Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

“C’è maggiore felicità nel dare che nel ricevere” (Atti 20,35). Paolo nel congedarsi dagli anziani di Efeso, ormai in modo definitivo, dà loro le ultime raccomandazioni: stare fermi nella fede e nel seguire le orme di Cristo Gesù. La frase prima citata non è una parola di Paolo ma piuttosto egli vuole esortare a "ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il quale disse: C'è maggiore felicità nel dare che nel ricevere". Difatti leggiamo nel libro degli Atti: "Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da mani d'uomo, e non è servito dalle mani di uomini come se avesse bisogno di qualcosa, essendo lui che dà a tutti la vita, il fiato e ogni cosa" (17,24-25). Ora, chi meglio del nostro Signore Gesù può fare tale affermazione?


Dio che con l'autorità della sua Parola ha dato vita ad ogni cosa e ha creato la terra con tutto quello che essa contiene, ha creato l'uomo, non che avesse bisogno di lui in alcun modo, ma con generosità da parte Sua, gli ha dato autorità su ogni cosa. Iddio ancora, ha dato all'uomo una grande dignità nell'essere stato creato all'immagine di Dio. Dunque fin da principio ha dato, ha dato e ha dato; tutto questo al solo fine di rendere partecipe l'uomo alla beatitudine di Dio! Ma l'uomo, purtroppo, fin dal principio, ha mostrato la sua ingratitudine ed il suo egoismo, perché voleva ancora di più, voleva essere come Dio! Dio non ha esitato a dare ciò che possiede, e fin dall'inizio ha dato con amore, con grande generosità e nonostante il comportamento ingrato dell'uomo Dio non ha cambiato il proposito. Egli ha continuato a dare con amore e con grande generosità fino al giorno d'oggi: "Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Unigenito Figlio" (Giovanni 3,16), perché Iddio vuole perdonare. Per-donare, donare=dare. Dio nella sua grande e infinita generosità vuole dare ancora una volta, offrire il suo perdono, addebitando il costo al suo Unigenito Figlio.


L'uomo, ribelle a Dio, ha l'opportunità di vedere cancellata la sentenza di morte a lui destinata e afferrare la grazia. Graziato per buona condotta? Assolutamente no, la grazia di Dio è l'effetto del Suo perdono, del Suo dare con amore. "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". Chi molto perdona molto ama, e nessuno ha amato e perdonato al pari di Gesù, del nostro Signore. Gesù perfetto esempio, coerente con il suo dire, nessuno può smentire le sue parole, il suo parlare è assolutamente credibile: "Se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra, se uno vuole farti causa per toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello, e se uniti costringe a fare un miglio, fanne con lui due: dà a chi ti chiede, e non rifiutarti di dare a chi desidera qualcosa in prestito da te". (Matteo 5,39-42). Dare l'altra guancia, dare anche il mantello, dare a chi ti chiede, dare disponibilità; dare, dare, dare. Gesù ha dato tutto questo è molto di più. Gesù è venuto a dare un avvenire e una speranza a tutti gli uomini, è venuto a dare una parola di riconciliazione da parte del Padre, è venuto per dare la sua vita e pagare la condanna, in cambio della nostra vita.


Gesù è venuto per ridare agli uomini la dignità che aveva il primo essere vivente, il quale era beato alla presenza di Dio e questa dignità ci è riconosciuta fin da ora, se qui ed ora, riconosciamo la bontà della sua parola e la pratichiamo. "Date e vi sarà dato", ci esorta il Signore Gesù, "una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata in seno, perché con la misura con cui misurate sarà altresì misurato a voi". (Luca 6,38). Sia dunque il nostro "un dare" generoso, altruista, perché tanto più generoso sarà Dio nel dare la sua ricompensa, dare "non di malavoglia né per forza, perché Dio ama un donatore allegro". (2 Corinzi 9,7).


Qualcuno ha detto che “ricevere riempie le mani, ma il donare riempie il cuore”. E noi abbiamo bisogno di riempire questo cuore. La fiducia che dobbiamo alla parola di Dio non è priva di fondamento. Prive di fondamento lo sono invece le nostre false sicurezze, che tali si dimostrano nei nostri continui fallimenti, nelle nostre debolezze. Noi uomini ricerchiamo ciò che è un falso benessere, costruito sull’egoismo e su pochi scrupoli. Il Signore esorta i suoi discepoli con queste tenere parole: "Non temere o piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno. Vendete i vostri beni e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove il ladro non giunge e la tignola non rode". (Luca 12, 32-33).


Il nostro Gesù ci invita a non temere. La Scrittura lo fa in vari modi. Paolo scrive a Timoteo: "Ordina ai ricchi di questo mondo di non essere orgogliosi, di non riporre la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma nel Dio vivente, il quale ci offre abbondantemente ogni cosa per goderne, di fare del bene, di essere ricchi in buone opere, di essere generosi e di essere pronti a dare, mettendo in serbo per sé stessi un buon fondamento per l'avvenire, per afferrare la vita eterna". (1 Timoteo 6,17-19). Amen!

Cesare Lorenzo Bruno

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).