Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Abbiamo considerato l'introduzione del sermone di Gesù (un Maestro stupendo perché è un essere divino, è il Figlio di Dio). Dopo l'introduzione c’è una transizione verso il tema del sermone. Consideriamo queste parole di Gesù Cristo: “Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.”

Ricordiamo che gli ascoltatori principalmente sono stati i Suoi discepoli. Dato che siano gli umili, i penitenti, i mansueti, gli affamati di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, gli operai per la pace, e i perseguitati a causa della giustizia, allora diventerebbero tre cose: il sale della terra, la luce del mondo, e una città posta sopra un monte!  Che identità meravigliosa! I Suoi discepoli veramente collaboreranno insieme per trasformare questo mondo. Però, dobbiamo stare sempre attenti perché possiamo cadere e ritornare nel mondo (e al principe di questo mondo).

Il sale può purificare, preservare e dare il sapore. Tutti questi aspetti producono un mondo migliore!  I discepoli hanno una grande potenza! Però, notiamo subito un avvertimento: “Ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà?” Quest'idea si trova in una parabola di Gesù: “Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità” (Luca 8:14).  Un discepolo soffocato ha un severo giudizio: “Non è più buono a nulla…” Che perdita!

“Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo” (Giovanni 9:5). Allora i discepoli riflettono la luce del loro Maestro! La luce può illuminare, rivelare, smascherare. Di nuovo vediamo gli aspetti positivi! I discepoli hanno una grande forza! Ma notiamo di nuovo come i discepoli possono nascondere le loro lampade “sotto un recipiente” invece di “metterle sul candeliere”. Gesù spiega l'idea con un'altra parabola di un servo il quale ha nascosto un dono: “Poi si avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo e disse: “Signore, io sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; eccoti il tuo” (Matteo 25:24-25). E di nuovo il giudizio è stato duro: “E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori.” Che motivo sbagliato (la paura invece della gratitudine)!

“Siete una città posta sopra un monte!” Qui vediamo un aspetto soltanto positivo: “non può essere nascosta”. Così i discepoli di Gesù sono diversi dai figli del mondo. “Perché voi tutti siete figli di luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri; poiché quelli che dormono, dormono di notte, e quelli che si ubriacano, lo fanno di notte. Ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell’amore e preso per elmo la speranza della salvezza” (1 Tessalonicesi 5:5-8).

Poi un'altra parola saggia: i discepoli fanno le opere buone. Come l'apostolo Paolo ha scritto a Tito: “Certa è quest’affermazione, e voglio che tu insista con forza su queste cose, perché quelli che hanno creduto in Dio abbiano cura di dedicarsi a opere buone. Queste cose sono buone e utili agli uomini” (3:8). Il posto dove Tito abitava era molto pagano. Le opere buone fanno una predica molto più forte delle parole. Ma di nuovo, i discepoli devono stare attenti. Lo scopo per le opere buone non sono per l'esaltazione dei discepoli, ma per la gloria del loro Padre celeste. I discepoli non servono per vantarsi della loro bravura, ma per dimostrare come sono grati per la trasformazione che Dio ha fatto!

Gesù ha detto: “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui [non perisca, ma] abbia vita eterna.” Gesù è stato il sale della terra, la luce del mondo, e la città visibile. Gesù introdurrà “il regno dei cieli” alla conclusione di questo sermone (7:21). I comportamenti di questo nuovo patto vanno oltre i comportamenti dei capi religiosi dei Giudei. “Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita” (Proverbi 4:23). Sale… ma, luce… ma, opere buone… ma. Vedremo in seguito come l'etica del regno dei cieli veramente toccherà il cuore di ogni persona!

Paul Robison

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Non basta possedere la Bibbia: bisogna leggerla. Non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. Non basta comprendere la Bibbia: bisogna viverla.

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

Trova il tempo per pensare; trova il tempo per dare; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. La vita è troppo breve per essere sprecata. Trova il tempo per credere; trova il tempo per pregare; trova il tempo per leggere la Bibbia. Trova il tempo per Dio; trova il tempo per essere un discepolo di Gesù.