Bibbiaoggi

15 novembre 2017 alle ore 08:11

Laddove Bibbia e Chiesa non concordano, dobbiamo ubbidire alla Bibbia, e dove coscienza ed autorità umana sono in conflitto, dobbiamo seguire la coscienza (John Wycliffe, 1330-1384).

Bibbiaoggi

25 ottobre 2017 alle ore 07:39

Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo.

Bibbiaoggi

24 ottobre 2017 alle ore 16:18

Le persone hanno bisogno di ascoltare la Parola ispirata di Dio, non le parole sospirate di certi predicatori.

Bibbiaoggi

20 ottobre 2017 alle ore 06:43

Dio, dandoci i suoi precetti, ti ammonisce di fare ciò che puoi, e di chiedere ciò che non puoi (Agostino d'Ippona).

Bibbiaoggi

05 ottobre 2017 alle ore 10:16

Dove non c’è la parola di Dio, lì non ci può essere alcuna fede (Martin Lutero).

Bibbiaoggi

27 settembre 2017 alle ore 08:31

Così noi diciamo: Chi non è con la Bibbia è contro la Bibbia (Martin Lutero).

Bibbiaoggi

18 settembre 2017 alle ore 10:27

Quando sei chiamato, va’
Tu, quando sei chiamato, va’.
Sei chiamato a mezzogiorno? Va’ a quell’ora.
È vero che il padrone ti ha promesso un denaro anche se vai nella vigna all’ultima ora, ma nessuno ti ha promesso se vivrai fino alla prima ora del pomeriggio. Non dico fino all’ultima ora del giorno, ma fino alla prima ora dopo mezzogiorno.
Perché dunque ritardi a seguire chi ti chiama? Sei sicuro del compenso, è vero, ma non sai come andrà la giornata.
Vedi di non perdere, a causa del tuo differire, ciò che egli ti darà in base alla sua pro-messa.
(Agostino D’Ippona)

Bibbiaoggi

10 settembre 2017 alle ore 18:42

“Dovremmo trovare Dio in ciò che conosciamo, non in ciò che non conosciamo; non in problemi eccezionali ma in quelli che abbiamo già risolto. [...] Non dobbiamo attendere fino a quando siamo allo stremo delle forze: dobbiamo scoprirlo al centro della nostra vita e non solo nella morte; in salute e in forza, e non solo nella sofferenza; nel nostro agire e non solo nel peccato”. (D. Bonhoeffer)

Bibbiaoggi

08 settembre 2017 alle ore 07:20

Bisogna credere alla divina Scrittura anche se il mondo intero e tutti gli angeli insegnassero diversamente … La chiesa non ordina niente al di fuori della parola di Dio. Se tenta di farlo, non è la chiesa, ma finge di esserlo. Così dice Cristo in Giovanni 10,27: “Le mie pecore ascoltano la mia voce. Non ascoltano la voce di altri, ma li rifiutano, perché non riconoscono la loro voce”. Infatti una parola non è parola di Dio perché la proclama la chiesa; al contrario, poiché la Parola è proclamata, esiste la chiesa. La chiesa non crea la Parola, ma è creata dalla Parola. (Martin Lutero)

Bibbiaoggi

07 settembre 2017 alle ore 09:08

Il Dio della “prova di Anselmo” (argomento ontologico) non è un Dio di cui Anselmo parla, bensì un Dio al quale Anselmo parla (Karl Barth).

Bibbiaoggi

01 settembre 2017 alle ore 07:30

Bonhoeffer afferma: “Dovremmo trovare Dio in ciò che conosciamo, non in ciò che non conosciamo; non in problemi eccezionali ma in quelli che abbiamo già risolto. [...] Non dobbiamo attendere fino a quando siamo allo stremo delle forze: dobbiamo scoprirlo al centro della nostra vita e non solo nella morte; in salute e in forza, e non solo nella sofferenza; nel nostro agire e non solo nel peccato”.

Bibbiaoggi

15 giugno 2017 alle ore 10:04

«La Scrittura non può essere annullata» - ha dichiarato Gesù (Giovanni 10,35). Essendo opera di Dio, la Torah non può essere né smentita né contraddetta, perché Dio non può avere ripensamenti, o rinnegare quanto ha detto in passato, o apportarvi correzioni. Il cammino da lui tracciato dall’Antico Testamento ha validità perenne.

Bibbiaoggi

15 giugno 2017 alle ore 07:55

Al termine della strada non c'è più strada, ma il traguardo. Al termine della scalata non c'è ancora montagna, ma la sommità. Al termine della notte non c'è più buio, ma l'alba. Al termine della tua forza non c'è la fine, ma la grazia e la potenza di Dio.

Bibbiaoggi

15 giugno 2017 alle ore 07:11

Se la Parola di Dio si fa sentire dappertutto e continuamente, e noi non la udiamo, significa che non sappiamo riceverla, abbiamo le orecchie ma non la sentiamo.Il nostro peccato crea il silenzio. Il silenzio non viene da una carenza della parola divina, bensì da una sordità umana ... La risurrezione significa che la parola viva rompe il silenzio della morte. Il silenzio della morte non riesce ad annientare la parola viva di Dio.

Bibbiaoggi

09 giugno 2017 alle ore 09:14

Amare
«Se ami te stesso, ami gli altri come ami te stesso. Finché amerai un'altra persona meno di te stesso, non riuscirai mai ad amare te stesso, ma se ami tutti nello stesso modo, compreso te stesso, li amerai come una persona, e quella persona è sia Dio sia l'uomo. È grande e giusto chi, a-mando se stesso, ama in egual modo il suo prossimo». (Eckhart)

Bibbiaoggi

19 maggio 2017 alle ore 15:09

Il cammino particolare
«Tutti gli uomini hanno accesso a Dio, ma ciascuno ha un acceso diverso. È infatti la diversità degli uomini, la differenziazione delle loro qualità e delle loro tendenze che costituisce la grande risorsa del genere umano. L’universalità di Dio consiste nella molteplicità infinita dei cammini che conducono a lui, ciascuno dei quali è riservato a un uomo». (Martin BUBER)

Bibbiaoggi

19 maggio 2017 alle ore 15:07

Camminando si fa il cammino
Tu che cammini, sono le tue tracce
il cammino e null'altro;
tu che cammini, non c'è cammino,
il cammino si fa camminando.
Camminando si fa il cammino
e volgendo indietro lo sguardo
si vede il cammino sul quale mai più
si ritornerà a camminare.
Tu che cammini, non c'è cammino,
tranne delle scie nel mare.
(A. Machado)

Bibbiaoggi

04 maggio 2017 alle ore 12:03

Il predicatore piccolo e grande
Un predicatore dev'essere contemporaneamente piccolo e grande,
nobile di spirito come di sangue reale,
semplice e naturale come di ceppo contadino,
un esempio di santificazione,
un peccatore che Dio ha perdonato,
un servitore per i timidi e i deboli,
che non s'abbassa davanti ai potenti ma si curva davanti ai poveri,
discepolo del suo Signore,
conduttore del suo gregge,
un mendicante dalle mani largamente aperte,
una madre per confortare i malati,
con la saggezza dell'età e la fiducia d'un bambino,
teso verso l'alto,
i piedi sulla terra,
fatto per la gioia,
esperto del soffrire,
lontano da ogni invidia,
lungimirante,
che parla con franchezza,
un amico della pace,
un nemico dell'inerzia,
fedele per sempre...
Così differente da me!
(Anonimo)

Bibbiaoggi

03 aprile 2017 alle ore 08:35

A me basta la Scrittura divina, da sola, a questa mi tengo fermo e a questa mi devi lasciare fermo e deve bastare anche a te se sei un cristiano. Se lo Spirito di Dio è presso di voi lo si può scoprire se voi riconoscete nella sua parola la vostra guida e se non fate nulla che non sia chiaramente indicato nella parola di Dio. Se la Scrittura è il vostro maestro e se voi non siete maestri sulla Scrittura: se così è, allora lo Spirito di Dio è presso di voi. Coloro che si sottopongono e non si sovrappongono alla Scrittura sono sulla giusta via. (Ulrico Zwingli)

Bibbiaoggi

24 marzo 2017 alle ore 10:15

« Tutto mi è permesso » (1 Cor 6, 12; cf. Rm 14-15), purché si tenga presente che la mia libertà deriva dalla mia appartenenza a Cristo (1 Cor 6, 19; cf. 3, 21-23).

Bibbiaoggi

24 marzo 2017 alle ore 10:14

Ogni etica cristiana è a forma di croce: verticale e orizzontale

Bibbiaoggi

24 marzo 2017 alle ore 10:04

La « bevanda » diviene in noi la « sorgente » (Gv 4, 13 s.; 7, 38).

Bibbiaoggi

15 marzo 2017 alle ore 11:23

Nessuno può avere la presunzione e la pretesa di comprendere pienamente Dio. Come diceva Agostino di Ippona: "Se comprendi, non è Dio".

Bibbiaoggi

14 marzo 2017 alle ore 15:53

Dove la teologia non è essenzialmente interpretazione della Scrittura nella Chiesa, questa teologia non ha più fondamento. Joseph Ratzinger - Benedetto XVI

Bibbiaoggi

28 febbraio 2017 alle ore 08:20

«Anche Satana cita la bibbia, ma certe citazioni non illuminano: fanno buio». (Ambrogio)

Bibbiaoggi

26 febbraio 2017 alle ore 07:51

Quando gli uomini cercano un Dio senza chiese è perché hanno conosciuto delle chiese senza Dio.

Bibbiaoggi

22 febbraio 2017 alle ore 15:56

Il nome di Gesù non è solo luce, ma anche cibo, olio e condimento, senza il quale ogni cibo è asciutto, anche per dare sapore e gusto ad ogni dottrina che altrimenti sarebbe insipida, in breve, che è miele per la bocca, musica per le orecchie, gioia per il cuore, medicina per l’anima, e che tutte le discussioni che se ne fanno sono insulse se il suo nome non vi risuona. (Bernardo da Chiaravalle).

Bibbiaoggi

20 febbraio 2017 alle ore 10:20

Tutto ciò che non è eterno è eternamente inutile. (C. S. Lewis)

Bibbiaoggi

12 febbraio 2017 alle ore 15:28

I due requisiti di una vita cristiana di successo sono visione e passione ed entrambi nascono e si mantengono mediante la preghiera.
- Leonard Ravenhill

Bibbiaoggi

09 febbraio 2017 alle ore 10:40

Parlami di Dio
Dissi al mandorlo: parlami di Dio.
Ed il mandorlo fiorì.
Dissi al povero: parlami di Dio.
Ed il povero mi offrì la sua casa.
Dissi al sogno: parlami di Dio.
Ed il sogno si fece realtà.
Dissi all'usignolo: parlami di Dio.
E l'usignolo si mise a cantare.
Dissi ad un soldato: parlami di Dio.
Ed il soldato lasciò le sue armi.
Dissi alla natura: parlami di Dio.
E la natura si coprì di bellezza.
Dissi al bambino: parlami di Dio.
Ed il bambino lo chiese a me.
Dissi all'amico: parlami di Dio.
E l'amico mi insegnò ad amare.
Dissi ad un piccino: parlami di Dio.
Ed il piccino sorrise.
Dissi al dolore: parlami di Dio.
Ed il dolore cominciò a ringraziare.
Dissi alla mano: parlami di Dio.
E la mano si trasformò in servizio.
Dissi alla fonte: parlami di Dio.
E sgorgò l'acqua.
Dissi alla voce: parlami di Dio.
E la voce non trovò parole.
Dissi a mia madre: parlami di Dio.
E mia madre mi baciò.
Dissi al predicatore: parlami di Dio.
Ed il predicatore mi consegnò la Bibbia.
Dissi alla Bibbia: parlami di Dio.
E la Bibbia perse la voce per tanto parlare.
Dissi a Gesù: parlami di Dio.
E Gesù recitò il Padre Nostro.
Dissi al sole calante: parlami di Dio.
Ed il sole si nascose senza dirmi nulla.
Ma il giorno dopo, all'alba,
quando aprii la finestra, tornò a sorridermi.

Bibbiaoggi

08 febbraio 2017 alle ore 11:49

I dieci lebbrosi
I dieci lebbrosi se ne vanno al calar del sole
tutti guariti, mostrandosi la pelle sana
liberati dall'immonda raganella
che faceva il deserto all'ingresso dei villaggi.
Uno solo si gira, inquieto di camminare
fra due ombre: una dietro di lui
come i nove compagni e l'altra
leggera, davanti a lui, già calante
come se il suo dorso restasse rischiarato
dall’oriente, lo sguardo intravisto
che li ha mandati pieni di speranza ai sacerdoti
- la Vita che si dona, dimenticata dalla vita
che segue e ricomincia. Dov'era il miracolo
prima del miracolo? Sono partiti così in fretta.
Gli altri nove sono lontano. Allora, lui decide
di risalire il fiume della strada.
(J.P. Lemaire, La rotta)

Bibbiaoggi

08 febbraio 2017 alle ore 07:10

Gesù non è l'ultima speranza,Gesù è l'unica speranza (Angelo)

Bibbiaoggi

07 febbraio 2017 alle ore 09:28

Digeriamo dunque queste verità sulla preghiera:
La preghiera non richiede abiti speciali.
La preghiera non richiede luoghi speciali.
La preghiera non richiede un'esperienza speciale.
La preghiera non richiede una scuola speciale.
La preghiera non si vanta mai.
La preghiera non è in cerca di applausi.
La preghiera è spesso più potente quanto più è silenziosa.
La preghiera non si cura di definizioni.
La preghiera eledu le spiegazioni.
La preghiera è concepita nel tempo ma afferra l'eternità.
La preghiera rafforza i deboli e indebolisce i forti.
La preghiera tocca la potenza del mondo a venire.
- Leonard Ravenhill

Bibbiaoggi

16 gennaio 2017 alle ore 07:07

«Togli ad un viaggiatore
la speranza di arrivare
e gli avrai tolto anche la forza di camminare»
(Guglielmo di S. Thierry).

Bibbiaoggi

16 gennaio 2017 alle ore 06:57

“Qual è il significato della vita?” chiese un ragazzo ad un rabbino. Il rabbino rispose: “È una ottima domanda, perché vuoi cambiarla con una risposta?”.

Bibbiaoggi

13 gennaio 2017 alle ore 06:57

Credere in Dio significa rendersi conto che gli avvenimenti di questo mondo non rappresentano la fine del discorso. Ludwing Wittgenstein

Bibbiaoggi

12 gennaio 2017 alle ore 17:20

Vieni tu da me, Signore,
e allora io potrò venire da te.
Portami a te
e solo allora potrò seguirti.
Donami il tuo cuore
e solo così potrò amarti.
Dammi la tua vita
e allora potrò morire per te.
Prendi nella tua risurrezione
tutta la mia morte
e sii mio, Signore, sii mio
affinché io sia tua in eterno.
(Silja Walter)

Bibbiaoggi

16 dicembre 2016 alle ore 06:53

Storiella ebraica
Un bambino va da un profeta e gli dice: “Profeta non ti sei reso conto che hai fatto profezie per quindici anni, e le cose sono ancora le stesse? Non vedi che non è cambiato niente?” E il profeta rispose: “Io non sto profetizzando per cambiare il mondo, ma per evitare che il mondo cambi me”.

