Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Secondo il pensiero di alcuni, al progresso umano e culturale, scientifico e tecnologico, corrisponde pure il progresso morale dell’uomo. Magari fosse così, saremmo tutti contenti e felici, e oggi non dovremmo più vedere persone soffrire per la fame, le ingiustizie, le guerre. Chi legge la Bibbia ha modo di constatare, proprio nelle prime pagine del libro della Genesi, che l’arte, l’invenzione e la tecnica si sviluppano tra i discendenti di Caino: sono loro gli scopritori delle terme; sono loro che inventano gli strumenti musicali; sono loro gli artefici di ogni sorta di strumenti di rame e di ferro; sono loro che sviluppano strumenti per l’agricoltura e armi per la caccia, la difesa e la guerra; sono loro i costruttori di città e gli ideatori del progetto Babele. Eppure è proprio in mezzo a loro che il peccato cresce e si diffonde, fino a penetrare nel tessuto dell’intera società umana.


Chi legge la Bibbia da capo a fondo, dalla prima all’ultima pagina, sa che Genesi parla dell’uomo, maschio e femmina, creato a immagine e somiglianza di Dio, e che Apocalisse parla di un mondo tutto nuovo. In mezzo però a questi due piloni o pilastri, che reggono la grande arcata, c’è la storia umana fatta di conquiste, di successi, di progresso, ma anche di sconfitte, di pagine buie, di atrocità commesse dall’uomo. È questo il suo curriculum storico. La Bibbia ci presenta, sia nei racconti storici che in quelli profetici e apocalittici, un quadro chiaro dell’intera storia dell’uomo, un quadro che possiamo definire caravaggesco, fatto di tinte chiare e di tinte scure. È sempre stato così e sarà sempre così. Non vogliamo essere pessimisti. Ci piace l’ottimismo e siamo favorevoli al progresso. Nessuno di noi ha nostalgie per l’età della pietra. Vogliamo però dare credito alla Bibbia che ci dice che il vero problema dell’uomo è il peccato. E il peccato non sparisce con l’evolversi della scienza, bensì con la conversione a Cristo, che ha dato se stesso sulla croce per i nostri peccati. Soltanto con Cristo avviene nell’uomo qualcosa di straordinario, di sorprendente, che ha il potere di cambiarlo, di trasformarlo, di renderlo un uomo nuovo, come dice il Nuovo Testamento.


Oggi è diventato impopolare parlare di incapacità dell’uomo a vivere moralmente bene in maniera spontanea. Viviamo in una società che propone un progresso illimitato, che stimola in tutti i modi a consumare, che rifiuta ogni tipo di limite e confida totalmente nelle capacità dell’uomo. Nessuno intende negare i progressi benefici fatti dalla scienza, dalla medicina in particolare, ma bisogna stare attenti perché questo modo di ragionare può portare a un delirio di onnipotenza incontrollato e a cadere vittime del male. Questa guerra in Ucraina ci ha fatto vedere non solo le trincee, come nel passato, ma anche i droni e i missili con testate nucleari, che in pochi secondi possono colpire una città che si trova dall’altro capo del mondo e distruggerla completamente. Questa guerra ci sta facendo vedere che l’uomo è capace non solo di pensare cose malvagie, ma anche di costruirle, di mettere in atto il male pensato. L’uomo è capace di inventare il vaccino contro le nuove malattie, ma è anche capace di costruire armi terribili, come gli ordigni nucleari. Il progresso della scienza non garantisce il bene dell’uomo, se non viene usato per il bene. Questa guerra ha gettato l’Europa (il mondo) nello smarrimento, nella confusione, nell’incertezza, nell’angoscia, nella paura, perché ha mostrato che il male che pensavamo appartenesse al passato è tornato a essere presente.


Non c’è nessun automatismo tra progresso scientifico e progresso morale. Il tempo o lo spazio non possono cambiare il cuore dell’uomo e liberarlo dal potere di Satana e dal peccato. Abitare in una città moderna e democratica, super tecnologica, dove tutto funziona bene e dove non manca nulla, non rende l’uomo moralmente buono. Anche fra mille anni non mancheranno i fatti di cronaca e le notizie angoscianti. Le visioni utopiche della natura umana considerano contingente, cioè dovuti a fattori storici e a condizionamenti sociali e dunque superabile, l’istinto malvagio e lupesco che si manifesta nei comportamenti umani. E così si prospetta, si disegna e si promette un futuro dove i rapporti umani saranno modellati al bene. La Bibbia non è pessimista quando dice che l’uomo che non ascolta Dio è malvagio. Essa semplicemente fotografa il cuore dell’uomo secondo Dio, fa la radiografia di tutto l’uomo. E ciò che appare, ciò che ci mostra è che fare il bene non è iscritto nel DNA, nelle cellule umane o negli ormoni. Fare il bene non è spontaneo nell’uomo. Non esiste una evoluzione verso il bene legata al progresso, ma esiste una chiamata al bene. L’uomo è stato creato da Dio, a sua immagine e somiglianza, e chiamato a fare il bene rifiutando il male.

Paolo Mirabelli

09 maggio 2022

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).