Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Con l’Editto di Tessalonica (27 febbraio del 380) l’imperatore Teodosio dichiarava il cristianesimo religione ufficiale dell’Impero romano. Con la caduta dell’ultimo imperatore d’Occidente, Romolo Augusto (deposto da Odoacre nel 476), di fatto il vescovo di Roma si trova ad assumere anche una posizione politica. Nel Medioevo tutto è chiesa, tutto è nella chiesa: fuori dalla chiesa non solo non c’è salvezza, ma c’è il niente. Dalla politica alla scienza, tutto ha il respiro della chiesa. È il tempo in cui la chiesa pretende di dire una parola su tutto, di avere un precetto per ogni cosa. L’Occidente coincide con la Grande Chiesa. Nel 1054 c’è il grande scisma tra la Chiesa d’occidente e la chiesa di oriente. Nel XVI secolo arriva il vento forte della Riforma Protestante, con Lutero che predica il primato del Vangelo contro il dogmatismo cattolico, e l’unità della Chiesa occidentale si spezza per sempre. In Europa si configurano gli Stati protestanti, al nord, e gli Stati cattolici (come l’Italia, la Spagna e altri), al sud. Con il sorgere delle varie confessioni protestanti (in seno al cattolicesimo il dissenso ha sempre prodotto nuovi ordini o nuove famiglie religiose), il cristianesimo ha subito una frammentazione ulteriore. L’illuminismo, la secolarizzazione, la modernità, la cultura laica hanno allontanato molte persone dalle chiese, lasciando i luoghi di culto semivuoti: le statistiche dicono che circa il 15% di quelli che un tempo si definivano “cristiani” oggi frequentano le chiese. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel 27 febbraio del 380. Oggi l’Occidente ha conservato (ancora per poco) l’appellativo “Cristiano”, ma ha ormai ben poco di cristiano (nel senso inteso dal Nuovo Testamento): in Occidente c’è un paganesimo molto diffuso.

Le strutture delle chiese si stanno piano piano sgretolando, ma la sete di Dio non è venuta meno. I dogmi e le formule di fede di un tempo sono messe in discussione, ma le parole del Vangelo sono apprezzate, amate, ricercate, desiderate. Gesù affascina credenti e non credenti. Si profila un nuovo modo di credere: una fede senza appartenenza alle chiese. La chiesa fa problema all’uomo d’oggi, Gesù e il Vangelo no. Ovunque, sia in ambito protestante che in ambito cattolico, si costituiscono piccoli gruppi di credenti: alcuni più tradizionali; altri innovatori (i primi protestanti erano chiamati “novatori” dal clero cattolico, perché contrari alla tradizione), nel senso che si richiamano a forme e parole del Vangelo dimenticate o trascurate nel tempo. Quelli che una volta erano “gli studi biblici settimanali”, tenuti nei luoghi di culto, hanno perso di significato e non appassionano più i credenti: sono pochi coloro che li frequentano. Si preferiscono gli incontri in case private. Ai culti domenicali delle chiese si favoriscono gli incontri all’aperto, in riva al mare o al fiume, in montagna o, per chi abita a Roma, sull’Appia Antica (le vie esprimono meglio l’idea del cammino di fede, della sequela al seguito del Maestro Gesù). Questo disagio di non riuscire più a vivere certe forme, ormai vecchie e superate (ciò che è vecchio è vicino a sparire, mentre ciò che viene da Dio è per sempre), che tutte le chiese si sono date (bisogna sempre distinguere tra gli insegnamenti della Bibbia e le tradizioni e usanze delle chiese), unito al desiderio di un profondo e rinnovato ritorno al Vangelo di Cristo, non è certo da condannare, ma è una opportunità da cogliere. La chiesa del Signore deve essere attenta al “soffio dello Spirito Santo” e all’agire di Dio nella storia. La chiesa deve saper discernere i tempi nei quali vive, per svolgere la sua missione profetica e per annunciare nel nostro tempo il messaggio di sempre (nelle forme e nei contenuti): quello che proviene da Dio in Gesù Cristo e trasmesso, una volta per sempre, nella Bibbia (Parola di Dio).

Che l’Occidente Cristiano si stia completamente sgretolando non è un dramma, non è una tragedia. La crisi dell’Occidente però non è la crisi del cristianesimo del Nuovo Testamento; Gesù dice nei vangeli che la sua Parola ci accompagnerà per sempre, finché il cielo e la terra durano. È la fine di quella ideologia che intende il regno di Dio come un regno politico e legato a un territorio. Non è l’Occidente che deve essere cristiano, ma le persone. Non è all’Occidente che bisogna predicare il Vangelo, ma agli occidentali e agli orientali, a tutti coloro che vivono ai quattro angoli della terra. Non sono le istituzioni occidentali che si devono convertire a Gesù Cristo, ma i cuori delle persone. Che l’Occidente Cristiano sia in crisi è un bene e una opportunità. È un bene perché così il Vangelo si spoglia di tutte le incrostazioni ideologiche e dottrinali accumulate nei secoli. È una opportunità per verificare la propria fede: la casa fondata sulla roccia (Gesù) non cade mai.

Paolo Mirabelli

29 febbraio 2024

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Non basta possedere la Bibbia: bisogna leggerla. Non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. Non basta comprendere la Bibbia: bisogna viverla.

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

Trova il tempo per pensare; trova il tempo per dare; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. La vita è troppo breve per essere sprecata. Trova il tempo per credere; trova il tempo per pregare; trova il tempo per leggere la Bibbia. Trova il tempo per Dio; trova il tempo per essere un discepolo di Gesù.