Bibbiaoggi

14 dicembre 2016 alle ore 16:35

In una notte magica venne al mondo un bambino e per quel bambino si misero in cammino da ogni parte del mondo. (Antonio Pagliarelle)

Bibbiaoggi

12 dicembre 2016 alle ore 12:03

La tua Parola, Signore, non l’hai scritta perché io la studiassi e la spiegassi. La tua Parola, Signore, mi è giunta perché l’amassi, perché mi sforzassi di calarla nel mio intimo, perché anch’io potessi diventare una tua parola. (E. Olivero)

Bibbiaoggi

06 dicembre 2016 alle ore 10:25

Come possiamo attenderci di ricevere una benedizione se siamo pigri nel richiederla? Come possiamo aspettarci una nuova Pentecoste se non c'incontriamo mai in un medesimo luogo per cercare il Signore? Fratelli, non vedremo mai un grande cambiamento, un marcato progresso spirituale nelle nostre chiese finché la riunione di preghiera non occuperà un posto primario nella considerazione dei cristiani.
(C. H. Spurgeon)

Bibbiaoggi

05 dicembre 2016 alle ore 06:42

Il buio e la luce
È buio dentro di me,
ma presso di te c'è la luce;
sono solo, ma tu non mi abbandoni;
sono impaurito, ma presso di te c'è l'aiuto;
sono inquieto, ma presso di te c'è la pace;
in me c'è amarezza, ma presso di te c'è la pazienza;
io non comprendo le tue vie, ma la mia via tu la conosci.
(Dietrich Bonhoeffer)

Bibbiaoggi

28 novembre 2016 alle ore 08:47

Dammi la forza
«Dio mio,
dammi la forza di cambiare le cose
che possono essere cambiate;
dammi la forza di accettare le cose
che non possono essere cambiate;
e dammi la luce
per distinguere le une dalle altre»
(Anonimo)

Bibbiaoggi

22 novembre 2016 alle ore 14:51

Per quanto le loro lingue possano differire, tutti loro, nell’invocare: “Abba, Padre”, dicono la stessa cosa. (Giovanni Calvino)


Bibbiaoggi

21 novembre 2016 alle ore 09:52

EGLI PUÒ SEMPRE ARRIVARE
«… non si può mai sapere se Dio è in una storia,
prima che uno l’abbia finita di raccontare.
Perché anche se mancassero solo due parole o soltanto
la pausa che segue le ultime parole del racconto,
Egli può sempre arrivare»
(Rainer Maria Rilke)

Bibbiaoggi

19 novembre 2016 alle ore 17:48

Quando l'uomo Lo ha ignorato - non se n'è andato.
Quando l'uomo Lo ha insultato - non si è offeso.
Quando l'uomo Lo ha tradito - non si è vendicato.
Quando l'uomo Lo ha crocifisso - ha aperto le braccia!

Bibbiaoggi

19 novembre 2016 alle ore 07:00

Ricordati nelle tenebre ciò che hai imparato nella luce. (Joseph Bayly)

Bibbiaoggi

19 novembre 2016 alle ore 06:59

Giobbe: l'uomo migliore sulla terra che soffre nel peggiore dei modi.

Bibbiaoggi

17 novembre 2016 alle ore 13:03

“Non cercare una chiesa più vicina a casa tua; cerca una chiesa più vicina alla Bibbia” (Paul Washer).

Bibbiaoggi

17 novembre 2016 alle ore 06:41

Ho iniziato il mio viaggio in questo libro (il libro di Giobbe) con il dubbio nella mia fede e ne sono venuto fuori con la fede nel mio dubbio (William Safire).

Bibbiaoggi

15 novembre 2016 alle ore 07:29

Aiutami a dire “sì”
Ho paura a dire “sì”, Signore.
Dove mi porterai?
Ho paura del “sì” che comporta altri “sì”.
Ho paura a mettere la mia mano nella tua;
perché tu possa stringerla […]
O, Signore, ho paura delle tue richieste,
ma chi può opporti resistenza?
Che venga il tuo regno, non il mio,
che sia fatta la tua volontà e non la mia,
Aiutami a dire “sì”».
(Michel QUOIST)

Bibbiaoggi

15 novembre 2016 alle ore 07:18

Nella violazione delle sue creature, Dio si ritiene violato (Giovanni Calvino).

Bibbiaoggi

11 novembre 2016 alle ore 08:24

Era necessario che Gesù dicesse: «Io sono la via, la verità e la vita», perché, una volta conosciuta la via, restava da conoscere la meta. La via conduceva alla verità, conduceva alla vita. E noi dove andiamo, se non a Lui? E per quale via camminiamo, se non attraverso di Lui?

Bibbiaoggi

08 novembre 2016 alle ore 17:25

Se vuoi sentirti disilluso - guarda dentro.
Se vuoi sentirti dispiaciuto - guarda dietro.
Se vuoi sentirti distratto - guarda intorno.
Se vuoi sentirti timoroso - guarda avanti.
Se vuoi sentirti deluso - guarda gli altri.
Se vuoi sentirti soddisfatto - guarda Gesù.

Bibbiaoggi

08 novembre 2016 alle ore 09:11

“Come vorrei riflettere su questo giorno, non posso aiutare ma sento una profonda tristezza e ancora un senso di gioia che non è limitato a questo spazio temporale che chiamiamo terra. Ho visto amici e famigliari in una grande rimpatriata intorno al trono. Una grande nuvola di testimoni... sono troppi da contare... Lodate il Signore che regna per sempre... finché non ci incontreremo di nuovo!” (Harold Fowler).

Bibbiaoggi

04 novembre 2016 alle ore 09:11

Gesù ci dice che possiamo giudicare i frutti di una persona ma non la persona. Perché? Perché i frutti appartengono alle persone ma le persone appartengono a Dio. Puoi giudicare quanto è dell’uomo, ma non quanto è di Dio.

Bibbiaoggi

03 novembre 2016 alle ore 10:32

Non cercare Dio nel tuo ieri, con le sue delusioni e i suoi dolori, perché il suo nome non è: “Io ero”.
Non cercare Dio nel tuo domani, con le sue paure e insicurezze, perché il suo nome non è: “Io sarò”.
Cerca Dio nel tuo oggi, con le sue promesse, le sue gioie ed i suoi impegni, perché il suo nome è: “Io sono!” (Esodo 3,14).

Bibbiaoggi

24 ottobre 2016 alle ore 10:09

Ho cercato Dio
con la mia lampada così brillante
che tutti me la invidiavano.
Ho cercato Dio negli altri.
Ho cercato Dio
nelle piccolissime tane dei topi.
Ho cercato Dio nelle biblioteche.
Ho cercato Dio nelle università.
Ho cercato Dio
col telescopio e con microscopio.
Finché mi accorsi che
avevo dimenticato quello che cercavo.
Allora, spegnendo la mia lampada,
gettai le chiavi, e mi misi a piangere...
e subito, la Sua Luce fu in me...
(Angelus Silesius).

Bibbiaoggi

22 ottobre 2016 alle ore 08:28

Se Dio esiste, da dove viene il male?
Oggi vi dimostrerò che se Dio esiste, è malvagio?
Così inizia il discorso di un maestro elementare mostrato in un video.
Il maestro inizia la sua lezione in questo modo: "Oggi vi dimostrerò che se Dio esiste, è malvagio. Dio ha creato tutto ciò che esiste? Se Dio ha creato tutto, dunque, ha creato anche il male. Questo significa che Dio è malvagio!"
A questo punto un bambino lo interrompe dicendo: "Mi scusi professore! Esiste il freddo?"
Il maestro/professore rimane sbigottito dalla domanda e dice: "che tipo di questione è mai questa! Certo che esiste! Non hai mai avuto freddo?"
Allora il bambino a sua volta risponde: "Infatti Signore, il freddo non esiste. In accordo con le leggi della fisica, quello che noi chiamiamo freddo in realtà è assenza di calore..Professore, esiste il buio?"
Il professore sentendosi un po' "attaccato" risponde: "Certo che esiste!"
L'alunno non ci mette tanto tempo a negare la tesi che il buio esista: "No! Sta sbagliando Signore! Anche il buio non esiste! Il buio in realtà è assenza di luce. La luce possiamo studiarla, il buio no. Il male non esiste! E' come il buio e il freddo. Dio non ha creato il male, il male è il risultato di ciò che accade quando l'uomo non ha l'amore di Dio nel suo cuore!"
Il bambino era Albert Einstein

Bibbiaoggi

21 ottobre 2016 alle ore 19:18

«Quando i pastori temono di dispiacere a chi li ascolta, non solo non premuniscono i fedeli contro le tentazioni che li sovrastano ma anche promettono una felicità temporale che Dio in nessun modo ha promesso al mondo». (Agostino d'Ippona)

Bibbiaoggi

17 ottobre 2016 alle ore 19:07

Nessuno possiede quello che ho io!
Chiesi a Dio di essere forte
per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi ha reso debole
per conservarmi nell'umiltà.
Domandai a Dio
che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore
per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza
per possedere tutto:
mi ha fatto povero
per non essere egoista.
Gli domandai il potere
perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l'umiliazione
perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita
perché potessi apprezzare tutto.
Signore, non ho ricevuto niente
di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.
Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini
nessuno possiede quello che ho io!

Bibbiaoggi

11 ottobre 2016 alle ore 11:00

Paolo Mirabelli: la foto è bella, molto bella, ma come cristiano io non l'avrei resa pubblica.
Interlocutore. Hai proprio ragione Paolo Mirabelli certe cose si possono fare, basta non farle sapere!! Con affetto!
Paolo Mirabelli: non è questo il mio pensiero e non è ciò che ho scritto. Per me il cristiano si interroga sempre sulla "opportunità" delle cose che fa, in pubblico e in privato (1 Corinzi 10,23). In Luca 5,34-35 Gesù dice che è il "contesto" che rende lecito/opportuno o illecito/inopportuno "digiunare". Nell'amore di Gesù.
Interlocutore. Non c'è problema caro Paolo! Il contesto non è altro ciò che noi viviamo e consideriamo opportuno!
Paolo Mirabelli: questo rende tutto molto soggettivo e non tiene conto della Parola che ci proviene dall'esterno. Per me è la parola di Gesù (che interroga e interpella la coscienza) che fa dire se è una cosa è fuori contesto o in contesto, opportuna o non opportuna, giusta o sbagliata. Ti voglio bene.

Bibbiaoggi

03 ottobre 2016 alle ore 16:00

I dieci lebbrosi
I dieci lebbrosi se ne vanno al calar del sole
tutti guariti, mostrandosi la pelle sana
liberati dall'immonda raganella
che faceva il deserto all'ingresso dei villaggi.
Uno solo si gira, inquieto di camminare
fra due ombre: una dietro di lui
come i nove compagni e l'altra
leggera, davanti a lui, già calante
come se il suo dorso restasse rischiarato
dall’oriente, lo sguardo intravisto
che li ha mandati pieni di speranza ai sacerdoti
la Vita che si dona, dimenticata dalla vita
che segue e ricomincia. Dov'era il miracolo
prima del miracolo? Sono partiti così in fretta.
Gli altri nove sono lontano. Allora, lui decide
di risalire il fiume della strada.
(J.P. Lemaire, La rotta)

Bibbiaoggi

19 settembre 2016 alle ore 14:30

La pietra preziosa
«Una volta, un monaco mentre era in viaggio trovò una pietra preziosa e la prese con sé. Un giorno incontra un viaggiatore e, quando aprì la borsa per condividere con lui le sue provviste, il viaggiatore vide la pietra e gliela chiese. Il monaco gliela diede immediatamente. Il viaggiatore partì, pieno di gioia per l'inaspettato dono del-la pietra preziosa che sarebbe stata sufficiente a garantirgli il benessere e la sicurezza per il resto della vita.
Ma pochi giorni dopo tornò indietro alla ricerca del monaco e, trovatolo, gli restituì la pietra dicendogli: “ora dammi qualcosa di più prezioso di questa pietra, qualcosa di pari valore. Dammi ciò che ti ha reso capace di donarmela”»
(Anthony de Mello).

Bibbiaoggi

17 settembre 2016 alle ore 11:36

Famiglia, lavoro, festa: tre doni di Dio, tre dimensioni della nostra esistenza che devono trovare un armonico equilibrio. Armonizzare i tempi del lavoro e le esigenze della famiglia, la professione e la paternità e la maternità, il lavoro e la festa, è importante per costruire società dal volto umano. In questo privilegiate sempre la logica dell’essere rispetto a quella dell’avere: la prima costruisce, la seconda finisce per distruggere. (Francesco)

Bibbiaoggi

14 settembre 2016 alle ore 07:32

Chi intende Ti glorifichi, e chi non intende Ti glorifichi! Quanto eccelso Tu! E tua abitazione sono i cuori umili! Tu risollevi chi è caduto e chi sta sulla tua altezza non cade. (Agostino d'Ippona)

Bibbiaoggi

11 settembre 2016 alle ore 08:36

In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati. (Atti 4,12). (Paolo Mirabelli)
YAHUSHUA è il nome salvifico, il nome originario del Messia. Infatti Lui è nato e cresciuto nella cultura e tradizione ebraica e non italiana. "GESU'" è un'errata traduzione e non è affatto la traslitterazione del nome "YAHUSHUA", che significa propriamente "YAH SALVA". Il nome "GESU'" non significa nulla in italiano... Anzi. (Ester Deborah Miriam).
Cara Ester Deborah Miriam, il Nuovo Testamento (= NT) è stato scritto in greco koinè e non in ebraico. Non possediamo nessun libro del NT in ebraico ma soltanto in greco, checché ne dica Papia di Gerapoli. Dunque è con il testo greco che dobbiamo argomentare, non con quello ebraico, poiché Atti degli Apostoli è un libro del NT. Ora in greco si legge il nome “Iesous” al nominativo, che in italiano è correttamente tradotto con “Gesù”. Non è detto che il vocabolo sia un ebraismo che contenga il tetragramma o la sua forma abbreviata. Ancora. “Christos” (Cristo) è il termine greco dell’ebraico “Masiha”, che come vedi non è la traslitterazione dei tre radicali del testo masoretico. Infine, è evidente che il “nome” sta per la persona: è la persona di Gesù Cristo che salva. Ti ricordo che persino il falso profeta di Atti 13,6 si chiamava “Bar-Gesù”, eppure questo profeta, pur chiamandosi “Gesù”, non salva nessuno. (Paolo Mirabelli)

Bibbiaoggi

07 settembre 2016 alle ore 13:33

Trova il tempo di pensare; trova il tempo di pregare; trova il tempo di dare. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere; trova il tempo di essere amico; trova il tempo di essere discepolo. Il tempo è un dono dato da Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata.

Bibbiaoggi

03 settembre 2016 alle ore 08:16

. Il discepolo è discepolo quando sa di non avere altro su cui costruire la propria vita oltre a Gesù.

Bibbiaoggi

29 agosto 2016 alle ore 09:14

La lotta spirituale
«Se parti alla ricerca della libertà, impara innanzitutto disciplina dei sensi e dell'anima, affinché i desideri e le membra non ti portino a caso qua e là. Casti siano lo spirito e il corpo, sottomessi e obbedienti nel cercare la meta assegnata. Nessuno penetra il mistero della libertà, se non con la disciplina»
(Dietrich BONHOEFFER)

Bibbiaoggi

29 agosto 2016 alle ore 09:07

Butto la rete
Signore, la mia sola sicurezza sei tu, come il mare che ho davanti e nel quale butto la rete della mia vita. Anche se finora non ho pescato nulla, anche se a volte non ne ho la voglia, io so, Signore, che se avrò la forza di buttare continuamente questa rete, troverò il senso della verità.
(E. OLIVERO)

Bibbiaoggi

20 agosto 2016 alle ore 06:50

Amare i nemici
Ai nostri più accaniti oppositori noi rispondiamo così: faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze, con la nostra capacità di sopportare le sofferenze. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi. Metteteci in pri-gione e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi ameremo ancora. Ma siamo convinti che vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Gesù ha eternamente ragione. La storia è piena delle ossa di popoli che rifiutarono di ascoltarlo.
(Martin Luther King)

Paolo Mirabelli Junior

20 luglio 2016 alle ore 19:41

L'Eterno è il mio pastore nulla mi manchera.

