Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Caro Maurizio. Il confronto con la morte non va fatto sminuendo o diminuendo il valore della vita, ma enfatizzando piuttosto la bellezza e il piacere della vita. La gente deve rendersi conto che cosa perde, se perde la vita. Io penso che nessuno uomo di buon senso si alzi la mattina dicendo: “Oggi spero tanto di morire!”. Io credo che nessuno, nemmeno tu, di fronte alla morte di un figlio, che ama profondamente, dice: “Che bello, finalmente è morto, tanto la morte è preferibile alla vita!”. È proprio in questi casi che si capisce quanto la morte è maledettamente brutta. E la morte di un ragazzo di 21 anni è ancora più triste, brutta e dolorosa. La morte di una persona che amiamo ci dice che cosa perdiamo noi che restiamo, ci dice il grande vuoto che viene a crearsi in noi per l’assenza dell’amato.  


La morte è la peggior cosa che da vivo ti possa capitare. La morte è una maledizione, è una disgrazia, è qualcosa che non appartiene al Dio della vita, al Dio che vive.  La morte è entrata nel mondo a motivo del peccato. Il Nuovo Testamento, ma penso anche all’Antico, non insegna la preghiera del morire. Elia voleva morire perché era scoraggiato, ma Dio lo fa vivere: gli si rivela in suono dolce e sommesso che parla di vita. Persino Gesù nel Getsemani chiede al Padre di far “passare oltre il calice amaro”. Gesù non invita i suoi discepoli a ricercare il martirio o la morte, anzi dice loro: “Se vi perseguitano in una città, fuggite in un’altra” (Matteo 10). La morte non è preferibile alla vita. Gesù stesso è venuto per dare la vita alle persone, non la morte. Gesù afferma di essere la vita, la verità, la via, la luce, l’acqua e il pane della vita, e mille altre cose ancora, ma mai dice di essere la morte.


Perché i cristiani piangono quando muore loro una persona cara? Perché Gesù piange al funerale di Lazzaro? Perché i discepoli piangono alla morte di Gesù? Perché piangono alla morte di Stefano o alla morte di Tabita? Non certo per pura finzione. Il pianto è espressione del dolore, e la morte ne procura tanto. Credimi!


Non mi piace quel “cristianesimo” che dice: “Fratelli, moriremo”. Mi piace invece chi parla di vita e di risurrezione. Mi piace chi parla di Gesù. Mi piace chi si confronta con la morte in modo serio parlando della vita che abbiamo in Gesù Cristo. Non si dice ad un pubblico di giovani ventenni, pieni di vitalità e di voglia di vivere, al funerale di un ragazzo: “La morte è preferibile alla vita”. Ecco perché i giovani scappano dalle chiese!


Ciò che noi dobbiamo desiderare è essere in grazia di Dio, essere con il Signore, stare con Gesù. Senza Gesù, la vita è un fallimento; senza Gesù, la morte è una disgrazia.


Paolo parla, come tu stesso hai notato, di morte in termini di guadagno unicamente perché sapeva che con la morte sarebbe “partito per stare con il Signore”. I due termini “guadagno” e “migliore” sono riempiti di significato dalla frase “essere con Cristo”.  È l’essere con Cristo che è meglio, non il morire; e la morte non fa altro che procurare all’apostolo la condizione di trovarsi con il Signore. Ecco il senso del testo da te citato (Filippesi 1,15-26).


Noi non dobbiamo desiderare di morire, ma di essere con il Signore, sia che viviamo sia che moriamo. Noi non dobbiamo predicare la morte e nemmeno la vita in sé, bensì Gesù Cristo, il Signore risorto. La morte non mi fa paura, perché sono in Cristo, ma ancora “preferisco vivere” con la grazia e in grazia del mio Signore. Dio benedica pure te!

Un Cristiano

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Non basta possedere la Bibbia: bisogna leggerla. Non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. Non basta comprendere la Bibbia: bisogna viverla.

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

Trova il tempo per pensare; trova il tempo per dare; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. La vita è troppo breve per essere sprecata. Trova il tempo per credere; trova il tempo per pregare; trova il tempo per leggere la Bibbia. Trova il tempo per Dio; trova il tempo per essere un discepolo di Gesù.