Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Secondo il racconto di Marco è come se Dio avesse fatto un’incursione nel mondo: ha aperto i cieli ed è sceso in mezzo a noi. Con la venuta di Gesù, il mondo è, per così dire, un mondo squarciato da Dio. Al battesimo di Gesù i cieli sono stati squarciati (schizomenous) da Dio e lo Spirito è sceso su di lui come una colomba (1,10). Alla morte di Gesù il velo (la cortina) del tempio, che separava il luogo santo dal luogo santissimo, dove era custodita l’arca di Dio, è stato squarciato (eschisthe) in due, da cima a fondo (15,38). La venuta di Gesù e del regno di Dio hanno scombussolato il mondo, come accade con il vino nuovo quando fa scoppiare gli otri vecchi: il dominio romano sul mondo e ogni vecchio sistema religioso del mondo antico sono stati frantumati, persino il sistema religioso ebraico, basato sulla legge di Mosè, ha ceduto il passo a qualcosa di meravigliosamente più grande e importante. Le grida dello spirito immondo, riportate nel primo capitolo del vangelo di Marco, nel primo miracolo che l’evangelista racconta, sono il segno o la dimostrazione del cataclisma prodotto dalla presenza di Gesù: “Che c’è fra noi e te (letteralmente, che cosa a noi e a te), Gesù Nazareno? Sei tu venuto a rovinarci?” (1,24). Sì, Gesù è venuto a mandare in perdizione non certo gli uomini, che vuole salvare, ma le potenze del male e ogni sistema politico e religioso che si eleva contro Dio e l’uomo. Gesù è venuto a scombussolare lo status quo e i paradigmi di questo mondo, provocando un’inversione di mentalità: ciò che per il mondo è grande, per Dio è insignificante; ciò che il mondo giudica sapiente, per Dio è pazzia; mentre la sapienza e l’opera di Dio sono giudicate dagli uomini una follia e uno scandalo, come scrive Paolo alla chiesa di Corinto (1 Corinzi 1).


La venuta di Gesù nel mondo ha prodotto anche un rovesciamento di posizione tra chi è dentro e chi è fuori: chi rifiuta il messaggio di Cristo, chi non crede in lui, si colloca fuori; chi lo accoglie, chi ci crede, è dentro. La cosa sorprendente è che spesso nei vangeli quelli che sono lontani (i peccatori, i senza legge) sono proprio coloro che accolgono la lieta notizia del regno di Dio, mentre quelli che sono vicini (i figli di Abramo) sono quelli che la rifiutano. A volte anche i discepoli, lascia intuire Marco, con la loro incomprensione si collocano tra quelli di fuori. Ma c’è di più: l’incomprensione può diventare opposizione a Gesù. L’opposizione non viene soltanto dagli scribi e dai farisei, dalle autorità religiose, ma anche da certi discepoli (Giuda lo tradì) e da alcuni che Marco chiama “i suoi” (3,21): forse una parte della sua famiglia o alcuni tra coloro che lo seguivano. Non è precisato chi siano “i suoi”: la costruzione grammaticale indica tuttavia che c’era una relazione stretta tra Gesù e costoro. Assistiamo in ogni caso a un alternarsi di incomprensione e ostilità provenienti sia da chi è nemico sia da chi gli è vicino. Gli scribi lo accusavano di essere posseduto da uno spirito impuro e di agire per mezzo del principe dei demoni (3,22); i suoi dicevano: “È fuori di sé’” (3:21).


“Avendo udito, i suoi uscirono” (3,21). Sembra un gioco di parole: Gesù entra in casa (3,20); i suoi escono. Per fare che cosa? Per prenderlo o impadronirsi di lui. Credevano che egli fosse fuori di sé. Volevano prenderlo per ricondurlo sulla buona strada, per farlo tornare in senno. I suoi (quelli che sono fuori) pensano che Gesù sia “fuori di testa” o un folle che sragiona. Certo, Gesù è uno fuori dagli schemi; uno non addomesticabile, non riconducibile al loro modo di ragionare, non in sintonia con il pensiero religioso del tempo e con la loro teologia. Se Gesù fosse venuto ad assoggettare tutti, facendo il padrone del mondo, se fosse venuto ad essere il tipo di messia che loro si aspettavano, un messia politico che libera Israele dal dominio dei romani, forse lo avrebbero accettato, sia i nemici sia i suoi. Gesù invece è venuto come Messia umile e sofferente, deludendo così le attese di molti. La sua predicazione disturbava molti dei suoi ascoltatori, non solo le autorità religiose. Così “i suoi” si rivelano incapaci di comprenderlo, incapaci di stare al suo passo, incapaci di credergli e di fidarsi di lui. Ecco perché Gesù andava fermato, contenuto, imbrigliato, preso e portato via: perché veniva avvertito come diverso, strano, folle; uno fuori di sé.


“È fuori di sé”, dicono i suoi. Potremmo persino tentare di fare una lettura temeraria e cogliere un aspetto positivo in queste parole dei suoi. Sì, Gesù è fuori di sé perché è tutto rivolto verso il Padre e verso l’uomo, che intende salvare. La sua è la pazzia della croce. Tra questa follia di Cristo e il tentativo dei suoi di normalizzarlo, tra la pazzia della predicazione e i vani ragionamenti di questo mondo, noi scegliamo la croce di Cristo e la parola di Gesù.

Paolo Mirabelli

23 gennaio 2023

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Non basta possedere la Bibbia: bisogna leggerla. Non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. Non basta comprendere la Bibbia: bisogna viverla.

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

Trova il tempo per pensare; trova il tempo per dare; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. La vita è troppo breve per essere sprecata. Trova il tempo per credere; trova il tempo per pregare; trova il tempo per leggere la Bibbia. Trova il tempo per Dio; trova il tempo per essere un discepolo di Gesù.