Bibbiaoggi

04 luglio 2016 alle ore 11:24

Amare
«Se ami te stesso, ami gli altri come ami te stesso. Finché amerai un'altra persona meno di te stesso, non riuscirai mai ad amare te stesso, ma se ami tutti nello stesso modo, compreso te stesso, li amerai come una persona, e quella persona è sia Dio sia l'uomo. È grande e giusto chi, a-mando se stesso, ama in egual modo il suo prossimo».
(Eckhart)

Bibbiaoggi

01 luglio 2016 alle ore 09:10

L'importante e' seminare
Semina, semina:
l'importante è seminare
-poco, molto, tutto-
il grano della speranza.
Semina il tuo sorriso
perché splenda intorno a te.
Semina le tue energie per affrontare le battaglie della vita.
Semina il tuo coraggio per risollevare quello altrui.
Semina il tuo entusiasmo,
la tua fede
il tuo amore.
Semina le più piccole cose,
il nonnulla.
Semina e abbi fiducia:
ogni chicco arricchirà
un piccolo angolo della terra
(Ottaviano Menato)

Bibbiaoggi

01 luglio 2016 alle ore 09:08

Il seme e il frutto
Prendi un seme di girasole e piantalo nella terra
nel grembo materno
e aspetta devotamente: esso comincia a lottare,
un piccolo stelo si drizza allo splendore del sole
cresce, diventa grande e forte
abbraccia con la corona verde delle sue foglie
finché tutto intero splende al sole
diventa gemma e fiorisce un fiore.
E nella fioritura, seme dopo seme,
c'è, mille volte tanto, l'essenza futura.
E tu pianti nuovamente i mille semi,
e sarà lo stesso spettacolo, la stessa parabola.
Affonda l'anima nelle mille fioriture dei mille e mille germogli
abbracciando tutto, e poi guardando all'indietro
guida verso casa i pensieri e pensa:
tutto ciò era nel primo seme.
(Christian Morgenstern)

Bibbiaoggi

23 giugno 2016 alle ore 08:14

Che cosa sei tu per me?
Signore,
che cosa sono io per te,
perché tu voglia essere amato da me
al punto che ti inquieti se non lo faccio,
e mi minacci severamente?
Come se non fosse già una grossa sventura il non amarti!
Dimmi, ti prego,
Signore Dio mio misericordioso,
che cosa sei tu per me?
Dì alla mia anima:
«Io sono la tua salvezza».
Dillo, che io lo senta.
Le orecchie del mio cuore, Signore,
sono davanti a te;
aprile e dì alla mia anima:
«Io sono la tua salvezza».
Rincorrerò questa voce
e così ti raggiungerò;
tu non nascondermi il tuo volto.
(AGOSTINO D'IPPONA)

Bibbiaoggi

23 giugno 2016 alle ore 08:07

Il seme e il frutto
Prendi un seme di girasole e piantalo nella terra
nel grembo materno
e aspetta devotamente: esso comincia a lottare,
un piccolo stelo si drizza allo splendore del sole
cresce, diventa grande e forte
abbraccia con la corona verde delle sue foglie
finché tutto intero splende al sole
diventa gemma e fiorisce un fiore.
E nella fioritura, seme dopo seme,
c'è, mille volte tanto, l'essenza futura.
E tu pianti nuovamente i mille semi,
e sarà lo stesso spettacolo, la stessa parabola.
Affonda l'anima nelle mille fioriture dei mille e mille germogli
abbracciando tutto, e poi guardando all'indietro
guida verso casa i pensieri e pensa:
tutto ciò era nel primo seme.
Christian Morgenstern

Bibbiaoggi

21 giugno 2016 alle ore 15:51

Mi sorprende anche quest'anno la tua promessa, Signore: mentre sono in cammino.
Mi apri una strada raggiungendomi con la tua Parola: mentre io la ascolto spesso stancamente e senza entusiasmo, tu mi ricordi che l'incontro con essa è più forte della potenza degli imperi e dei grandi di questo mondo e che trasforma anche la mia vita in storia di salvezza. Insegnami ad ascoltare, insegnami il silenzio.
Mi apri una strada promettendo di abbattere monti e colmare valli. Se non fosse perché lo dici tu, sarei tentato di pensare che si tratti per me di una battaglia persa in partenza: che io non smetta, Signore, di lottare contro le montagne dell'orgoglio, dell'ira, dei vizi e non mi spaventi per le lacune della mia risposta poco generosa.
Mi apri una strada indicandomi i tanti deserti che trovo intorno a me e gli spazi vuoti che la nostra carità non sa mai colmare: che io possa, Signore, fare la mia parte, senza scoraggiarmi per il tanto che non posso e non so fare.

Bibbiaoggi

19 giugno 2016 alle ore 08:48

"Il battesimo dei bambini è un vecchio errore della chiesa" (Karl Barth)

Bibbiaoggi

18 giugno 2016 alle ore 14:26

Dire Dio
Dio! dice la porta schiudendosi
sulla strada piena di passanti.
Dio! dice l'ape posandosi
sulla ciotola cerchiata di luce.
Dio! dice il vento che rigira
senza fine la sua fronda familiare.
Dio! dice il tordo chinandosi
per bere il cielo nello stagno.
Dio! dice la neve ricoprendo
di lana le fredde carreggiate.
Dio! dice il bambino vedendosi
giocare nelle braccia di sua madre.
E solo, quaggiù, l'uomo attende
per dire Dio a modo suo.
(M. Carême, Il sapore del pane)

Bibbiaoggi

20 maggio 2016 alle ore 09:16

La Parola è un seme che porta frutto in abbondanza.
Anche se è indispensabile l'accoglienza del terreno buono,
il frutto non dipende dalla qualità del terreno,
ma dalla potenza racchiusa nel seme stesso
(Marco 4,26-29).

Bibbiaoggi

03 maggio 2016 alle ore 09:21

Insegnami ad usare bene il tempo
Dio mio,
insegnami ad usare bene il tempo che tu mi dai
e ad impiegarlo bene,
senza sciuparne.
Insegnami a prevedere senza tormentarmi,
insegnami a trarre profitto dagli errori passati,
senza lasciarmi prendere dagli scrupoli.
Insegnami ad immaginare l'avvenire senza disperarmi
che non possa essere quale io l'immagino.
Insegnami a piangere sulle mie colpe senza cadere nell'inquietudine.
Insegnami ad agire senza fretta,
e ad affrettarmi senza precipitazione.
Insegnami ad unire la fretta alla lentezza,
la serenita' al fervore, lo zelo alla pace.
Aiutami quando comincio,
perche' e' proprio allora che io sono debole.
Veglia sulla mia attenzione quando lavoro,
e soprattutto riempi Tu i vuoti delle mie opere.
Fa' che io ami il tempo che tanto assomiglia alla Tua grazia
perche' esso porta tutte le opere alla loro fine e alla loro perfezione
senza che noi abbiamo l'impressione di parteciparvi in qualche modo.
(Jean Guitton)

Luisa Mirabelli

23 aprile 2016 alle ore 19:21

Domenica 17 aprile la Va CHIESA di Spezzano Piccolo ha avuto una nuova nascita Valentina Vircillo, promessa sposa di Luca Perna. Dio la sorrega nel suo cammino di fede e benedica il loro cammino insieme.

Luisa Mirabelli

23 aprile 2016 alle ore 19:16

Come posso spiegare a mio figlio di 5 anni che Dio è uno e trino?
(Luisa)

Bibbiaoggi

20 aprile 2016 alle ore 08:48

Essere felici donandosi
«E' bene dare quando si è richiesti, ma è meglio dare quando, pur essendo non richiesti, comprendiamo i bisogni degli altri. E per chi è generoso, il cercare uno che riceva è gioia più grande che non il dare. E c' è forse qualcosa che vorresti trattenere? Tutto ciò che hai un giorno o l'altro sarà dato via. Perciò dà adesso, sì che la stagione del dare sia la tua, non quella dei tuoi eredi».
(G. Kahlil Gibran).

Bibbiaoggi

19 aprile 2016 alle ore 09:06

L’amore basta all’amore
Quando l'amore ti chiama, seguilo,
anche se ha vie ripide e dure.
Quando dalle sue ali ne sarai avvolto,
abbandonati a lui;
anche se la sua lama potrà ferirti.
Quando ti parla, credigli,
anche se la sua voce potrà disperdere i tuoi sogni.
Perché più l'amore ti colpirà,
più tu maturerai.
Perché l'amore non deve dar nulla, se non se stesso,
né coglier nulla, se non da se stesso.
Perché amarsi l'un l'altro,
non è far dell'amore una prigione.
Perché l'amore non possiede, né deve essere posseduto.
Perché l'amore basta all'amore.

Bibbiaoggi

30 marzo 2016 alle ore 07:09

Siamo al tempo della fine? Ciò che sta accadendo è previsto nel libro dell'Apocalisse? Grazie per la vostra risposta. (Maurizio)

Bibbiaoggi

10 marzo 2016 alle ore 10:09

La conversione di Paolo è raccontata in Atti capitolo 9. Il nome “cristiano” è dato ai discepoli di Gesù per la prima volta in Atti 11. È chiaro allora che Paolo, detto Saulo di Tarso, non si è convertito al cristianesimo. Cosa ne pensate? (Gianni)

Bibbiaoggi

01 marzo 2016 alle ore 17:05

«Togli ad un viaggiatore la speranza di arrivare e gli avrai tolto anche
la forza di camminare» (Guglielmo di S. Thierry)

Antonio Bove

27 febbraio 2016 alle ore 16:07

Tornando sul tema della inerranza o infallibilità della Bibbia , apprezzo la tua risposta, ma dei problemi onestamente restano. Come si concilia il dichiarato dogma dell'assenza di errori nella Bibbia alla visione , oggi chiaramente insostenibile, geocentrica dell'universo ben espressa nel racconto del Libro di Giosuè secondo il quale il sole si sarebbe fermato nel cielo? come si concilia questa inerranza con le marginali ma evidenti discrepanze nei quattro vangeli o nel racconto del censimento di israele che in 1 Cronache e 2 Samuele viene spiegato a partire da premesse diametralmente opposte?

Bibbiaoggi

01 marzo 2016 alle ore 17:06

Per la risposta vedi nello spazio dedicato agli approfondimenti.


Antonio Bove

21 febbraio 2016 alle ore 08:58

una breve riflessione sulla bibbia. Sento parlare di ispirazione verbale e di inerranza. Non so cosa ne pensate ma io non riesco a credere che la bibbia sia stata dettata da Dio e che gli scrittori biblici siano stati preservati da ogni possibilita di errore anche su temi come cronologie, numeri, genealogie, riferimenti geografici, astronomici ecc.temi secondari rispetto ai contenuti teologici ed etici

Bibbiaoggi

25 febbraio 2016 alle ore 15:45

Caro Antonio, per la risposta alla tua domanda, vedi l'articolo "Ispirazione e inerranza della Bibbia", in Bibbia & Approfondimenti


Bibbiaoggi

19 febbraio 2016 alle ore 18:58

Che cosa è tuo?
«A chi faccio torto se mi tengo ciò che è mio?», dice l'avaro. Dimmi- che cosa è tuo? Da dove l'hai preso per farlo entrare nella tua vita? I ricchi sono simili a uno che ha preso po-sto a teatro e vuole poi impedire l'accesso a quelli che vogliono entrare ritenendo ri-servato a sé e soltanto suo quello che è offerto a tutti. Accaparrano i beni di tutti, se ne appropriano per il fatto di essere arrivati per primi. Se ciascuno si prendesse ciò che e necessario per il suo bisogno e lasciasse il superfluo al bisognoso, nessuno sarebbe ricco e nessuno sarebbe bisognoso. Non sei uscito ignudo dal seno di tua madre? E non farai ritorno nudo alla terra? Da dove ti vengono questi beni? Se dici «dal caso», sei privo di fede in Dio, non riconosci il Creatore e non hai riconoscenza per colui che tè li ha donati; se invece riconosci che i tuoi beni ti vengono da Dio, spiegaci per quale motivo li hai ricevuti. Forse l'ingiusto è Dio che ha distribuito in maniera disuguale i beni della vita? Per quale motivo tu sei ricco e l’altro invece è povero? Non è forse perché tu possa rice-vere la ricompensa della tua bontà e della tua onesta amministrazione dei beni e lui invece sia onorato con i grandi premi meritati dalla sua pazienza? Ma tu, che tutto avvolgi nell'insaziabile seno della cupidigia, sottraendolo a tanti, credi di non commettere ingiustizie contro nessuno? Chi è l'avaro? Chi non si accontenta del sufficiente. Chi è il ladro? Chi sottrae ciò che appartiene a ciascuno. E tu non sei avaro? Non sei ladro? Ti sei appropriato di quello che hai ricevuto perché fosse distribuito. Chi spoglia un uomo dei suoi vestiti è chiamato ladro, chi non veste l’ignudo pur potendolo fare, quale altro nome merita? Il pane che tieni per te è dell'affamato; dell'ignudo il mantello che conservi nell'armadio; dello scalzo i sandali che ammuffiscono in casa tua; del bisognoso il denaro che tieni nascosto sotto terra. Così commetti ingiustizia contro altrettante persone quante sono quelle che avresti potuto aiutare.
(BASILIO DI CESAREA)

Bibbiaoggi

19 febbraio 2016 alle ore 18:51

L’aiuto verso i nostri fratelli
“Un uomo bussò alla porta di un amico per chiedergli un favore: ‘Puoi prestarmi quarantamila denari? Devo saldare un debito’.
L’altro chiese alla moglie di prendere tutti i loro risparmi e gli oggetti di valore: il piccolo tesoro, però, si rivelò insufficiente. Chiesero aiuto ai vicini e, alla fine, fu raccolta la somma necessaria.
Quando l’uomo se ne fu andato, la donna notò che il marito stava piangendo.
‘Perché sei triste?’ Gli domandò. ‘Per il fatto che ci siamo indebitati con i vicini e non sai se saremo in grado di onorare il nostro debito?’.
‘No, affatto. Piango perché nutro un grande affetto per quell’amico, eppure non mi sono mai preoccupato per lui. Mi è ritornato alla mente soltanto quando si è presentato alla nostra porta per chiedere un prestito’.
Andate, dunque, e raccontate la storia di ciò che è accaduto questo pomeriggio. E ricordate che dobbiamo aiutare i nostri fratelli ancor prima che ce lo chiedano.”
(Paulo COELHO)

Bibbiaoggi

09 febbraio 2016 alle ore 12:02

La fondamentale importanza di riportarsi ai primieri rapporti con Dio ed ai suoi primieri insegnamenti da lui dati agli uomini. In concreto la continua tensione alla restaurazione dell'originale messaggio affidato agli uomini da Dio, messaggio che non é la richiesta di un servizio pro Dio, ma di un servizio pro umanitatis, in quanto lo scopo fondamentale di dio, nei suoi insegnamenti è dare all'umanità gli "attrezzi" per avere vita e vita ad esuberanza, a vantaggio dell'umanità, non essendo possibile togliere o aggiungere nulla alla perfezione di Dio :Questo impone al credente la ricerca costante del senso originale del messaggio, che di per se é al di sopra del tempo, ma che spesso é stato modificato dalla "teologia", ossia dalla speculazione umana sul messaggio di Dio. Questo é avvenuto in particolare ed in maniera macroscopica con l'avvento del rpevalere dell'elemento ellenico nella Chiesa che ha riletto nella chiave del pensiero greco l'intero messaggio scritturale, investendo persino il senso dell'essere di Dio insegnato alla Torah (Leonardo)

Antonio Bove

04 febbraio 2016 alle ore 11:12

Cosa ne pensi del rito di "presentazione al Signore" dei neonati figli di membri di Chiesa praticato in alcune Chiese Evangeliche? Tale rito può avere un fondamento nei racconti di benedizioni di bambini da parte di Gesù menzionati nei Vangeli sinottici?

Paolo Mirabelli

10 febbraio 2016 alle ore 16:30

Caro Antonio, per la mia risposta alla tua domanda vedi nello spazio dedicato agli approfondimenti.


