Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Secondo la Bibbia c’è un solo Dio, creatore e Signore di tutti gli uomini. Dio non è solo il Signore di Israele, ma egli è anche il Signore di tutti i popoli della terra. Tutti, senza distinzione, sono sotto il giudizio di Dio e a tutti viene offerto il perdono dei peccati. Nei profeti, infatti, ci sono gli oracoli contro Giuda e Israele e ci sono i cosiddetti “oracoli contro le nazioni”. Così in Isaia, in Amos e in altri libri profetici. Il messaggio profetico ha un duplice motivo: da una parte, tenere viva in Israele la fede, l’ubbidienza a Dio e la fedeltà alla legge (Torah); dall’altra, annunciare una novità futura: quella messianica. Secondo il messaggio biblico, “nuovo” non è ciò che è inedito, imprevedibile o mai visto, ma è ciò che Dio fa. La speranza del futuro Messia, che si è adempiuta in Gesù Cristo, non è solo per Israele, ma per tutti i popoli della terra. Con la venuta di Gesù il particolarismo di Israele cede il passo all’universalismo: in ogni luogo della terra e in ogni tempo della storia, Dio offre a tutti la salvezza in Gesù Cristo e fa del peccatore un uomo giusto; dona un cuore nuovo, una legge nuova, uno Spirito nuovo. La legge di Mosè è uno dei grandi doni che Dio ha fatto a Israele, e la missione di Israele era quella di illuminare tutti i popoli della terra con quella legge, parlando a tutti di Dio, dei suoi meravigliosi doni e della speranza messianica. Il famoso testo di Isaia 2 dice che le nazioni affluiranno e i popoli accorreranno al monte del Signore per imparare la legge di Dio e ascoltare la parola del Signore; dice che il Signore giudicherà tra nazione e nazione e sarà l’arbitro fra molti popoli; dice che tutti impareranno la pace e non la guerra, impareranno come trasformare le armi di guerra in strumenti per l’agricoltura. Dopo questa premessa, entriamo in tema. Essendo il tema vasto e trasversale, ci limitiamo a ripercorrere brevemente gli oracoli del profeta Amos. Ogni oracolo segue uno schema binario: peccato e castigo.

Il peccato di Israele. Il profeta Amos accusa di peccato tutti i figli di Israele, tutti coloro che Dio ha condotto fuori dal paese d’Egitto (3,1). Tuttavia, egli scaglia le sue frecce più pungenti contro i capi o i notabili del popolo, che chiama gli “spensierati di Sion” (6,1), contro certi commercianti (8,4-6), contro le donne ricche di Samaria, chiamate in senso dispregiativo “vacche di Basan” (4,1), e contro altri, di cui si denuncia il peccato senza però identificarli. Tra questi peccatori senza nome ci sono: quelli che “accumulano nei loro palazzi i frutti della loro violenza e della rapina” (3,10); quelli che sono “seduti sull’angolo di un divano o su un letto di damasco (3,12); quelli che “alterano il diritto in assenzio e gettano a terra la giustizia” (5,7); quelli che “odiano chi li ammonisce e detestano chi parla con rettitudine” (5,10); quelli che “calpestano il povero ed esigono tributi di frumento” (5,11). Possiamo riassumere i peccati di Israele in peccati contro il prossimo e contro Dio. Amos denuncia l’oppressione dei ricchi nei riguardi dei poveri e deboli. Denuncia la ricchezza illecita, acquistata con avidità, senza scrupoli, a danno degli altri; denuncia la ricchezza ingiusta che sfocia nel lusso più sfrenato, che porta alla licenziosità dei costumi e all’indifferenza verso i bisogni degli altri. Denuncia chi schiaccia l’indigente ed estorce una parte di grano, per costruirsi case lussuose, fatte di pietre squadrate, e vigneti deliziosi. Denuncia le bilance false, le attività fraudolenti, la vendita dello scarto del grano. Denuncia la mollezza e la sfrenatezza dei costumi. Denuncia le gozzoviglie, l’immoralità, la prostituzione. Denuncia la vita “improvvisata al suono della cetra e degli strumenti musicali, bevendo vino in ampie coppe” (6,5-6). Il peccato contro il prossimo è peccato contro Dio. Ciò che più lascia sbigottiti è il tentativo di molti di camuffare i peccati con un culto formalistico ed esteriore, che col tempo diventa pure sincretistico e idolatrico.

Il peccato delle nazioni. Anche altri popoli sono accusati di peccato. Nel libro di Amos ci sono gli oracoli contro i popoli vicini, perché commettono crimini di guerra, fanno invasioni di altri popoli, violano patti e accordi, compiono atti disumani e atroci (non solo contro Israele). Amos condanna Damasco per aver lacerato Galaad, passando sui cadaveri “con trebbie di ferro” (1,3). Condanna Gaza (i Filistei) per aver deportato intere popolazioni (1,6). Condanna Tiro per le deportazioni, o il commercio degli schiavi, e per aver violato il patto fraterno con Israele (1,9). Condanna Edom per la mancanza di compassione e per il fatto che serba l’ira e la collera per sempre (1,11). Condanna Ammon per aver sventrato le donne incinte di Galaad per allargare i suoi confini (1,13). Condanna Moab per aver bruciato e calcinato le ossa del re di Edom (2,1).

Paolo Mirabelli

22 novembre 2023

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Non basta possedere la Bibbia: bisogna leggerla. Non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. Non basta comprendere la Bibbia: bisogna viverla.

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

Trova il tempo per pensare; trova il tempo per dare; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. La vita è troppo breve per essere sprecata. Trova il tempo per credere; trova il tempo per pregare; trova il tempo per leggere la Bibbia. Trova il tempo per Dio; trova il tempo per essere un discepolo di Gesù.