Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Uno degli aspetti che più affascina della predicazione di Gesù è il suo modo originale e paradossale di dire le cose. Ciò che lui dice non è soltanto una chiarificazione di antiche verità, ma è qualcosa di veramente nuovo, di inaudito per gli ascoltatori. Il suo insegnamento ha ispirato secoli di riflessione teologica e di predicazione. Non c’è limite alla profondità delle sue parole. Il suo insegnamento è di una ricchezza spirituale immensa e di una saggezza infinita. Il Sermone sul Monte è uno dei più bei discorsi che troviamo nel vangelo di Matteo (capitoli 5-7), ma non è certo l’unico. In esso si trovano le “sei antitesi” (Avete udito che fu detto, ma io vi dico), nelle quali è possibile gustare la profondità del suo insegnamento, che oltrepassa ogni legge, e cogliere la verità sull’uomo e su Dio. Questo breve studio che segue, articolato in cinque punti, offre un percorso esegetico e sistematico che permette di scorgere alcuni aspetti dell’insegnamento di Gesù.


Primo. Nelle sei antitesi si parla di alcuni comandamenti, come il non uccidere e il non commettere adulterio, e di quattro precetti vari, come il divorzio, i giuramenti, la legge del taglione, l’amore per i nemici; nel capitolo successivo poi c’è il tema del possedimento dei beni materiali. Secondo Gesù si può uccidere una persona con le parole, con maldicenze e calunnie, denigrandola e offendendola, e commettere adulterio con lo sguardo e il cuore. Non soltanto l’atto in sé è proibito, ma persino le parole, gli sguardi e gli atteggiamenti che portano a commettere l’omicidio o l’adulterio.  Riguardo ai possedimenti, non solo dichiara beati i poveri, ma pronuncia dei “guai” contro i ricchi (Luca). Riguardo alla sincerità insegna che ogni parola deve essere vera da rendere inutile il giuramento. Il capitolo 5 si conclude con la richiesta ai discepoli di essere “perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli”. Non si chiede soltanto una giustizia superiore a quella degli scribi e dei farisei, ma si dà un imperativo e si indica la perfezione di Dio come norma di perfezione.


Secondo. Perché Gesù radicalizza comandamenti e precetti e rende così esigenti gli insegnamenti? Chi può dire di ubbidirli alla perfezione, per non avere mai avuto sguardi malvagi, pensieri cattivi, parole scorrette? Ovviamente perché la santità lo esige, ma c’è dell’altro. Quando le norme vengono radicalizzate, i limiti e le differenze tra santi e peccatori, buoni e cattivi, giusti e ingiusti, saltano. Il comandamento diventa così esigente che tutti lo trasgrediscono; nessuno, senza la grazia di Dio e l’opera dello Spirito Santo, è più in grado di osservarlo. Di fronte a un simile comandamento tutti devono riconoscersi umilmente peccatori e, dunque, bisognosi della immeritata grazia di Dio.


Terzo. Se il peccato si commette non soltanto con gli atti (uccidendo un uomo o avendo un rapporto sessuale con la donna di un altro, ad esempio), ma anche con gli atteggiamenti, le parole, i pensieri, gli sguardi, il cuore, ciò significa che la conversione dell’uomo deve essere radicale, vera, profonda. La conversione deve penetrare fino in fondo all’essere umano, perché è nel profondo del cuore che si annida il peccato. Gesù non soltanto esige un cambiamento esteriore, ma chiede di liberarsi e di sbarazzarsi del peccato, che incatena l’esistenza e rende l’uomo malvagio e prigioniero. Di fronte a questa presa di coscienza, il vero credente è colui che chiede a Dio la grazia della conversione.


Quarto. Dopo avere ascoltato questi insegnamenti così esigenti e comandamenti così radicali di Gesù, viene naturale pensare che il Dio di cui egli parla sia un Dio distante dall’uomo. Uno che predica la purezza del cuore come lui non vuole certo avere come compagni di viaggio gente piena di difetti e di peccati. Ma non è così, e il suo atteggiamento è sorprendente. Gesù richiede una santità e una perfezione assoluta, eppure egli ha comunione alla mensa con pubblicani e peccatori. Richiede fedeltà sessuale e rifiuta ogni concessione, perciò non ci si aspetta che egli abbia contatti con persone che contraddicono tali norme, ma non è così: dice che le prostitute vanno innanzi nel regno di Dio. Il possesso materiale viene duramente attaccato, eppure tra i suoi discepoli ci sono persone benestanti: Giuseppe di Arimatea, Zaccheo, certe donne.


Quinto. Alla fine del discorso la predicazione di Gesù viene accolta come un insegnamento nuovo dato con autorità. Le folle lo seguono perché ne sono affascinate e attratte. Gli scribi e i farisei non capiscono questo maestro che mette al centro l’uomo con le sue mancanze e fragilità; non capiscono che il comandamento e l’agire di Dio ha come fine ultimo quello di rendere all’uomo la pienezza della vita. Ecco perché, quando senti Gesù parlare di Dio, ti viene voglia di abbracciare il Padre.

Paolo Mirabelli

06 dicembre 2020

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).