Bibbiaoggi

02 febbraio 2016 alle ore 11:13

Ho letto il link che mi hai messo nei commenti e mi chiedevo se mi potevi inviare qualcosa sulla gradazione di peccato, cioè esistono peccati minori e maggiori, perché in classe quando c'è l'ora di religione ci sono dei dibattiti . Per favore, mi potresti aiutare? (Marialucia)

Bibbiaoggi

30 gennaio 2016 alle ore 08:28

Credete nella doppia predestinazione? (Andrea)

Bibbiaoggi

26 gennaio 2016 alle ore 13:24

Non ha mai letto l’Antico Testamento
La notizia potrebbe essere una non notizia se a non aver letto l’Antico Testamento fosse una persona qualunque. Purtroppo oggi sono in molti i “cristiani” che non leggono più la Bibbia, e non soltanto l’Antico Testamento. Ma a non aver mai letto l’Antico Testamento è un prete cattolico, ordinato sacerdote da oltre un ventennio, oggi professore di teologia in una delle università pontificie di Roma. Quando gli è stato chiesto il motivo, lui ha risposto: “Nel mio paese africano si evangelizzavano le persone soltanto con il Vangelo, senza l’Antico Testamento”.

Bibbiaoggi

22 gennaio 2016 alle ore 09:35

"Solo chi crede ubbidisce, e solo chi ubbidisce crede" (D. Bonhoeffer)

Paolo Mirabelli Junior

20 gennaio 2016 alle ore 00:34

"Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio." Luca 18:27

Bibbiaoggi

20 gennaio 2016 alle ore 06:39

A Dio ogni cosa è possibile.


Bibbiaoggi

18 gennaio 2016 alle ore 08:02

Perché in Giovanni la madre di Gesù non è mai menzionata per nome? C'è un motivo? (Federica)

Bibbiaoggi

18 gennaio 2016 alle ore 08:02

Chi il misterioso "discepolo amato" del vangelo di Giovanni? Giovanni o Lazzaro? (Federica)

Paolo Mirabelli

12 gennaio 2016 alle ore 13:35

Carissimo Antonio,
è una gioia per me sentire che tu continui lo studio della Parola di Dio. Prego che questo nuovo anno sia pieno delle benedizioni del Signore per tutti noi.
Eccomi alla tua domanda sul peccato originale. Come ben dici, l’espressione “peccato originale” non c’è nella Bibbia, non esiste. Mentre c’è il dato di fatto: è attestato chiaramente, e non solo in Genesi, che Adamo ed Eva hanno peccato nell’Eden e che il loro peccato è stato il primo peccato commesso dagli uomini. Ora la Bibbia è univoca nel dire che io non pago le colpe dei tuoi peccati e tu non paghi le colpe dei miei peccati (Ezechiele 18 e altri testi). Io sarò giudicato per i miei peccati e tu per i tuoi peccati. La colpa di Adamo non è trasmessa a me e a te. Ma le conseguenze di quel peccato le subiamo anche io e te. La Bibbia dice che per la disubbidienza/trasgressione del primo uomo, Adamo, il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte (Romani 5). Per colpa di Adamo io mi ritrovo il peccato e la morte nel mondo. Ecco, dunque, noi ereditiamo non la colpa di Adamo, ma le conseguenze del suo peccato. Se ci fosse una “malattia morale” che ogni uomo eredita, Gesù che era uomo ne era allora contagiato anche lui. Ma la Bibbia dice che Gesù è senza peccato. E i bambini ai quali appartiene il regno dei cieli, sono anche loro infetti da questa malattia morale? No, io non vedo una malattia morale ereditata, ma vedo il peccato, che sa come agire nelle mie membra per farmi peccare. Dio però ci ha liberati dal peccato e dalla morte in Gesù Cristo. A lui sia la gloria a e la lode!

Antonio Bove

10 gennaio 2016 alle ore 17:08

Gentile Paolo, La Bibbia non menziona il concetto di "peccato originale". Molti cristiani lo considerano come una specie di malattia morale che i primi uomini ci avrebbero trasmesso a seguito della "caduta" menzionata in Genesi 3.. Personalmente sono perplesso al riguardo e mi piacerebbe conoscere il tuo pensiero al riguardo

Bibbiaoggi

17 dicembre 2015 alle ore 08:42

In un sermone del 3 novembre 1676 dal titolo “Tempi difficili” John Owoen parla tra le altre cose anche della “mescolanza con il mondo di coloro che si dicono cristiani”. Al punto 3 del suo sermone egli scrive:
“Coloro che professano di essere credenti non si uniscono al mondo in modo plateale, dandosi totalmente al peccato e alla dissolutezza. Essi cominciano a fare gli stessi discorsi corrotti del mondo; le loro conversazioni assumono gli stessi toni e gli stessi colori di quelli degli increduli: ragionamenti superficiali, sciocchi ed effimeri! Poi cominciano ad assumere le stesse abitudini e lo stesso abbigliamento. A questo punto essi dimostrano il medesimo atteggiamento dei figli delle tenebre, soprattutto verso il peccato. (…) Guardiamoci intorno, in che modo vivono coloro che frequentano le chiese? Ragionamenti corrotti, allegria e apparenza, silenzio e complicità! Ci siamo mescolati al mondo e ci comportiamo come quelli che non conoscono Dio!”.

Bibbiaoggi

30 novembre 2015 alle ore 08:07

Il cristiano è un prigioniero.
Prigioniero di una vita: la vita di Cristo. Non è il propagandista di un’idea, ma il membro di un corpo che vive e che vuole crescere.
Prigioniero di un pensiero: non è un libero pensatore, né il propagandista di un’idea, ma la voce di un altro: “la voce del Padrone”.
Prigioniero di uno slancio: di un desiderio a misura di Dio, che vuole salvare ciò che è perduto, guarire ciò che è malato, unire ciò che è separato, perpetuamente ed universalmente.
Essere cristiano è essere prigioniero di uno stato di fatto, prigioniero di dimensioni che da ogni lato non sono più le nostre, prigioniero, se posso dire, di una libertà che ha scelto in anticipo per noi.
È in questa cattività che il missionario deve annunciare il Cristo che egli vive, annunciare un messaggio che ha ricevuto e che non deve modificare; trasmettere una salvezza che non viene da lui e che ha la misura del mondo intero. Quel Cristo che egli vive, non può modificarlo. Ne è prigioniero. Quel messaggio, non può modificarlo. Ne è prigioniero. Quella salvezza non può restringerla. Ne è prigioniero.
(Madeleine DELBRỆL, Noi delle strade)

Bibbiaoggi

26 novembre 2015 alle ore 19:08

Paolo, sono in guerra!
Guerra contro tanti miei modi di essere, sbagliati.
Ogni giorno voglio io decidere in che modo affrontare la giornata.
Le circostanze a volte sono ottime, a volte non sono favorevoli.
Mi sono molto, ma molto stufato di essere condizionato dalla mia anima, dove anche il diavolo si impegna a creare danni.
La mattina è un momento cruciale, lo diceva anche Davide.
Certi pensieri sbagliati, collegati ad emozioni sbagliate, finiscono per condizionare la mia anima e quindi la mia vita.
Noi credenti abbiamo una potenziale mostruoso, tremendo!
Se solo ce ne rendessimo conto.
Dio è con noi.
Lo Spirito di Dio è con noi.
Quando riesco a stare in comunione con lo Spirito i pensieri peggiori hanno la peggio.
Come fai a stare in comunione con lo Spirito?
Mi rendo sempre più conto che è una scelta.
A quali pensieri do spazio?
Ci sono giornate nelle quali la mia mente ed il mio spirito sono in comunione con Dio.
Ti senti potente, invincibile, inarrestabile, carico di forza e potenza.
Ovviamente viene da solo il contrario.
Come fai ad essere in comunione costante con Dio?
Tenendo la Parola nella bocca, come diceva il Signore al grande Giosuè.
Tirandola fuori dalla bocca anche sottovoce.
Sto scoprendo che lavori meglio, con più frutti e gioia.
"Signore ti amo, aiutami", la lode a Dio ed il gettare tutto su di Lui, perché ha cura di me.
Incessantemente, continuamente, costantemente, all'erta, in trincea, pronto a distruggere le fortezze che stanno nella mia mente, caratteriali e di storia passata.
Il diavolo non deve trovare spazio.
Ci odia e ci vuole distruggere, anche usando l'arma dei cattivi pensieri, cattive manifestazioni caratteriali, che hanno origine da vecchie fortezze.
Deve andare fuori dai piedi.
Pensavo proprio a questo: quanto siamo molto ma molto responsabili della nostra vita.
I pensieri, le emozioni e le conseguenti azioni che ne derivano, sono una mia responsabilità.
Dobbiamo imparare ogni giorno a prenderci il giogo leggero di Cristo e la pace, la gioia, la forza saranno in noi stessi ed in ogni conseguente azione.
E' un lavoro molto, ma molto serio che dura tutta una vita.
Guerra, si guerra ed ancora guerra.
La gente deve vedere i miracoli che Dio compie ogni giorno non solo nelle mie circostanze ma anche e, soprattutto, in me.
Sono stufo.
Guerra ed ancora guerra.
Vittoria ed ancora vittoria, perché Dio e con noi!
Se Dio è con me e, soprattutto, prende il dominio e lo spazio nella mia vita, chi potrà essere contro di me?
Niente e nessuno.
Paolo, voglio un cambiamento forte in me stesso.
Voglio che qualcuno si avvicini e dica "che ha quest'uomo? Lo voglio anche io"
Un abbraccio.
Dio ti benedica.
Stefano

Bibbiaoggi

24 novembre 2015 alle ore 18:51

Mi rallegrai quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi
sono nell'interno delle tue porte,
Gerusalemme!
Gerusalemme costruita come città,
in sé ben compatta!
Là salivano le tribù, le tribù del Signore,
secondo il precetto dato a Israele
di lodarvi il nome del Signore.
Sì, là s'ergevano i seggi del giudizio,
i seggi della casa di Davide.
Augurate la pace a Gerusalemme:
vivano in prosperità quanti ti amano!
Sia pace fra le tue mura,
prosperità fra i tuoi palazzi.
Per amore dei miei fratelli e amici
dirò: Sia pace in te!
Per amore della casa del Signore, nostro Dio,
chiederò: Sia bene per te!
(Salmo 122)

Bibbiaoggi

06 novembre 2015 alle ore 15:47

Il mendicante e il re
Si narra di un mendicante che un giorno incontrò il re, seduto su un cocchio dorato. Con sua meraviglia e sorpresa, il re lo guardò e gli tese la mano, chiedendo l'elemosina. Meravigliato, il mendicante frugò nella sua bisaccia ed estrasse un chicco di riso, il più piccolo che era riuscito a trovare. Alla sera, quando svuotò la bisaccia trovò il piccolo chicco trasformato in pepita d’oro. Si rammaricò. Se avesse donato tutto il suo riso, sarebbe diventato ricco.

Paolo Mirabelli

17 ottobre 2015 alle ore 16:26

Il dono di profezia.
In Atti 21,8-9 si dice che Filippo aveva quattro figlie le quali profetizzavano. Eppure le loro profezie non compaiono nel NT, né c’è un libro che porta il loro nome. Che cosa voglio dire? Che non tutto il profetare è contenuto nel canone biblico, come non tutte le predicazioni sono raccontate nel NT. L’agire dello Spirito va oltre il canone biblico. Ma lo Spirito ha voluto che le profezie riportate nel canone fossero la Bibbia dei cristiani di tutti i tempi. Non può esserci un messaggio profetico nuovo o diverso che si aggiunge alla Bibbia.
Avere un canone chiuso non significa credere in un Dio “muto e inoperoso”.
In 1 Corinzi 12 Paolo nell’elenco dei doni o manifestazioni dello Spirito menziona pure la profezia.
In 1 Corinzi 13 Paolo afferma che la profezia verrà abolita, quando ciò che è perfetto sarà venuto.
In 1 Corinzi 14 Paolo dice che chi profetizza “edifica, esorta e consola” la chiesa, aggiunge inoltre che i profeti sono sottoposti al giudizio e sottomesi alla Scrittura (14,29.37-38).
Dunque: ogni dono, compresa la profezia, nella chiesa viene dallo Spirito; ci sono delle profezie abolite; c’è un profetizzare che edifica, esorta e consola la chiesa.

Bibbiaoggi

17 ottobre 2015 alle ore 15:25

La vita in due
Grazie, Signore
perché ci hai dato l’amore
capace di cambiare le cose.

Quando un uomo e una donna
diventano uno nel matrimonio
non appaiono più
come creature terrestri
ma sono l’immagine stessa di Dio.

Così uniti non hanno paura di niente
con la concordia, l’amore e la pace
l’uomo e la donna sono padroni
di tutte le bellezze del mondo.

Possono vivere tranquilli
protetti dal bene che si vogliono
secondo quanto Dio ha stabilito.

Grazie, Signore
per l’amore che ci hai regalato.
(Giovanni Crisostomo).

Antonio Bove

17 ottobre 2015 alle ore 14:28

Se il dono profetico è perenne come dovremmo allora considerare , in relazione alla chiusura del canone biblico, gli scritti lasciati da un profeta moderno riconosciuto come tale una chiesa ? naturalmente previo discernimento della coerenza del suo messaggio con la rivelazione Biblica

Antonio Bove

05 ottobre 2015 alle ore 16:41

Cosa è il "dono di profezia" del quale parla Paolo in I Corinzi ? Tale dono è da ritenersi cessato o continuerà a manifestarsi fino al ritorno del Signore?

marco soranno

17 ottobre 2015 alle ore 06:54

1Corinzi 12,11: lo Spirito distribuisce i doni a ciascuno come Egli vuole, quindi il dono di profezia non è cessato, ma va ricordato che il profeta e la profezia sono sottoposti al discernimento della Chiesa, e la Parola scritta giudica tutto.


Bibbiaoggi

02 ottobre 2015 alle ore 08:57

I cervi
Si racconta che i cervi quando vogliono recarsi al pascolo, in certe isole lontane dalla costa, per attraversare la lingua di mare poggiano la testa sulla schiena altrui.
Succede così che uno soltanto, quello che apre la fila, tiene alta la propria testa senza appoggiarla sugli altri; quando però egli si è stancato, si toglie dal davanti e si mette per ultimo, sicché anche lui può appoggiarsi sul compagno.
In questo modo tutti insieme portano i loro pesi e giungono alla meta desiderata: non affondano perché l’amore fa loro da nave.
(Agostino di Ippona)

Bibbiaoggi

25 settembre 2015 alle ore 19:02

Manuale del predicatore
1. Curare le pause
2. Attenzione al tono
3. Presentarsi con un sorriso
4. Non invadere il terreno del pubblico
5. Un pizzico di umiltà: tu sei esperto nelle tue cose, ma tra il pubblico c’è gente
Esperta in altre, più di te
6. Un po’ di sano umorismo non guasta
7. Esporre la scaletta dell’intervento per far sapere di che morte devono morire e ogni
tanto comunicare il punto in cui si è arrivati: anticipare ciò che diremo, dire
bene, rassicurare il pubblico che stiamo per concludere, ricapitolare brevemente,
concludere veramente
8. Attenzione all’amplificazione, la voce non sempre basta
9. Comunicare un sola cosa: due potrebbero già essere troppe
10.OMELIA
• Curare l’attacco: domanda, fatto accaduto, racconto
• Curare la chiusura: slogan, domanda, racconto, massima
• Variare i codici: esegetico, spirituale individualistico, impegno sociale, liturgico
• Non assomigliare a un timbro sempre uguale ma al caleidoscopio
• Riuscire a distinguere chi sta seduto nella prima fila, nella terza a sinistra, nella
• penultima …
• Registrare una predica e ascoltarcela. Anche videoregistrata.
11.Saper distillare idee complesse in messaggi semplici e comprensibili anche con
uso di simboli, metafore e storie
12.Fare leva sulle emozioni e non solo sulla logica
13.Scrivere e leggere
14.Curare anche il modo di presentarsi e i gesti del corpo: la prima comunicazione è
quella del corpo
(Appunti delle lezioni di M. Sodi)

Bibbiaoggi

24 settembre 2015 alle ore 12:55

I dieci lebbrosi
I dieci lebbrosi se ne vanno al calar del sole
tutti guariti, mostrandosi la pelle sana
liberati dall'immonda raganella
che faceva il deserto all'ingresso dei villaggi.
Uno solo si gira, inquieto di camminare
fra due ombre: una dietro di lui
come i nove compagni e l'altra
leggera, davanti a lui, già calante
come se il suo dorso restasse rischiarato
dall’oriente, lo sguardo intravisto
che li ha mandati pieni di speranza ai sacerdoti
- la Vita che si dona, dimenticata dalla vita
che segue e ricomincia. Dov'era il miracolo
prima del miracolo? Sono partiti così in fretta.
Gli altri nove sono lontano. Allora, lui decide
di risalire il fiume della strada.
(J.P. Lemaire, La rotta)

Bibbiaoggi

01 settembre 2015 alle ore 14:51

Continuiamo a pregare per Gilda, una sorella affetta da una malattia rara.

