un monte!” Qui vediamo un aspetto soltanto positivo: “non può essere nascosta”. Così i discepoli di Gesù sono diversi dai figli del mondo. “Perché voi tutti siete figli di luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri; poiché quelli che dormono, dormono di notte, e quelli che si ubriacano, lo fanno di notte. Ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell’amore e preso per elmo la speranza della salvezza” (1 Tessalonicesi 5:5-8).
Poi un'altra parola saggia: i discepoli fanno le opere buone. Come l'apostolo Paolo ha scritto a Tito: “Certa è quest’affermazione, e voglio che tu insista con forza su queste cose, perché quelli che hanno creduto in Dio abbiano cura di dedicarsi a opere buone. Queste cose sono buone e utili agli uomini” (3:8). Il posto dove Tito abitava era molto pagano. Le opere buone fanno una predica molto più forte delle parole. Ma di nuovo, i discepoli devono stare attenti. Lo scopo per le opere buone non sono per l'esaltazione dei discepoli, ma per la gloria del loro Padre celeste. I discepoli non servono per vantarsi della loro bravura, ma per dimostrare come sono grati per la trasformazione che Dio ha fatto!
Gesù ha detto: “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui [non perisca, ma] abbia vita eterna.” Gesù è stato il sale della terra, la luce del mondo, e la città visibile. Gesù introdurrà “il regno dei cieli” alla conclusione di questo sermone (7:21). I comportamenti di questo nuovo patto vanno oltre i comportamenti dei capi religiosi dei Giudei. “Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita” (Proverbi 4:23). Sale… ma, luce… ma, opere buone… ma. Vedremo in seguito come l'etica del regno dei cieli veramente toccherà il cuore di ogni persona!