Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

La Bibbia è un libro, il libro di Dio. Il creato è ciò che Dio ha creato: cieli, terra, mare, fiumi, monti, aria, acqua, alberi, pesci, animali e uomini. La storia sono le vicende degli uomini, sono i fatti che accadano nel tempo e nello spazio. Il creato e la storia non sono propriamente dei libri, come lo è la Bibbia, anche se comunemente diciamo “leggere il creato” o “leggere la storia”. I libri di Dio non sono tre, ma uno solo: la Bibbia. La Bibbia si legge con fede e alla luce della ispirazione divina. Il creato si contempla per lodare Dio. La storia si esamina con discernimento spirituale, cercando di cogliere le lezioni che ci vengono dal passato. Perciò l’invito che alcuni fanno a leggere i segni e la presenza di Dio nel creato e nella storia va spiegato bene per evitare che si possa creare confusione. Proviamo umilmente a farlo, chiedendo a Dio la guida del suo Spirito.


La Bibbia è un libro di vita. Essa racconta principalmente la storia di un popolo, Israele, e la storia (vita, opere, insegnamenti, morte in croce e risurrezione) di Gesù Cristo, dei suoi apostoli e dei suoi primi discepoli (la chiesa). I primi 11 capitoli della Genesi accennano alla storia universale, per poi raccontare la vocazione di Abramo e la nascita e le vicende del popolo di Dio. La Bibbia non è un trattato di teologia sistematica o dogmatica, ma un libro di vita, di questa vita, in cui stanno insieme Dio e l’uomo, l’azione di Dio e la nostra esistenza. Essa racconta una storia passata, lontana alcuni millenni da noi, ma la storia che essa racconta è anche una storia eterna, che ha un valore perenne, perché essa rivela non solo l’uomo, ma addirittura Dio stesso. Nella vocazione di Abramo o nelle vicende dell’esodo è Dio che opera. Negli Atti degli Apostoli è Dio che opera. Nei vangeli Gesù è presente, Dio è con noi, in mezzo a noi. L’uomo di cui parla la Bibbia pare essere quello di sempre: con le sue vicende eroiche e miserabili, con i suoi alti e bassi, con i suoi perché e i suoi dubbi, con le sue meraviglie e le sue stranezze, con le sue gioie e i suoi dolori, con le sue debolezze e i suoi peccati. La Bibbia è il libro di Dio che racconta le sue gesta e la storia della salvezza. Abramo non diventa il padre del popolo di Dio per una sua scelta o decisione, ma perché Dio lo chiama. Abramo risponde alla chiamata e iniziativa di Dio mettendosi in cammino verso una terra che non conosce. Mosè diventa il grande liberatore e condottiero di Israele perché Dio lo manda in Egitto a liberare il suo popolo. I figli di Giacobbe, popolo di schiavi destinati a sparire dalla faccia della terra, hanno la libertà e diventano un popolo, anzi il popolo di Dio, perché il Signore si mette con loro, dalla loro parte, e diventa il loro salvatore. L’alleanza al Sinai non nasce da estenuanti trattative tra le parti, ma dalla decisione di Dio di essere dalla parte del suo popolo e di Israele di accogliere la guida di Dio nella sua vita, ubbidendo alla Torah di Mosè. I primi discepoli di Gesù sono chiamati da lui a conoscerlo, a credergli, a seguirlo. Non sono loro che si propongono: è Gesù che li sceglie e li rende apostoli. Il nuovo popolo di Dio, la comunità dei discepoli, nasce dalla iniziativa di Dio, sovrana e libera, misteriosa e affascinante. Con la morte di Gesù i discepoli pensavano che l’avventura fosse finita, invece scoprirono che il Signore era risorto e ancora vivo: camminava con loro, spezzava il pane con loro. E nel grande mandato promise di essere sempre presente. Abramo, Mosè, Israele, i primi discepoli, la chiesa, noi: abbiamo tutti accolto l’invito di Dio a partecipare al suo progetto, siamo tutti attratti dal suo amore, affascinati dalla bellezza della sua opera.


Certamente il creato e la storia parlano di Dio: mostrano i segni e le impronte della sua esistenza e della sua presenza. Il creato ogni giorno e ogni notte sta dischiuso davanti a noi nostri occhi. La Bibbia contiene intere pagine che ci invitano ad ammirare il creato per cogliere la grandezza del suo Creatore. Numerosi sono i Salmi che parlano della creazione in relazione a Dio, come il Salmo 8. Il libro di Giobbe ha una intera sezione dedicata a questo tema (capitoli 38-42). Tuttavia il creato da solo non ci dice chi è l’unico Dio e qual è la sua volontà, non ci dice che Gesù Cristo è morto in croce per i nostri peccati. In merito alla storia: è innegabile che tutta la storia biblica testimonia l’agire e la presenza di Dio in mezzo ai suoi. Diventa più difficile cogliere i segni della iniziativa di Dio nella storia umana. Non sempre è facile interpretare la storia e dargli un senso, senza la guida della Bibbia e la preghiera. La storia è spesso ambigua, oscura, sconcertante; impastata di miseria, malvagità e cattiveria. Ecco perché occorre sempre la guida della Bibbia per “leggere” i segni di Dio nella storia del mondo e dell’uomo di ieri, di oggi e di domani.

Paolo Mirabelli

01 settembre 2022

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Non basta possedere la Bibbia: bisogna leggerla. Non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. Non basta comprendere la Bibbia: bisogna viverla.

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3,16-17). “Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza. Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62,5-6).

Trova il tempo per pensare; trova il tempo per dare; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. La vita è troppo breve per essere sprecata. Trova il tempo per credere; trova il tempo per pregare; trova il tempo per leggere la Bibbia. Trova il tempo per Dio; trova il tempo per essere un discepolo di Gesù.