Antonio Bove

20 luglio 2015 alle ore 14:19

è corretto affermare che i miracoli sono terminati con la conclusione del periodo apostolico o sono ancora possibili benchè nel presente non vi siano apostoli viventi o loro successori?

Paolo Mirabelli

01 settembre 2015 alle ore 15:11

Sono cessati i miracoli? Il miracolo è l’intervento di Dio nella nostra vita. Io ho sempre creduto in un “universo aperto”, vale a dire, ho creduto e credo nella possibilità che Dio possa intervenire nella mia vita. Io credo che Dio sia libero di operare quando e dove vuole. Vedo molta confusione in chi parla di miracoli e conosco imbroglioni che dicono di fare miracoli. Non nego la possibilità del miracolo, ma valuto tutto ciò che accade con la Scrittura per rimanere nel vero e non cadere nell’errore.


Bibbiaoggi

04 luglio 2015 alle ore 12:37

Preghiera
Aiutami a fare silenzio, Signore,
voglio ascoltare la tua voce.
Prendi la mia mano,
guidami nel deserto,
per incontrarci soli, Tu e io.
Ho bisogno di contemplare il tuo volto,
ho bisogno del calore della tua voce,
di camminare insieme...
di tacere, perché possa parlare tu.
Mi metto nelle tue mani,
voglio guardare la mia vita,
scoprire ciò che deve cambiare,
rendere più saldo ciò che va bene,
sorprendermi per le novità che mi chiedi.
Aiutami a lasciar da parte la carriera,
le preoccupazioni che riempiono la testa,
blocca i miei dubbi e le mie insicurezze,
aiutami ad archiviare le mie risposte prefabbricate.
Voglio condividere con te la mia vita
e verificarla accanto a te.
Vedere dove “preme forte e sicura la scarpa”
per operare il cambio.
Portami nel deserto, Signore,
liberami da ciò che mi lega,
scuoti le mie certezze
e metti alla prova il mio amore.

Bibbiaoggi

30 giugno 2015 alle ore 16:53

Ogni giorno è da vivere
Ogni mattina
è una giornata intera
che riceviamo dalle mani di Dio.
Dio ci dà una giornata da Lui stesso preparata per noi.
Non vi è nulla di troppo e nulla di «non abbastanza»,
nulla di indifferente e nulla di inutile.
È un capolavoro di giornata
che viene a chiederci
di essere vissuto.
Noi la guardiamo come una pagina d'agenda,
segnata d'una cifra e d'un mese.
La trattiamo alla leggera
come un foglio di carta.
Se potessimo frugare il mondo
e vedere questo giorno elaborarsi
e nascere dal fondo dei secoli,
comprenderemmo il valore di un solo giorno umano.
(M. Delbrêl).

Bibbiaoggi

30 giugno 2015 alle ore 16:48

Racconto ebraico
II maestro sembrava non essere assolutamente toccato da ciò che la gente pensava di lui, pur non essendo sempre un rigorosissimo osservante. Quando i discepoli gli chiesero come avessero raggiunto questo grado di libertà interiore, egli rise forte e disse: «Fino a 20 anni non mi è importato nulla di che cosa la gente pensasse di me; dopo i 20 anni mi preoccupavo immensamente di che cosa pensassero i miei vicini; poi un giorno, dopo i 50 anni, capii improvvisamente che essi non pensavano minimamente a me».

Bibbiaoggi

16 giugno 2015 alle ore 15:04

Racconto
In un paese c' era un incrocio con tre strade: verso il mare, verso la città, verso nessuna parte.
Giovanna domanda, ma dove porta la strada «verso nessuna parte»..? Tutti i saggi del paese dicono che è pericoloso, che nessuno ha fatto mai questa strada, che non si torna più....Nonostante, Giovanna un giorno si decide a percorrere quella strada pericolo-sa...valli, montagne...alla fine trova un cane....il cane porta Giovanna ad una casa dove abi-ta una fata misteriosa che dice: da tanto tempo aspettavo una visita.....guarda la mia casa e prendi l'oro che vuoi.....Cosi fece Giovanna....quando tornò al paese tutti aspettava-no....vedendo l'oro che portava Giovanna tutti si affrettarono a percorrere la strada che 'porta da nessuna parte'....Non trovarono nulla. Arrabbiati tornano da Giovanna: "sei una imbrogliona....bugiarda...". No, ma soltanto che per avere l'oro si deve percorrere la strada che porta verso nessuna parte. (Giovanna N.)

Bibbiaoggi

10 giugno 2015 alle ore 09:07

Richiesta di preghiera. Ci ha telefonato Silvana, una credente della Calabria, per chiedere le preghiere per Daniela, una ragazza affetta da grave crisi respiratoria.

marco soranno

04 giugno 2015 alle ore 22:53

Condivido con voi il Salmo 126,3 "Il Signore ha fatto grandi cose per noi, e noi siamo nella gioia". La vera fede è gioia di credere in Dio rivelato in Gesù Cristo ma anche credere nella gioia, quale frutto dello Spirito Santo (Galati 5,22). Che la nostra fede sia gioiosa in ogni circostanza, affinchè ci venga detto un giorno: "entra nella gioia del tuo Signore" (Matteo 25,21).

Bibbiaoggi

29 maggio 2015 alle ore 08:38

Il seme e il frutto
Prendi un seme di girasole e piantalo nella terra
nel grembo materno
e aspetta devotamente: esso comincia a lottare,
un piccolo stelo si drizza allo splendore del sole
cresce, diventa grande e forte
abbraccia con la corona verde delle sue foglie
finché tutto intero splende al sole
diventa gemma e fiorisce un fiore.
E nella fioritura, seme dopo seme,
c'è, mille volte tanto, l'essenza futura.
E tu pianti nuovamente i mille semi,
e sarà lo stesso spettacolo, la stessa parabola.
Affonda l'anima nelle mille fioriture dei mille e mille germogli
abbracciando tutto, e poi guardando all'indietro
guida verso casa i pensieri e pensa:
tutto ciò era nel primo seme.
(Christian Morgenstern).

Bibbiaoggi

29 maggio 2015 alle ore 08:36

II seme delle domande
Dio mio, sono venuto con il seme delle domande!
Le seminai e non fiorirono.
Dio mio, sono arrivato con le corolle delle risposte,
ma il vento non le sfoglia!
Dio mio, sono Lazzaro!
Piena d'aurora, la mia tomba
dà al mio carro neri puledri.
Dio mio, resterò senza domanda e con risposta
vedendo i rami muoversi!
(F. Garcia Lorca).

Bibbiaoggi

08 maggio 2015 alle ore 09:25

Carissimo Paolo,
grazie perché ogni giorno scrivi e mi dai la possibilità di leggere cose meravigliose. Dio ci dà la forza di alzarci e di affrontare la vita. La fede in Dio ci fa vedere la vita, il mondo, il prossimo con occhi diversi. Ci fa gioire delle piccole cose. Io vivo con Dio e mi rende felice. Forse non lo sai, ho passato un periodo bruttissimo nella mia vita: nel 2011 ho perso la mia bambina di appena 12 giorni. Ed è in quel momento che mi sono rialzata ed ho ripreso a vivere grazie alla fede che avevo, grazie alla speranza che un giorno rivedrò la mia piccola e grazie alla convinzione che c’è una vita ultraterrena, e voglio credere che la mia piccola ne ha già preso parte, quindi che lei vive in Dio. Gesù aveva bisogno del mio “angelo”, e forse mi ha messo alla prova. Voglio pensare cosi, anche perché mi avevano dato la possibilità di abortire al 6° mese di gravidanza, ma con il mio compagno non abbiamo voluto: abbiamo deciso di andare avanti, aspettare e vedere cosa succedeva. Fino alla fine ho sperato, avevo la convinzione che i dottori avevano sbagliato nel dirmi che la mia bambina aveva una malattia genetica rara che ancora non si sa il nome. Scusami se ti ho disturbato ma volevo che tu sapessi un po’ della mia vita e ti chiedo di metterci nelle tue preghiere, prega per noi, per me e la mia fede. Un ultima cosa. Io sono convinta di non saper leggere la Bibbia: la prendo in mano e mi metto a leggere qua e là. Mi piacerebbe imparare proprio come i tuoi genitori hanno insegnato a te.
Con affetto ti saluto. (M. G.)

Bibbiaoggi

07 maggio 2015 alle ore 17:07

Cerco il testo pubblicato dalla Lanterna su Le Pastorali, autore Salvoni e altri (Eduardo).

Bibbiaoggi

07 maggio 2015 alle ore 17:02

Mi chiamo Elisabeth … Non sono credente nel senso che intendete voi. Credo ma non credo. Non so cosa sono e come definirmi. Sono stata a Gerusalemme davanti al muro del pianto a invocare una folgorazione tipo quella di Saulo sulla via di Damasco. Ma fino a oggi non é successo niente. Detto in altri termini: cerco un motivo per credere.

Paolo Mirabelli

07 maggio 2015 alle ore 17:04

Cara Elisabeth, un motivo per credere? Chiedilo a Dio, parlane con lui. Un motivo per credere? Proprio questo bisogno di fede che hai e questo vuoto che provi dentro di te. La fede dà colore e sapore alla vita, senso e significato. “La nostra anima è inquieta finché non riposa in Dio”. Noi siamo di Dio e abbiamo bisogno di lui. Non è necessario che tu vada sulla via di Damasco per incontrare Dio. Egli ti è vicino e ti sta cercando, più di quanto tu cerchi lui. L’incontro con Dio è personale, non necessariamente deve essere preceduto da eventi straordinari: una luce dal cielo (Saulo), un cespuglio che brucia ma non si consuma (Mosè). Tu puoi incontrare Dio anche nel “suono dolce e sommesso” (Elia) di dove vivi. Dio ti sta cercando e chiamando per nome, e la sua voce la riconosci perché parla al tuo cuore. Ti invito a leggere la Bibbia come chi sa di ascoltare la Parola di Dio e a pregare. Dio sia con te e ti benedica!


Bibbiaoggi

06 maggio 2015 alle ore 17:13

Cerco il libro di Salvoni sul sacerdozio. Dove posso trovarlo? (Gianluca)

Bibbiaoggi

30 aprile 2015 alle ore 12:20

Conoscete qualcuno di fiducia in Nepal per mandare degli aiuti economici ai terremotati? (Riccardo)

Bibbiaoggi

08 aprile 2015 alle ore 16:02

Il cristiano deve osservare l'Antico Testamento? (Milena)

marco soranno

14 aprile 2015 alle ore 21:25

L'Antico Testamento prefigura Cristo e narra le vicende del popolo di Dio nell'economia del Vecchio Patto. L'Antico Testamento è storia di fede che va studiata, meditata e creduta ma occorre distinguere in questa storia sacra gli elementi descrittivi da quelli normativi.


Bibbiaoggi

28 marzo 2015 alle ore 07:05

Che significa il nome "Ecclesiaste"? Non è Salomone che ha scritto l'Ecclesiaste? (Maria)

Bibbiaoggi

27 marzo 2015 alle ore 06:39

Giovanni 13 racconta la stessa pasqua dei sinottici, oppure si tratta di un'altra cena? (Michele)

Bibbiaoggi

26 marzo 2015 alle ore 06:52

Ma l'Oreb e il Sinai sono la stessa montagna? Grazie, fratelli. (Angelo)

Bibbiaoggi

25 marzo 2015 alle ore 06:43

Con un tale non dovete neppure "mangiare" (1 Corinzi 5,11). A cosa si riferisce: alla Cena del Signore? alle agapi? ai pasti comuni? Grazie (Roberto)

Antonio Bove

24 marzo 2015 alle ore 18:53

Ti ringrazio della spiegazione che rende giustizia alla complessità del tema, riconosco che una certa confusione che ho su questo tema deriva anche dai diversi significati dei termini "anima" e "spirito" nelle lingue ebraica e greca...Leggero con interesse i tuoi prossimi articoli sul tema.Saluti.

Antonio Bove

23 marzo 2015 alle ore 19:23

la questione è proprio quellai dare una definizione della morte biologica da un punto di vista Biblico. Alcuni la definiscono come una separazione tra il corpo che torna alla polvere e l'anima che continua la sua esistenza in qualche dimensione o mondo spirituale, paradiso o inferno, altri credono che la morte sia un passaggio immediato verso la resurrezione , altri ancora credono che la morte sia il passaggio ad uno stato di non esistenza, definito simbolicamente "sonno", e che la resurrezione sarà un nuovo atto creativo al termine di questo "sonno". Per te quale di queste opzioni è Biblicamente fondata?

Paolo Mirabelli

24 marzo 2015 alle ore 16:09

Rispondere allo schema proposto (scegliere una delle tre spiegazioni), mi vincolerebbe ad un paradigma, che non necessariamente è sbagliato, ma verrei meno alla mia regola ermeneutica: non anteporre nessuno schema allo studio della Bibbia. Così preferisco aggirare la domanda e provare a ragionare con la Scrittura. Con il tempo mi riprometto di scrivere degli articoli su questo tema, estremamente interessante. Per ora ecco una breve riflessione sulla morte.
Nascere e morire riguardano l’intera persona, e non solo una parte di me stesso. Sono io che nasco, non sono solo i miei sentimenti, il mio corpo, il mio spirito, la mia anima, la mia intelligenza. E io sono tutto questo e altro ancora, ma sono sempre io. Così sono io persona che muoio, non solo il mio corpo.
Che cos’è allora la morte? La Bibbia non si preoccupa tanto di dare una definizione dell’essenza della morte, quanto di descrivere il fenomeno della morte, e lo fa in vari modi, con vari schemi: tornare alla polvere, essere riunito al proprio popolo (patriarchi), spogliarsi, rendere lo spirito, e in molti altri modi. Uno dei testi più descrittivi è 2 Corinzi 5. Dal III secolo d.C. in poi la morte sarà definita come “la separazione dell’anima dal corpo”. E questo schema diventerà così rigido da far perdere di vista altri aspetti interessanti. Inseguito possiamo ritornare su queste cose, quando parleremo di antropologia biblica.
La morte è un fenomeno biologico, naturale: è la cessazione delle funzioni biologiche. Di fronte ad un cadavere, un medico non credente dirà: “È morto! Ha cessato di vivere”. E questo è un dato di cui dobbiamo tener conto: la morte è “qualcosa” che accade nella vita di un uomo che fa di lui un morto, non più un essere vivente, e questo è uno stato irreversibile.
Ma secondo la Bibbia, la morte è innanzitutto un “fatto teologico”, è un giudizio di Dio sul peccato dell’uomo (Romani 6,23; Salmo 90,7-12; Genesi 1-3; ecc.). E questo il nostro medico non credente non lo dirà mai. Per noi cristiani però è un dato certo. Dalla morte si passa nuovamente alla vita solo attraverso la risurrezione operata da Dio.
La morte dunque è un fatto naturale/biologico ed è un fatto teologico. Dal punto di vista biologico, la morte è quel momento in cui viene meno “il principio vitale di aggregazione che è nell’uomo”. Dal punto di vista biblico, la morte è l’irruzione nella vita di una parola di giudizio sul peccato, secondo quanto è “stabilito” (Ebrei 9,27).
Per il nostro medico non credente, la morte, incidente di percorso, pone fine a tutto; con la morte finisce tutto; dopo c’è solo il nulla, il niente: la morte come fine. Secondo la Bibbia invece non è così. Gesù Cristo ha vinto la morte con la sua risurrezione e ne ha svelato il significato. E partendo dalla sua esperienza che noi possiamo dire qualcosa di nuovo sulla morte: la morte come inizio. Gesù ha fatto a noi la promessa della risurrezione e della vita.
Avrei potuto certamente esporre meglio questo tema, ma una notizia migliore di questa non avrei potuto certo annunciarla: Gesù Cristo è morto e risorto.


