Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Ero a Castel Romano con mia moglie. In questo periodo molti passeri nidificano sui tetti delle case e sugli alberi. Da un grande albero di palma, un passerotto era caduto a terra. Cercava di volare per raggiungere il nido, ma non ci riusciva: era ancora troppo piccolo per volare. Dall’alto della palma, la madre cinguettava per “richiamarlo” nel nido. Lui cercava di arrampicarsi sulla corteccia per risalire su in alto, ma non ce la faceva. Non smetteva di provare. Con tutte le sue forze riuscì ad arrivare a metà dell’albero, ma la palma è come un imbuto rovesciato, con la punta in basso, così man mano che si sale, l’albero diventa sempre più grosso. Le difficoltà aumentavano per il piccolo passero e il suo stesso peso diventava insopportabile. Era troppo difficile per lui salire su in alto. Intanto dei corvi si aggirano nei dintorni: aspettavano la sua fine; aspettavano che io mi allontanassi. Non c’era niente da fare. Poco dopo morì.


La storia di questo piccolo passero mi ha insegnato molte cose. Ho visto quanto è brutta la morte, perché toglie la vita a chi cerca di volare. Ho capito che noi siamo troppo piccoli per un mondo così grande. Man mano che andiamo avanti ci accorgiamo che la vita è come un albero ad imbuto e le difficoltà aumentano. Mi confortano però le parole del profeta Isaia: “Quell che sperano nel Signore  acquistano nuove forze e si alzano a volo come aquile” (40,31). Con Dio noi siamo aquile, voliamo in alto verso il cielo e  non temiamo i corvi. Mi confortano le parole di Gesù, quando descrive con l’immagine del passero la meravigliosa cura che Dio ha per ciascuno di noi. Dice Gesù: “Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro.” (Matteo 10,29).