Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Una mattina mi sono alzata molto presto, perché non riuscivo a dormire per i dolori alla schiena. Così ho acceso il televisore per ascoltare le ultime notizie. La prima notizia che ho ascoltato è stata la lamentela di una figlia che, intervistata, nella sua disperazione, raccontava la morte di sua madre infettata dal coronavirus. Lei diceva che oltre al dolore per la morte della madre era disperata e anche arrabbiata e piena di astio verso il parroco da lei interpellato, perché per paura di essere infettato si era rifiutato di andare a benedire la madre. Questo non vuole essere un discorso contro i sacerdoti cattolici, molti dei quali non si sono risparmiati in questa pandemia, e alcuni hanno dato la vita. Prendo spunto da questo fatto semplicemente per fare una riflessione biblica.


Capisco perfettamente la rabbia, la delusione, il dolore, e tutta la frustrazione di quella figlia, la quale crede che la propria madre sarà dannata per l’eternità perché non ha ricevuto l’estrema unzione. Purtroppo, a causa di queste credenze sbagliate, insegnate nel corso dei secoli, ma che non sono in coerenza con la verità di Dio, la gente soffre e muore disperata. E Dio è dispiaciuto perché il suo “popolo perisce per mancanza di conoscenza” (Osea 4:6).  Infatti, se quella figlia fosse stata istruita correttamente sul vero insegnamento biblico, sarebbe sì dispiaciuta per la perdita della madre, ma non sarebbe disperata e piena di rabbia. La Bibbia, in tutto il Vecchio Testamento, ci parla di come Dio si serviva dei sacerdoti per parlare al popolo della Sua verità, insegnate nelle Sacre Scritture, e per offrire sacrifici per i peccati degli uomini. Sacerdoti che non temevano certo di contagiarsi. Con la venuta di Gesù, tutti i cristiani sono sacerdoti: non c’è più bisogno di una casta sacerdotale separata dal popolo. Il Nuovo Testamento ci dice che Gesù è il nostro sommo sacerdote, che ha tolto di mezzo la barriera del peccato che separava l’uomo da Dio. Egli ha fatto di noi un reale sacerdozio (1 Pietro 2,5), e tutti noi possiamo andare direttamente al Padre per mezzo di Cristo Gesù. Quello che sto cercando di dire è che con il sacrificio di Gesù e la sua funzione di sommo sacerdote non c’è più bisogno di avere sacerdoti impauriti, né di praticare dei riti con acqua e olio su chi sta morendo. Siamo tutti sacerdoti, come sta scritto: “Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa” (1 Pietro 2,9).

Carmela Ligorio

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).