Bibbiaoggi

20 marzo 2015 alle ore 06:31

Non ho mai capito la differenza tra l'adulterio e la fornicazione. Che differenza c'è, ammesso che ci sia, tra Matteo 5:31-32 e Matteo 19,9? Benedizioni di Dio su tutti voi. (Elisa)

Antonio Bove

19 marzo 2015 alle ore 12:27

Sono parzialmente soddisfatto dalla precedente risposta ma c'è una cosa che non mi è chiara. L'uomo , in base all'antrpologia Biblica è interamente mortale in quanto interamente creato da Dio o ha una natura dualistica ovvero un composto di corpo mortale ed anima immortale ? Quindi ciò che la Bibbia chiama morte riguarderebbe solo una parte dell'uomo , il corpo, e non l'uomo nella sua totalità?

Paolo Mirabelli

23 marzo 2015 alle ore 14:09

Certamente che l’uomo è interamente creato da Dio. Non potrebbe essere altrimenti. Come è altrettanto certo che la morte riguarda l’uomo tutto intero, nella sua “totalità”. Sarebbe interessante però definire che cos’è la morte, secondo la Bibbia, e che cosa si intende per antropologia biblica.


Bibbiaoggi

19 marzo 2015 alle ore 06:51

I cristiani devono celebrare la Pasqua? (Nicola)

Luca Zacchi

19 marzo 2015 alle ore 15:50

Direi proprio di si.
I cristiani celebrano la Pasqua come memoria della Passione, Morte e Resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, evento fondante, oltre che fondamentale della nostra fede.


Antonio Bove

18 marzo 2015 alle ore 10:34

Nella Bibbia i termini "immortale" e "immortalità" non sono mai associati alla creatura umana. In I Timoteo 6:16 Paolo afferma che solo Dio possiede l'immortalità e in Romani 2:7 Egli afferma che Dio "renderà Vita Eterna a coloro che, perseverando nel fare il bene, cercano gloria, onore ed immortalità"( se l'uomo possedesse un anima immortale non si capirebbe perchè dovrebbe cercare una immortalità che già possiede..) . Come si spiega allora il fondamento Biblico, ammesso che esista, di quel concetto di immortalità dell'anima condiviso da tanti cristiani?

Paolo Mirabelli

19 marzo 2015 alle ore 10:44

Immortale è un essere che non muore e non può morire, un essere che è senza inizio e senza fine della vita. Il termine “immortalità” non compare mai nell’AT. Immortalità (athanasia) compare solo due volte nel NT. Nel greco biblico abbiamo poi aphtharsia e il relativo aggettivo aphthartos . I due testi nei quali è usato immortalità (athanasia) sono 1 Timoteo 6,16 e 1 Corinzi 15,53.54. Come si evince, il termine è usato solo tre volte in tutto il NT. In 1 Timoteo 6,16 è detto che non l’uomo ma Dio è il solo che possiede l’immortalità. È evidente perciò che l’uomo non possiede in sé l’immortalità, l’uomo è mortale. In 1 Corinzi 15,53.54 si tratta della risurrezione dei morti come atto di Dio, il quale rivestirà il nostro corpo mortale di immortalità. Dunque: 1) l’immortalità appartiene solo a Dio; 2) il corpo del cristiano sarà rivestito di immortalità nella risurrezione. Ancora due dati. Il termine immortalità è “associato” perciò all’uomo (al cristiano) nel senso derivato, poiché Dio rivestirà il suo corpo di immortalità. In Romani 2,7 il termine usato non è immortalità (athanasia), bensì è incorruttibilità (aphtharsia, questo termine contiene l’idea dell’indistruttibilità). Infine. In Matteo 10,28 Gesù dice che gli uomini possono uccidere il corpo ma non l’anima (psyche). Negli scritti di Giovanni più volte si dice che chi crede ha vita eterna e non morirà (3,36; 11,25-26). Ecco perché, forse, “molti cristiani” sostengono che l’uomo è immortale: vogliono semplicemente dire che chi crede ha vita eterna ed è passato dalla morte alla vita. Certamente è da rifiutare la credenza di Platone delle anime immortali e preesistenti. Io come cristiano credo nella risurrezione dei corpi, che Dio rivestirà di immortalità, e nella vita eterna.


Bibbiaoggi

18 marzo 2015 alle ore 06:43

E' vero che i fumatori devono essere esclusi dalla comunità? (Pietro)

Bibbiaoggi

17 marzo 2015 alle ore 07:25

Qual è la differenza tra giustificazione e santificazione? (Andrea)

Luca Zacchi

19 marzo 2015 alle ore 15:52

A questo link spiega punti in comune e differenze il pastore Castellina, con la sua nota chiarezza. Ti invito a leggere il suo post: http://paolocastellina.pbworks.com/w/page/61345937/giustificazione%20e%20santificazione


Bibbiaoggi

14 marzo 2015 alle ore 08:15

Cosa ne pensate del giubileo indetto da papa Francesco? (Federica)

Bibbiaoggi

13 marzo 2015 alle ore 06:58

Che significa la "bestemmia contro lo Spirito Santo" che non sarà mai perdonata? (Matteo 12,31-32). Perché è così grave? (Andrea)

Luca Zacchi

19 marzo 2015 alle ore 15:54

Gesù dice che la bestemmia contro lo Spirito Santo è l'unico peccato che non sarà perdonato, perché è un peccato eterno. Per questo motivo alcuni sono preoccupati o angosciati, pensando che forse inconsapevolmente abbiano commesso questo peccato, o che abbiano consapevolmente commesso qualche peccato gravissimo, e così non potranno entrare in paradiso. Per capire la natura della bestemmia contro lo Spirito Santo, dobbiamo invece riflettere sui molti brani che dicono che Dio perdona tutto quello di cui ci ravvediamo, per esempio 1G 1:7-9: il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato (perché ha un valore più grande della punizione di qualsiasi peccato) e se confessiamo qualsiasi peccato, Dio ci perdona quel peccato. L'implicazione è che la bestemmia contro lo Spirito Santo non può essere perdonata perché è impossibile confessarla e pentirsene. Infatti, una delle funzioni dello Spirito Santo è di portarci al ravvedimento convincendoci del peccato (Gv 16:8). Se attribuiamo l'opera dello Spirito Santo ai demoni (che è quello che suscitò questa affermazione sulla bestemmia contro lo Spirito Santo secondo il racconto di Mt 12:24,28), non ci convince e non ci ravvediamo. Se chiamiamo il bene male, che speranza abbiamo di pensare di aver fatto male? Ciò spiega perché la bestemmia contro il Padre o contro il Figlio è perdonabile: possiamo accettare comunque la testimonianza in noi dello Spirito Santo al Padre e al Figlio, e ravvederci per essere perdonati.

Questa spiegazione rassicura quelli che sono preoccupati per avere commesso il peccato imperdonabile. Se pensano di averlo commesso, non l'hanno commesso! Perché il desiderio di ricevere il perdono è in sé un segno di accettare l'opera dello Spirito Santo nella propria vita, di essere convinto del peccato. Si può andare a Dio quindi con piena fiducia che se confessiamo i nostri peccati, lui è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.


Bibbiaoggi

11 marzo 2015 alle ore 06:55

I vangeli dicono che Giovanni il Battista battezzava per il perdono dei peccati. Perché allora Gesù è stato battezzato? E che bisogno c’è del battesimo cristiano, se c’era già quello del Battista che dava il perdono dei peccati? (Andrea)

giuseppe perrone

11 marzo 2015 alle ore 14:02

GESU’ VIENE BATTEZZATO DA GIOVANNI B. PER ADEMPIERE AD OGNI GIUSTIZIA..!!! Infatti quando Gesù gli chiese di essere battezzato, Giovanni cercò di opporsi decisamente, affermando: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni a me?» (Matteo 3:14). Giovanni si oppose perché aveva capito che quello che aveva davanti a se in quel momento, era IL MESSIA, era l’AGNELLO DI DIO senza macchia e difetto, pertanto non aveva bisogno di ravvedersi per i peccati, leggere Giovanni 1:29. Ma Gesù riuscì a vincere la sua resistenza, dicendogli: «Lascia fare per ora, poiché conviene che noi adempiamo così ogni giustizia» (Matteo 3:15), cioè la volontà di Dio. E Giovanni lo battezzò. Possiamo concludere che Gesù adempie al Battesimo di Giovanni B. per 4 motivi fondamentali:
1- GESU’ HA ADEMPIUTO AD UN ORDINE DIVINO:Innanzi tutto, perché il battesimo di Giovanni entrava nel piano divino della redenzione dell'umanità e Gesù, sottoponendovisi, riconosceva pubblicamente che Giovanni e la sua missione entravano nel piano salvifico di Dio.
2- GESU’ SI CARICA DEI NOSTRI PECCATI:Poi, perché Gesù, venuto sulla terra per essere il salvatore del genere umano, si è caricato di tutte le nostre colpe, di tutte le nostra iniquità e trasgressioni, e perciò, quale rappresentante dell'umanità peccatrice, doveva farsi carico del ravvedimento di tutti e del bisogno di tutti di un lavacro di rigenerazione di vita.
3-IL SUO BATTESIMO SIMBOLEGGIAVA IL SUO SACRIFICIO: Infine, perché l'immersione o bagno, richiesto da Giovanni, simboleggiava la sua morte e il suo seppellimento al peccato e la nuova nascita in una vita degna di Dio. Per questo, accettandolo, Egli mostrò di essere pronto a morire per noi. Questo Suo atto di estrema umiliazione fu accetto al cielo.
4-TESTIMONIO’ DELLA SUA MESSIANICITA’ E DELLA SUA DEITA’: Infatti, stava risalendo dal corso d'acqua del Giordano, quando lo Spirito Santo «scese come una colomba e venne sopra di lui» per ungerlo come Messia e ricolmarlo della Sua potenza, mentre la voce di Dio dal cielo lo additava a tutti come Figlio Suo, oggetto delle sue compiacenze: «Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi sono compiaciuto» (Matteo 3:16-17). Infatti questa la possiamo considerare come una “Dichiarazione Celeste” della Messianicità e Deità” di Gesù.
Infine ti voglio dire Andrea, che il Battesimo di Giovanni B. era solo di "preparazione" ed in vista di quello Cristiano (insegnato da Gesù), altrimenti Giovanni stesso non avrebbe detto in Matteo 3:11 le testuali parole: "Io vi battezzo con acqua, in vista del ravvedimento, ma Colui che viene dopo di me è più forte di me ed io non sono degno di portargli i calzari, Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco"; e poi ancora quando l'Apostolo Paolo giunse ad Efeso, ribattezzò (col battesimo Cristiano) alcuni discepoli di Giovanni B. che avevano ricevuto solo il "suo" battesimo di ravvedimento, (Atti 19:1-7), e questa storia ci fa capire chiaramente che il Battesimo di Giovanni B. era solo di preparazione, ma quello che è necessario adesso per la nostra salvezza è il Battesimo Cristiano, in quanto vi è un ELEMENTO FONDAMENTALE che ci suggella: LO SPIRITO SANTO..!!


Bibbiaoggi

11 marzo 2015 alle ore 06:54

È vero che le possessioni demoniache di cui si parla nei vangeli in realtà sono delle malattie che in quel tempo non erano conosciute? (Caterina)

Bibbiaoggi

09 marzo 2015 alle ore 07:11

I primi cristiani facevano la Cena del Signore tutti i giorni o solo di domenica? (Maria)

Bibbiaoggi

09 marzo 2015 alle ore 07:09

In Ebrei 4 di quale “riposo” si parla? Che cos’è? (Matteo)

Bibbiaoggi

09 marzo 2015 alle ore 07:06

Il battesimo dello Spirito Santo è per tutti o solo per alcuni? Come faccio a capire che sono stata battezzata nello Spirito Santo? (Maria)

Bibbiaoggi

07 marzo 2015 alle ore 08:01

Che valore date ai primi quattro concili ecumenici che hanno definito dogmaticamente la cristologia? (G. Aimable)

Bibbiaoggi

05 marzo 2015 alle ore 19:48

È vero che presto ci sarà la battaglia di Harmaghedon? Ma è una battaglia vera, combattuta con le armi o è simbolica? Apocalisse 16. (Silvio)

Bibbiaoggi

05 marzo 2015 alle ore 19:41

Salmo 119 : 25-32 Dalet
Se sono avvilito e depresso la Tua Parola mi ridà vita.
Quando Ti confido i miei pensieri mi ascolti,
mi rispondi e mi consigli le tue leggi.
Se mi aiuti a capire i tuoi insegnamenti io medito su di essi
e do la lode e la gloria per ogni tua opera.
Se l’anima mia è nel dolore, se sono in lacrime,
solo la Tua Parola mi consola e mi dà sollievo.
Se mi fai grazia, se mi fai capire tutta la tua legge,
tengo lontana da me l’ingiustizia e la menzogna.
Da quando ho scelto di esserti fedele ho sempre dinnanzi a me
la Tua giustizia, e la Tua legge è nel mio cuore.
Ecco, io non sono più confuso, ed ora percorro
la via del Signore perché essa apre il mio cuore.
Cesare L. Bruno

Paolo Mirabelli

04 marzo 2015 alle ore 10:24

Su 1 Corinzi 7,15 soltanto un flash. Il verbo usato al versetto 15 è “chorizo”, lo stesso usato ai versetti 10 e 11: “la moglie non si separi dal marito, e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcili con il marito”. In 7,15 l’iniziativa della separazione è presa dal non credente. Inoltre, nel testo biblico non si parla di divorzio e di seconde nozze, ma soltanto di separazione. Pertanto, legittimare il divorzio e le seconde nozze sulla base di questo testo biblico è una conclusione nostra della quale dobbiamo assumercene tutta la responsabilità.

Luca Zacchi

05 marzo 2015 alle ore 08:09

Condivido


Paolo Mirabelli

04 marzo 2015 alle ore 10:06

Su Isaia. Ormai quasi tutta l’esegesi moderna, anche quella storico-critica, si occupa della forma canonica di Isaia, vedi ad esempio R. Rendtorff. La distinzione delle tre sezioni nel libro di Isaia è una ipotesi che risale a B. Duhm, 1892. Ma lo stesso Duhm considera l’“Apocalisse di Isaia”, i capitoli 24-27, “molto posteriore”. E così fa pure con gli “oracoli contro le nazioni”, capitoli 13-23. Due esempi per dire che l’ipotesi delle tre sezioni non soddisfa lo stesso Duhm. Altri studi recenti cercano di chiarire meglio la struttura del libro di Isaia. Ma non voglio per ora entrare in questo tema. Mi interessa invece ricordare che, oltre agli esegeti storico-critici e liberali, ci sono esegeti “conservatori” che accolgono e difendono con argomenti l’unità dell’intero libro di Isaia. Qualche esempio. Tutta la tradizione manoscritta è a favore dell’unità del libro. Il più antico manoscritto, risalente a prima di Cristo, non presenta alcuno spazio tra la fine della colonna del capitolo 39 e l’inizio del capitolo 40. Gli ebrei primi e la chiesa poi hanno sempre accolto l’unità del libro. La testimonianza del Nuovo Testamento è univoca nel ritenere l’unità del libro. Concludo con una citazione tratta dal vangelo di Giovanni sul libro di Isaia e sul profeta Isaia. In Giovanni 12,37-43 sono prima citati due testi di Isaia e poi il profeta stesso. Il primo testo è tratto da Isaia 53, il secondo testo da Isaia 6. Eppure sono citati entrambi come unità e attribuiti allo stesso autore, il profeta Isaia appunto. Per me questo argomento è decisivo. Tutto il resto sono soltanto ipotesi e le accolgo come tali.

