Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

L’incontro tra Gesù e Zaccheo è riportato soltanto dal vangelo di Luca (19,1-10). È uno dei più noti e più amati del vangelo.  Siamo a Gerico. Tutti accorrono a Gesù. Tutti desiderano accostarsi a lui: vederlo, toccarlo, ascoltarlo. Tutti vogliono ottenere da lui qualcosa: un miracolo, una benedizione. Gesù è conosciuto come il “maestro buono” (Luca 18,1), il maestro che ama i peccatori, i poveri, gli umili, gli ultimi, i senza parole e senza titoli. Tra la folla c’è un uomo ricco, che non ha bisogno di nulla, almeno così sembra. Questo uomo è Zaccheo, capo dei pubblicani, uno che riscuote le tasse per conto dei Romani. I pubblicani sono una categoria malvista dalla gente. Zaccheo è un uomo ricco, che non ha bisogno di soldi, ma è anche un uomo povero e solo, tutto dedito al suo lavoro e alle cose di questo mondo, un uomo povero in cerca di un altro tipo di ricchezza (nella parabola del ricco stolto si parla dell’essere ricchi in vista di Dio; Luca 12,21). Zaccheo è un uomo povero che ha bisogno che Dio lo salvi dal peccato e dia senso alla sua vita. Egli ha un desiderio dentro di sé: vuole vedere chi è Gesù. Ma c’è un problema: Zaccheo è un uomo piccolo di statura e, a motivo della grande folla che si accalca, non riesce a vedere Gesù. Allora corre avanti, sale su un albero e aspetta l’arrivo di Gesù. A volte i nostri problemi sembrano grandi e ci impediscono di vedere delle soluzioni: non bisogna perdersi d’animo e scoraggiarsi, basta andare avanti, salire su qualche albero e aspettare che Gesù passi per la nostra via. Zaccheo era certo, dice il testo evangelico, che Gesù “doveva passare per quella via” (19,4). Dobbiamo avere fiducia e credere che Gesù è venuto anche per noi, “per cercare e salvare ciò che era perduto” (19,10). Accade qualcosa di bello che esprime l’opera di Dio verso l’uomo: colui che cerca di vedere è visto e chiamato per nome. È Gesù che per primo vede Zaccheo e lo chiama per nome. Gesù alza lo sguardo, vede Zaccheo e gli dice: “Scendi subito, perché oggi devo fermarmi in casa tua” (19,5). Zaccheo non è sceso, ma è volato, è saltato giù dall’albero come uno scoiattolo per accogliere Gesù in casa sua e nella sua vita. L’incontro con Gesù cambia radicalmente la sua vita. È l’incontro con Gesù che causa la sua conversione. In quello sguardo di Gesù egli si sente amato. Da Gesù stesso si sente chiamato per nome. Ora Zaccheo non è più un uomo ricco di soldi, perché restituisce il quadruplo di ciò che ha rubato e dà la metà dei suoi beni ai poveri, ma è ricco di Dio. Alla ricchezza materiale sostituisce la ricchezza di spirito. C’è una povertà che ci fa ricchi e una ricchezza che ci rende poveri. Nel racconto non mancano coloro che si scandalizzano (mormoratori) perché Gesù va ad alloggiare da un peccatore come Zaccheo (19,8). È inaccettabile e sconcertante, per loro, il comportamento di Gesù. E questo è la dimostrazione che la grazia di Dio verso l’uomo non è secondo gli schemi (parametri) di questo mondo. A Zaccheo Gesù dice: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa” (19,9).


Dio è al di fuori delle nostre categorie del tempo e dello spazio, ma se proprio bisogna pensare a una dimensione del tempo in riferimento a Dio, allora potremmo dire che l’oggi è il tempo di Dio. Per ben due volte Gesù usa il termine “oggi” nell’incontro con Zaccheo. La prima, quando dice a Zaccheo: “Oggi devo fermarmi a casa tua”. La seconda, quando dice: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa”. Per Zaccheo quel giorno è l’oggi in cui incontra Gesù, è l’oggi della grazia, è l’oggi della salvezza; è l’oggi in cui il Salvatore incontra il peccatore. La storia della salvezza inizia con Abramo, anzi inizia già con Adamo ed Eva e la promessa di Dio (veramente inizia nel tempo che noi chiamiamo “eternità”). “La legge e i profeti hanno durato fino a Giovanni” (Battista), dice il vangelo di Luca (16,16). Il tempo della legge e dei profeti ha in Gesù il suo compimento. Era il tempo dell’attesa e della preparazione. Con la venuta di Gesù siamo nel centro del tempo: è la sua venuta che segna un prima e un dopo. Gesù è l’oggi della salvezza di Dio rivolto a ogni uomo. Nel vangelo di Luca sono riportati “7 oggi”: “Oggi è nato il Salvatore” (2,11); “Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato” (3,22); “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che udite” (4,21); “Oggi abbiamo visto cose straordinarie” (5,26); “Oggi devo fermarmi a casa tua” (19,5); “Oggi la salvezza è entrata in questa casa” (19,9); “Oggi tu sarai con me in paradiso” (23,43). È evidente che tutti questi oggi di Luca non dicono soltanto un tempo cronologico, ma indicano il tempo della salvezza e della grazia di Dio. Sono sì annotazioni di tempo ma dicono anche che la salvezza di Dio è presente in Gesù Cristo. È la presenza di Gesù che determina l’oggi della salvezza di Dio per l’uomo.

Paolo Mirabelli

29 gennaio 2024

Gallery|Bibbiaoggi
Foto & Post della Gallery: 1690
Non basta possedere la Bibbia: bisogna leggerla. Non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. Non basta comprendere la Bibbia: bisogna viverla.

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

Trova il tempo per pensare; trova il tempo per dare; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. La vita è troppo breve per essere sprecata. Trova il tempo per credere; trova il tempo per pregare; trova il tempo per leggere la Bibbia. Trova il tempo per Dio; trova il tempo per essere un discepolo di Gesù.