Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Quando si parla della risurrezione di Gesù bisogna argomentare su due cose: prima, che Gesù morì; seconda, che risuscitò. Ora gli evangelisti sono tutti concordi nell’affermare che Gesù morì in croce (spirò o emise lo Spirito). Lo attestano: il centurione romano, testimone oculare della morte; Pilato, il governatore romano, il quale espresse in proposito i suoi dubbi e si accertò del fatto prima di dare il permesso di deporre Gesù dalla croce e seppellire il suo corpo (i Giudei si sarebbero opposti al permesso di Pilato, se non fossero stati sicuri della sua morte); il tipo di morte (la crocifissione) tale che era impossibile a un condannato di salvarsi (nel caso di Gesù ci fu la flagellazione prima della crocifissione e il costato forato nella crocifissione, dal quale uscì acqua e sangue); la sepoltura fatta secondo l’usanza dei Giudei di avvolgere il corpo in panni di lino e di imbalsamarlo. Anche se Gesù non fosse morto sulla croce, la sua morte sarebbe avvenuta per dissanguamento e asfissia. C’è poi la testimonianza delle donne e dei presenti alla crocifissione; c’è pure la delusione dei discepoli: “noi speravamo che”. Che Gesù è risorto dai morti lo attestano i vangeli concordemente, i quali parlano della risurrezione e delle apparizioni di Gesù ai discepoli, prima di salire in cielo.


I vangeli affermano che la tomba di Gesù fu trovata vuota perché egli è risorto dai morti. Ciascuno degli evangelisti dedica la finale del suo vangelo alle apparizioni del Risorto ai suoi discepoli, con particolari differenti e secondo un ordine per niente scontato, ma è proprio questo un motivo che li rende affascinanti, imprevedibili, veritieri. Non potendo qui approfondire il tema della risurrezione secondo ciascun vangelo, diamo solo uno sguardo su alcuni particolari del racconto per fare delle riflessioni sulla nostra fede. I vangeli riportano diverse indicazioni di tempo, luoghi e protagonisti. Le indicazioni di tempo (sera, mattino, sole) suggeriscono il passaggio dalle tenebre alla luce; dal vecchio al nuovo; dal tempo dei Giudei (il sabato) al primo giorno della settimana (la domenica). I particolari sui luoghi creano un contrasto tra la morte (tomba chiusa) e la vita della risurrezione (tomba aperta), tra Gerusalemme, simbolo nei vangeli di coloro che sono chiusi a Gesù, e la Galilea dei gentili, aperta al Vangelo. Tra i personaggi menzioniamo solo il giovane vestito di bianco nella tomba vuota, seduto a destra, che rimanda al Cristo glorioso (seduto alla destra del Padre).


Il Gesù risorto non è apparso agli abitanti di Gerusalemme o ai farisei, ma soltanto ai suoi discepoli. Il verbo usato è apparire, o farsi vedere: ciò significa che l’iniziativa delle apparizioni è sempre di Gesù (quando vuole e a chi vuole). È un verbo carico di significato teologico, perché richiama le apparizioni di Dio ad Abramo o altri. In Matteo il Risorto va verso i discepoli prostrati a suoi piedi, un richiamo a colui che viene di Daniele 7. Luca sottolinea come non si possa conoscere veramente Gesù se non attraverso le Scritture, che a loro volta hanno bisogno di essere spiegate da lui.


Alla testimonianza dei discepoli, alcuni scettici hanno opposto l’ipotesi che la risurrezione fosse in realtà una illusione o allucinazione. Tale tesi però suppone che i discepoli fossero predisposti a una credulità o almeno a una tendenza a credere alla risurrezione, che non è affatto ovvia. Ora i vangeli affermano che essi avevano tutt’altra disposizione: erano profondamente scoraggiati e delusi e non volevano credere alla testimonianza delle donne che dicevano di averlo visto. Tommaso non voleva credere ai suoi compagni. Il dubbio era tale che facevano fatica a credere ai loro stessi occhi, tant’è che Gesù disse loro: “Vedete, toccate, palpate, perché sono proprio io”. L’illusione è un fenomeno eccezionale e transitorio che riguarda delle persone, ma non può durare quaranta giorni e interessare centinaia di persone, molte delle quali hanno dato la loro vita per Cristo.


L’affermazione che Gesù è risorto era al centro della predicazione dei discepoli e della chiesa delle origini. Questo messaggio ebbe una forza persuasiva tale che in alcuni decenni conquistò il mondo antico. Tertulliano, verso il 200 dopo Cristo, diceva ai pagani: “Noi siamo di ieri, eppure abbiamo riempito le vostre città”. Va ricordato che la predicazione della croce era uno scandalo per i Giudei e una pazzia per i Greci; non certo un messaggio popolare. I primi cristiani non disponevano né di una sapienza umana, capace di competere con le filosofie del tempo, né di ingenti mezzi materiali per diffondere il loro messaggio; e le classi dominanti del paganesimo, immerse nel malcostume e nell’immoralità, non erano disposte ad accogliere un messaggio su uno che è morto e poi è risorto. È stata la forza che lo Spirito esercita nel Vangelo di Cristo che ha conquistato il mondo.

Paolo Mirabelli

27 marzo 2023

Gallery|Bibbiaoggi
Foto & Post della Gallery: 1690
Non basta possedere la Bibbia: bisogna leggerla. Non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. Non basta comprendere la Bibbia: bisogna viverla.

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

Trova il tempo per pensare; trova il tempo per dare; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. La vita è troppo breve per essere sprecata. Trova il tempo per credere; trova il tempo per pregare; trova il tempo per leggere la Bibbia. Trova il tempo per Dio; trova il tempo per essere un discepolo di Gesù.