Bibbiaoggi

04 marzo 2015 alle ore 06:51

Che cos’è la “perfezione” di 1 Corinzi 13? Questo mi aiuterebbe a capire la questione delle “lingue”. Grazie. (Gianni)

giuseppe perrone

05 marzo 2015 alle ore 10:50

E' chiaro che per capire bene cos'e' la perfezione dobbiamo analizzare bene anche i versetti 8 e 9 per capire bene in che contesto Paolo usa la parola "perfezione ". Il contesto e' la conoscenza "parziale" della Volontà di Dio. All'inizio del Vs. 8 parla dei "doni carismatici" che verranno aboliti, in quanto questi doni furono trasmessi soltanto agli Apostoli nel giorno di pentecoste mediante il battesimo dello spirito santo, e solo loro li potevano trasmettere per imposizione delle mani ad altri fratelli. Arrivando poi al Vs 9, rispondo alla tua precisa domanda, facendoti notare che si sta parlando della "conoscenza parziale" ( poiché noi conosciamo in parte), e questa conoscenza parziale verrà abolita, quando sarà venuta la Perfezione, ossia la "Conoscenza completa", che abbiamo avuto quando il Canone del Nuovo Testamento e' stato completato. Spero di essere stato chiaro. Un abbraccio



Bibbiaoggi

04 marzo 2015 alle ore 06:50

Ho sentito un commento: “Matteo 24 non è un discorso sul ritorno di Cristo, ma sulla sua ascensione dopo la risurrezione. Ne è conferma Daniele 7,13-14, dove si dice che il figlio d’uomo va verso il Vegliardo”. È una spiegazione legittima? (Gianni)

Luca Zacchi

03 marzo 2015 alle ore 08:33

3 Manda la tua luce e la tua verità, perché mi guidino, mi conducano al tuo santo monte e alle tue dimore.4 Allora mi avvicinerò all’altare di Dio, al Dio della mia gioia e della mia esultanza; e ti celebrerò con la cetra, o Dio, Dio mio! (dal Salmo 43)

Bibbiaoggi

03 marzo 2015 alle ore 07:08

E' vero che Isaia in realtà sono tre libri scritti da tre autori differenti? Proto-isaia, Deutero-isaia, Trito-isaia. Grazie, fratelli. (Matteo)

Luca Zacchi

03 marzo 2015 alle ore 08:37

Secondo l'esegesi moderna ci sono tre parti nel libro del profeta Isaia, scritte in tempi differenti. Personalmente credo però che occorra comunque guardare all'unità del messaggio profetico di Isaia.
La divisione comunemente accettata è la seguente:
Proto-Isaia (capp. 1–39): ca. 740-700 a.C. durante il ministero del profeta Isaia, in particolare nel contesto della guerra siro-efraimitica, esortazioni alla fiducia in Dio, trascendente e fedele;
Deutero-Isaia (capp. 40–55): 550-539 a.C., durante l'Esilio di Babilonia, esortazione al popolo oppresso, il "Servo di YHWH";
Trito-Isaia (capp. 56–66): 537-520 a.C. dopo il ritorno dall'esilio, oracoli contro l'idolatria, speranza nella conversione delle nazioni pagane.

marco soranno

03 marzo 2015 alle ore 14:55

Sono felice di leggere gli interventi di Luca che sono sicuramente di arricchimento per la condivisione della Parola del Signore. Ci prefiggiamo di vivere l'incontro con le Scritture in semplicità e rispettando le differenti sensibilità spirituali, quindi ogni pensiero che arricchisca il nostro percorso di fede e dialogo è ben accolto.


Bibbiaoggi

02 marzo 2015 alle ore 06:50

Chi è il "discepolo amato da Gesù": Giovanni o Lazzaro? Qualcuno dice Lazzaro sulla base di Gv 11,3. Dio benedica la sua Parola. (Nicola)

Luca Zacchi

03 marzo 2015 alle ore 08:40

Nella tradizione antica il discepolo amato è concordemente identificato dai commentatori con Giovanni figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo. L'ipotesi sembra tuttora spiegare al meglio i dati a nostra disposizione. Non esiste però una 'prova' certa. Sicuro è che ciascuno di noi è chiamato ad essere quel discepolo, è chiamato a reclinare il capo sul suo grembo, ovvero a mettersi pienamente nelle mani della Sua Parola, è chiamato ad essergli fedele anche nel momento della prova, ad essere sotto la Sua Croce.


Paolo Mirabelli Junior

01 marzo 2015 alle ore 12:45

"Chi pratica la giustizia è giusto, com'egli è giusto" 1 Giovanni 3, 7

Bibbiaoggi

25 febbraio 2015 alle ore 09:44

Preghiera
Signore, tu hai aperto il mare e sei venuto fino a me;
tu hai spezzato la notte e hai inaugurato per la mia vita un giorno nuovo!
Tu mi hai rivolto la tua Parola e mi hai toccato il cuore;
mi hai fatto salire con te sulla barca e mi hai portato al largo.
Signore, Tu hai fatto cose grandi!
Ti lodo, ti benedico e ti ringrazio.
Portami sempre al largo, con te, dentro di te e tu in me,
per gettare reti e reti di amore, di amicizia, di condivisione,
di ricerca insieme del tuo volto e del tuo regno.
Signore, sono peccatore, lo so, ma anche per questo ti ringrazio,
perché tu non sei venuto a chiamare i giusti,
ma i peccatori a ravvedimento,
e io ascolto la tua voce e ti seguo.
Ecco, lascio tutto e vengo con te. J. M. Garcia)

Bibbiaoggi

25 febbraio 2015 alle ore 07:02

In 1 Corinzi 7,15 Paolo parla solo di separazione, oppure anche di divorzio e seconde nozze? E' questo quello che comunemente si chiama "il privilegio paolino"? (Alessandro)

Luca Zacchi

03 marzo 2015 alle ore 08:46

Caro Alessandro, ti rispondo da esperto di diritto canonico cattolico. Il privilegio paolino è, in diritto canonico, una causa di scioglimento del vincolo matrimoniale, previsto dai can. 1143-1147 del Codex Iuris Canonici. Così denominato perché trae origine da una lettera di San Paolo (I Cor. 7, 12-15). In base al privilegio paolino i matrimoni legittimi sono sciolti, in favore della fede (favor fidei) quando uno dei coniugi (sposatisi senza essere battezzati) riceva successivamente il battesimo e l’altro coniuge si rifiuti di continuare la convivenza o non voglia coabitare pacificamente senza offesa al Creatore.

In tal caso la parte battezzata, interpellata l’altra parte per conoscere la sua eventuale disponibilità al battesimo o almeno alla pacifica convivenza, ove l’esito sia negativo, acquista il diritto di contrarre un nuovo matrimonio con altra parte cattolica ed, eventualmente, per grave causa e col consenso del Vescovo, anche con una parte non cattolica, battezzata o non.

Di seguito il link ad una meditazione in proposito del pastore Paolo Castellina: http://paolocastellina.pbworks.com/w/page/14190044/I%20vantaggi%20dell%27essere%20in%20Cristo


Bibbiaoggi

23 febbraio 2015 alle ore 07:13

Qualcuno sa dirmi se il libro degli Atti usa il sistema romano per contare il tempo (i giorni) oppure quello ebraico. In altre parole, in Atti 20 si riunirono la domenica sera o il sabato sera? Il "giorno dopo" era il lunedì o la domenica?

giuseppe perrone

27 febbraio 2015 alle ore 23:44

Se ti riferisci ad atti 20:7-11, è chiaro dal contesto che si sta riferendo al primo giorno della settimana (Domenica) erano riuniti per spezzare il pane (Cena del Signore), che generalmente si riunivano verso le ore serali, e poi si trattennero sino a mezzanotte. Poi continuando dice che dopo che Paolo fece il miracolo, prese cibo (infatti i primi cristiani concludevano spesso le loro riunioni, dopo aver preso i simboli della Cena, con il pasto serale) si trattennero sino all'alba (di lunedì) e poi partirono. Mi sembra che il discorso fili liscio dal contesto.Un saluto nel Signore.


Bibbiaoggi

18 febbraio 2015 alle ore 07:23

Non capisco. Ma Paolo era ispirato quando parlava da "pazzo" (2 Corinzi 11,16-17). Grazie, fratelli. Sonia.

Bibbiaoggi

17 febbraio 2015 alle ore 09:30

Vorrei riconciliarmi con mia sorella, ma mio marito mi dice che basta il perdono e che non devo avere niente a che fare con lei. Cosa devo fare? Perdonare non significa pure riconciliarsi?

marco soranno

17 febbraio 2015 alle ore 23:52

Mentre il perdono nasce dall'offeso mosso dalla misericordia di Cristo, la riconciliazione dipende da ambo le parti, ed è auspicabile anche se non imponibile. Paolo Apostolo scrive: "Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini" (Romani 12,18) Un atto di perdono che non contempli la riconciliazione, è come un fuoco senza calore.


Bibbiaoggi

16 febbraio 2015 alle ore 08:57

Quanti erano i ciechi di Gerico? Perché Matteo parla di due e Marco di uno, del cieco Bartimeo? (Matteo 20,30; Marco 10,46).

Bibbiaoggi

16 febbraio 2015 alle ore 08:56

Tempo fa ho parlato con qualcuno, credo dei vostri, sui segni miracolosi di Marco 16,17-20. E per tutta risposta mi disse che non è un testo originale del vangelo di Marco. Ma voi credete nell’ispirazione della Bibbia?

marco soranno

27 febbraio 2015 alle ore 17:13

Certamente, crediamo che ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia (2Timoteo 3,16) Ma tale fiducia non trascura l'indagine storica e teologica, e dal momento che la parte in questione del Vangelo di Marco non compare nei più antichi manoscritti, siamo orientati a considerare con attenzione e prudenza affermazioni dottrinali che nascono da essa. Circa i segni miracolosi il tema richiederebbe uno studio approfondito, ma il Vangelo non è solo libro dei segni ma anzitutto Buona Notizia che trasforma il cuore. Se per segni miracolosi si intendono gli "effetti speciali" che debbono avallare la fede in Gesù, non troviamo nella Bibbia una simile enfasi.


Bibbiaoggi

14 febbraio 2015 alle ore 08:07

Non sono credente nel senso che voi intendete. In questo momento mi colloco tra lo gnosticismo e l’agnosticismo. Ero a Gerusalemme davanti al muro del pianto a invocare una folgorazione sulla via di Damasco. Ma non è successo niente. Sto cercando un motivo per credere.

Antonio Console

14 febbraio 2015 alle ore 14:29

Alcune considerazioni a caldo, spero con un buon spirito. Non capisco quando dici di collocarti fra gnosticismo e agnosticismo. Della prima conosco solo alcune delle correnti filosofiche avute nei secoli scorsi con origni molto diverse fra loro. Della secondo penso che intendi della impossibilità, per l'uomo, di poter arrivare alla piena conoscenza di Dio. E, quindi, credo di capire, continuando a leggere quello che scrivi, che ti riferisce al viaggio che ogni uomo deve compiere nella sua vita di fronte a Dio. Secondo alcuni scienziati noi siamo programmati, nel DNA, a rivolgerci verso il soprannaturale come se ci fosse una molla che ci spinge a ri-legare insieme l'uomo con Dio. Infatti Salomone scrive che Dio ha messo nei nostri cuori l'idea dell'eternità senza farcela comprendere a pieno. Vi è un libro che mi è molto caro a riguardo: E' di C.S.Lewis: 'Surprise by joi'. Sorpreso dalla gioia. Sono convinto che è stato tradotto in italiano. Se hai l'opportunità (forse anche in qualche biblioteca pubblica) ti consiglio di legegrlo.Ma ti ricordo, ed è forse la cosa più importante, che la relazione con Dio è privata, intima e richiede tempo: tempo da stare insieme, da soli con Lui. Perchè Dio si fa trovare da chi lo cerca. E di questo sono sicuro. Tony

marco soranno

18 febbraio 2015 alle ore 14:16

Il fratello Tony ha ben illustrato l'argomento, ed io mi limito a considerare quanto segue: Chi è credente? non possiamo prescindere questa condizione dalla nuova nascita (Giovanni 3,3) Ora, nessuno decide di nascere nella carne, tanto meno nello spirito. Il credere implica la dimora del Cielo dentro di noi, piuttosto che cercare di meritare il Cielo col un atteggiamento religioso; Questo perché la fede è dono di Dio (Efesini 2,8) un dono che va ricevuto e coltivato, col giusto proponimento di mente e cuore. Non basta credere in Dio, ma occorre avere fede che Dio "crede in noi", ci ama al punto d'aver dato il Suo Figliolo per i nostri peccati onde donarci la salvezza (Giovanni 3,16).


Bibbiaoggi

14 febbraio 2015 alle ore 07:20

Il Vangelo suscita sempre stupore in chi lo ascolta con il cuore e non distrattamente.

marco soranno

18 febbraio 2015 alle ore 14:17

Si, lo stupore impedisce alla fede di diventare dato assodato e routine. Se viviamo il Vangelo di Cristo come una fresca e costante novità, allora potremo portare frutto alla gloria di Dio.


Ljerka Mikan

13 febbraio 2015 alle ore 18:47

Carissimi nel Signore, nel libro dell'esodo al capitolo 4 versetto 21 Dio vuole indurire il cuore del faraone, perché ?

Antonio Console

14 febbraio 2015 alle ore 14:35

Tempo fa, una sorella in Cristo, l'ha spiegata in questo modo. L'uomo può avere il cuore come il burro o come l'argilla. I raggi del sole (Dio per capirci) modificano lo stato fisico del burro e dell'argilla: il primo si scioglie, il secondo si indurisce, ma i raggi del sole sono sempre gli stessi. Per cui, dopo che la sorella mi spiegava perchè Dio induriva il cuore del faraone, mi sono chiesto: ma il mio cuore è fatto di burro o d'argilla? E se fosse di argilla, posso cambiarlo in uno di burro? Io ho scelto. Tony


Ljerka Mikan

12 febbraio 2015 alle ore 17:18

Sono un credente, ed è meraviglioso!

marco soranno

12 febbraio 2015 alle ore 22:11

Amen! E' meraviglioso credere in Dio, specialmente sapendo che Dio crede in noi, e ci ama avendo dato Suo Figlio per noi (Giovanni 3,16)


Bibbiaoggi

12 febbraio 2015 alle ore 10:14

Senza la successione apostolica, come fate ad essere certi che la vostra chiesa sia quella vera? Quali argomenti convincenti potete offrire? (domanda al sito)

marco soranno

12 febbraio 2015 alle ore 12:45

La Chiesa è apostolica perchè basa la dottrina sull'insegnamento degli Apostoli, il vero fondamento (Efesini 2,20). Gli Apostoli nel Nuovo Testamento non parlano mai di successione apostolica, bensì del loro insegnamento (Atti 2,42). La Parola di Cristo testimoniata dagli Apostoli non ha bisogno di successori ma di testimoni fedeli, e tali sono i cristiani mossi dallo Spirito Santo e con cuore sincero.


Bibbiaoggi

12 febbraio 2015 alle ore 10:12

La parola di Dio non è soltanto la Bibbia, come voi dite, ma anche l'insegnamento del magistero: i vescovi sono i veri successori degli apostoli, dunque ispirati. Cosa potete dirmi? (domanda al sito)

marco soranno

12 febbraio 2015 alle ore 12:53

La dottrina della successione apostolica risulta essere "figlia" più della storia che del Vangelo: I vescovi [o presbiteri, o anziani] della Chiesa non sono i successori degli Apostoli ma testimoni del Vangelo di Cristo e svolgono un ministero ecclesiale distinto da quello apostolico: nel Nuovo Testamento gli Apostoli ordinarono anziani di Chiesa (Atti 14,23) senza considerarli loro successori. Circa il magistero della Chiesa, faccio due considerazione: La comprensione della Bibbia è opera dello Spirito Santo che coinvolge l'intera comunità di fede, e non pochi "addetti ai lavori".


Bibbiaoggi

11 febbraio 2015 alle ore 09:14

Che cos'è la "preghiera della memoria"? Mi hanno detto che se nella mia vita c'è un ferita nascosta, se faccio una preghiera di liberazione, io guarisco. E' così? Grazie. Domanda pervenuta al sito.

Bibbiaoggi

10 febbraio 2015 alle ore 16:25

Domanda pervenuta al sito. Sono Andrea. Fratelli, ho bisogno di un aiuto. In 2 Corinzi 2 l'apostolo parla della disciplina. Un fratello disciplinato che torna in chiesa deve essere accolto con la sola testimonianza che lui dà, oppure dobbiamo chiedere "segni visibili del suo ravvedimento". Grazie di cuore. pace a tutti voi.

marco soranno

10 febbraio 2015 alle ore 21:57

La Chiesa riscontra piuttosto che chiedere il rinnovamento in cului che è stato disciplinato.La vita cristiana è in sè un continuo cammino al ravvedimento, ed il segno per eccellenza è il frutto dello Spirito (Galati 5,22) La testimonianza non è solo verbale perchè dev'essere accompagnata da una testimonianza pratica, morale. La Chiesa accoglie nel battesimo sulla base dell'accettazione dei meriti di Cristo Gesù e non sulla base dei nostri meriti (che sono imperfetti), Chi riscopre Cristo nel cuore e sente il peso della comunione fraterna infranta, si pone costruttivamente e quindi può riprendere il cammino insieme nella Grazia di Dio.

giuseppe perrone

11 febbraio 2015 alle ore 17:58

E' chiaro che come diceva il fratello Marco, noi non ci possiamo mettere al posto di Dio "come giudici" perchè rischieremmo di cadere nell'estremo opposto, però tutti abbiamo una grande responsabilità, e quando dico tutti mi riferisco sia ai Ministri della Chiesa, che ad ogni singolo fratello, e questa responsabilità consiste nel fatto che dobbiamo sforzarci (nonostante le nostre imperfezioni) di vivere nel modo degno della vocazione a cui siamo stati chiamati, perchè solo così saremo la LUCE del mondo, ed il SALE della terra. Solo se ci sforziamo di vivere in questo modo stiamo ottemperando agli SCOPI ETERNI DI DIO, infatti in Matteo 5:16 è scritto: "Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinchè vedano le vostre buone opere e Glorifichino il Padre vostro che è nei cieli". Anche in Efesini 1:4 è scritto: " In Lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, perchè fossimo santi ed irreprensibili dinanzi a Lui". Con questi versetti voglio solo ribadire che siamo stati salvati per un motivo ben preciso: Quello di dare GLORIA A DIO..!! Però attenzione, possiamo dare Gloria a Dio, solo se viviamo producendo i FRUTTI DELLO SPIRITO, e solo dimostrando con "I FATTI" che siamo RINATI IN NOVITA' DI VITA.!! Se è chiara in tutti noi questa realtà, allora si che possiamo accogliere tutti (Anche fratelli che si sono allontanati, e poi ravveduti), e tutti insieme aiutarci a vivere in quest'UNICO MODO che ho appena descritto, perchè solo così deremo GLORIA A DIO.!


Bibbiaoggi

10 febbraio 2015 alle ore 07:25

La nostra fede è un sì a un sì: il primo sì è quello di Dio, il secondo sì è il nostro. Come una madre, Dio ci ha sorrisi per prima, quando eravamo infanti, e noi abbiamo contemplato il suo amore e come bambini gli abbiamo fatto un sorriso (Tratto da un libro). Cosa ne pensate?

marco soranno

10 febbraio 2015 alle ore 09:05

La fede sussiste nella relazione con Dio per mezzo di Gesù. La religione dice "se" e ma", ma in Cristo ogni promessa è "amen", e da questo scaturisce la nostra risposta, che non ha alcunchè di meritorio, ma si fonda su quanto il Figlio ha fatto per noi.


Bibbiaoggi

09 febbraio 2015 alle ore 07:21

Il cristiano è tenuto a dare la decima come nell'AT? La colletta di cui parla Paolo nelle lettere ai Corinzi e in altre prevede la decima? Potete aiutarmi a capire? Grazie.
Domanda arrivata al nostro sito.

marco soranno

09 febbraio 2015 alle ore 21:08

Il NT non attesta nè prescrive l'uso della decima per i cristiani. Le collette di cui parla Paolo prevedono liberalità senza una cifra imposta (2Corinzi 9,7); inoltre nell'AT erano previste più decime. Ritengo sia un fatto di coscienza ma non un imposizione.

Antonio Console

10 febbraio 2015 alle ore 16:11

Per rispondere se il cristiano è tenuto a dare la decima come nell'AT basta andare a vedere, principalmente, a cosa serviva, la decima. Credo che avremmo dei seri problemi a riuscire a mettere in pratica quanto scritto. Se ne volessimo dare un significato da 'applicare' ai nostri tempi, allora la domanda sarebbe diversa.

Paolo Mirabelli

10 febbraio 2015 alle ore 16:20

Caro Antonio, puoi esplicitare meglio il tuo pensiero sulla decima, così ci aiuti a capire. Dio ti benedica!

Antonio Console

14 febbraio 2015 alle ore 14:50

Numeri 18 21: E ai figliuoli di Levi io do come possesso tutte le decime in Israele in contraccambio del servizio della tenda di convegno. Non abbiamo più la tenda del convegno, il servizio dei sacerdoti e non abbiamo più neanche la tribù di Levi. E' impossibile applicare la decima. Ma vi è un principio a cui dobbiamo porre molta attenzione. Preemsso che Dio, Gesù Cristo e lo Spirito Santo hanno scritto sia il Vecchio che il Nuovo Testamento e Gesù stesso ci ha spiegato, a chiare letter, che non è venuto ad abolire la Legge ma a completarla è evidente che serve un principio logico per cpire. Bene, mia forte opinione, la Legge del VT è PRESCRITTIVA (non uccidere, per esempio); la Legge del NT è PRESTAZIONALE (ama il tuo prossimo come parallelo). La legge prescrittiva (come le prescizione del medico) sono facile da verificare se sono state fatte o meno. Quella prestazionale è molto più difficile. A miei figli, da ordini presctittivi (vai a letto a dormire) sono passato a 'consigli' pretazionali, anche adesso che sono adulti con propri figli. Tornando alla decima, l'applicazione prescrittiva è impossibile, come ho dimostrato sopra. Quella 'prestazionale' è molto più articolata, difficile da mettere in pratica. Devo ricordare che, volenti o nolenti, nel giorno del giudizio risponderemeo di tutto quello che facciamo e anche quello che non facciamo. E non potremo nasconderci dietro un 'dito'. Mi fermo qui, per ora. Tony


Paolo Mirabelli

08 febbraio 2015 alle ore 17:51

Che significa "Mammona" di Matteo 6,24?

Luca Zacchi

03 marzo 2015 alle ore 15:16

Il termine "Mammona", nella radice ebraica, ha lo stesso significato di una parola conosciutissima che diciamo tante volte nelle preghiere: "amen".
Quando al termine di una preghiera noi pronunciamo la parola "amen", nella lingua italiana significa "così sia", cioè qualcosa che è sicuro, che è certo. Ebbene, il termine "Mammona", nella lingua aramaica ed ebraica, significa ciò che è certo, ciò che da sicurezza, ciò su cui si può contare.
Quindi, "Mamon", "Mammona", definisce tutto quello su cui si può contare. E qual è quella cosa sulla quale si può contare, che dà fiducia e certezza? L'accumulo dei beni!
Quindi il termine "Mammona'' che troviamo nei vangeli significa la ricchezza, l'accumulo dei beni


Bibbiaoggi

08 febbraio 2015 alle ore 07:32

Leggera Marco 1,25. Perché Gesù ammutolisce lo spirito immondo che riconosce in lui il "Santo di Dio"?

giuseppe perrone

11 febbraio 2015 alle ore 17:39

Anche in altre situazioni Gesù si comporta in questo modo con i demoni, sgridandoli per il solo fatto che lo riconoscano come Figlio dell'altissimo. Io penso che l'intento di Gesù è molto chiaro ed evidente: non voleva che fosse un demone, o un appartenente al Regno di Satana, a testimoniare di Lui o della Verità..!!


Bibbiaoggi

08 febbraio 2015 alle ore 07:30

Il cristianesimo non è in primo luogo comunicazione di un sapere, ma è rivelazione dell'azione di Dio nei confronti dell'uomo (frase tratta da un libro. Che cosa ne pensate?

Bibbiaoggi

08 febbraio 2015 alle ore 07:28

La fede è fare spazio al dono di Dio (frase tratta da un libro). Che cosa ne pensate di questa definizione della fede?

Bibbiaoggi

07 febbraio 2015 alle ore 18:46

Quale Salmo nel libro dei Salmi è una "Preghiera di Mosè, uomo di Dio"?

Paolo Mirabelli Junior

08 febbraio 2015 alle ore 19:56

"Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e l'universo, anzi da Eternità in Eternità, tu sei Dio" Salmo 90


Bibbiaoggi

06 febbraio 2015 alle ore 07:05

Il bisogno che l'essere umano ha di Dio è simile ad un fiume che cerca il mare. Come il fiume, attratto dal mare senza saperlo, trova anche con fatica la strada attraverso una moltitudine di scenari, così la nostra sete dell'anima ci porta, spesso inconsapevolmente, a quell'orizzonte ultimo che è Dio. Ho trovato questo bel pensiero in un libro. Cosa ne pensate?

Ljerka Mikan

05 febbraio 2015 alle ore 17:59

Carissimi nel Signore, vorrei con il vostro aiuto capire meglio dal libro dell'esodo, il capitolo 4 versetto 24. Grazie. Dio vi benedica

Bibbiaoggi

06 febbraio 2015 alle ore 15:51

Chissà perché la nostra attenzione è sempre attratta dalle cose difficili.
Due cose possono essere utili per la comprensione di questo testo.
Prima, il testo ci dice che siamo di fronte all'agire misterioso e occulto di Dio. Quando dici: ho capito Dio, proprio allora devi far saltare lo schema che ti sei costruito/a. In questo caso la Scrittura chiede di essere creduta più che compresa.
Seconda cosa. Il problema è legato alla mancata circoncisione del figlio di Mosè, lo si capisce chiaramente dai versetti 25 e 26. Mosè non ha circonciso il figlio nell'ottavo giorno come prescritto, e il tentativo di Dio di far morire Mosè è un modo per forzargli la mano: o circoncidi tuo figlio, o non avrai nessuna missione. Il Dio che è pronto a fare misericordia è anche il Dio giusto e severo, che si adira di fronte al male e a chi disubbidisce. Dio è tutto questo insieme.
Sentiamo altri fratelli cosa ne pensano. Pace, sorella.


Bibbiaoggi

04 febbraio 2015 alle ore 06:49

La vita è come il mercato, vivere la vita è come andare al mercato: quando andiamo al mercato, ognuno di noi compra ciò che vuole, poi però tutti torniamo a casa. Per chi crede, la casa è quella del Padre.

Ljerka Mikan

02 febbraio 2015 alle ore 14:51

" SIAMO TUTTI VEGANI ! " Testimonianza di un'amico di mi figlio: " nella creazione prima del peccato, Adamo ed Eva mangiavano solo frutta e verdura come si evince dalla Bibbia". Cosa ne pensate?? ( genesi 1:29)

Bibbiaoggi

02 febbraio 2015 alle ore 19:20

E' vero che in Genesi 1 Dio dà l'erba che fa semi e gli alberi fruttiferi come nutrimento. Ma è altrettanto vero che in Genesi 9,1-3 lo stesso Dio dà i pesci e gli animali come cibo all'uomo. Tutta la Bibbia poi conferma che cristiani ed ebrei hanno mangiato animali e pesci. Perciò il cristiano è libero di mangiare ciò che vuole senza che alcuna filosofia di vita gli imponga delle restrizioni.

marco soranno

09 febbraio 2015 alle ore 21:15

E' sicuramente lodevole uno stile di alimentazione vegetariano o vegano, ma non può essere un criterio di discepolato. Il cristiano vive il Regno di Dio che non consiste nè in vivanda nè in bevanda (Romani 14,17). E' interessante considerare che molti ritengono Gesù come campione di vegetarianesimo, eppure Egli mangiò la Pasqua coi discepoli (e tale pasto contemplava l'agnello) inoltre Luca 24,42 attesta che Gesù Risorto mangiò un pesce arrostito.


roberto borghini

02 febbraio 2015 alle ore 12:03

" SIAMO PECCATORI ! " Questa affermazione riguarda anche coloro che si sono ravveduti, convertiti e battezzati nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo??

Bibbiaoggi

02 febbraio 2015 alle ore 14:05

La domanda è molto interessante. Spesso senti dire dai cristiani "siamo tutti peccatori". Ma se siamo peccatori, che fine ha fatto la conversione? come tu giustamente dici. Ora il NT parla della possibilità di peccare anche per il cristiano, ma non dice mai che è un peccatore. A me pare di poter dire, dunque, che i cristiani a volte "peccano", ma non sono "peccatori". Ci sarebbe poi da parlare del "simul iustus et peccator" di Lutero ("similmente giusti e peccatori") ma qui vogliamo rimanere soltanto alla Scrittura. Sentiamo se altri fratelli hanno qualcosa da dire su questo tema. Per ora, grazie Roberto.


Bibbiaoggi

02 febbraio 2015 alle ore 06:46

E' appena iniziato un nuovo mese, febbraio, durante il quale possiamo fare molte cose alla gloria di Dio.

Bibbiaoggi

31 gennaio 2015 alle ore 18:39

Gesù è la luce del mondo.
Gesù è la risurrezione.

Paolo Mirabelli Junior

31 gennaio 2015 alle ore 18:28

Gesù disse: Io sono la via, la verità e la vità Giovanni 14:6

Bibbiaoggi

31 gennaio 2015 alle ore 18:32

Amen! Gesù e solo Gesù.


Bibbiaoggi

30 gennaio 2015 alle ore 06:46

"Quando la casa sarà pronta, il Signore mi darà la chiave per entrare" (Laura Tiwo, morta il 29 gennaio 2015 a soli 47 anni).

roberto borghini

02 febbraio 2015 alle ore 12:10

Laura, cristiana adulta.


Bibbiaoggi

29 gennaio 2015 alle ore 15:47

Mosè andò oltre il deserto alla montagna di Dio (Esodo 3).
Fratelli, dobbiamo andare oltre i nostri confini, oltre i nostri limiti, oltre le nostre convinzioni, oltre le nostre certezze, oltre la nostra quotidianità, dobbiamo andare oltre tutto e tutti per andare verso Dio.

Bibbiaoggi

31 gennaio 2015 alle ore 18:41

Amen.


Bibbiaoggi

29 gennaio 2015 alle ore 06:46

Oggi incontro Federica. Pregate per quest'incontro.

Paolo Mirabelli Junior

28 gennaio 2015 alle ore 22:34

E disse loro: "Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo ad ogni creatura" Marco 16:15

Bibbiaoggi

29 gennaio 2015 alle ore 06:45

Amen!


roberto borghini

28 gennaio 2015 alle ore 17:19

Ogni cosa fatta alla gloria del Signore lascia il segno. Dio ci benedica!

Bibbiaoggi

28 gennaio 2015 alle ore 14:17

"Guardate con che grosso carattere vi ho scritto di mia propria mano" (Galati 6,11). Sono cambiate molte cose da quando l'apostolo scrisse queste parole, ma la passione per le cose di Dio è la stessa e l'amore per coloro che amano il Signore e la sua Parola non è venuto meno.
Con gli stessi "grossi caratteri" di Paolo diamo un caloroso e fraterno benvenuto a chi parteciperà a questa nuova iniziativa.

Bibbiaoggi

28 gennaio 2015 alle ore 14:20

"A Colui che può ... sia la gloria!" (Efesini 3,20-21).

roberto borghini

28 gennaio 2015 alle ore 20:24

Il Signore è con noi!!! Grazie per questa meravigliosa opera,

Bibbiaoggi

29 gennaio 2015 alle ore 06:44

Grazie, Roberto.