Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

Sono due concetti oggi molto usati nelle chiese. Una chiesa che invecchia rischia di non stare al passo con i tempi, di non essere più in grado di parlare all’uomo di oggi per dare risposte alle sue istanze. La predicazione spesso risulta estranea, astratta e distante all’ascoltatore, perché percepita come messaggio che non soddisfa i bisogni dell’uomo del nostro tempo. Da qui la necessità di una chiesa che non vada sempre a rimorchio, di una chiesa che si rinnovi di continuo e che diventi capace di proporre una alternativa credibile alle mode imperanti e ai costumi del nostro tempo. Ben venga allora ogni tentativo di avvicinare le persone al Vangelo. In questi ultimi anni sono state prodotte numerose iniziate a questo scopo: dalla pubblicazione di libri alle attività che coinvolgono i cristiani in diversi ambiti. Detto questo, però, vorrei provare ora a spiegare in breve i pericoli ai quali la predicazione incorre, qualora il predicatore non si domandasse in che senso si parli di attualizzare il testo biblico e che significhi essere creativi nella predicazione. Rinnovare la predicazione non significa predicare un altro Vangelo.


Attualizzazione. La Bibbia ci presenta diverse articolazioni e a più livelli. Innanzitutto c’è l’Antico e il Nuovo Testamento. Nel Nuovo c’è la divisione tra vangeli e lettere. Nei vangeli distinguiamo i racconti di Gesù dai discorsi, i fatti dalle parole. Le parabole appartengono ai detti di Gesù, i miracoli ai fatti. Il testo biblico descrive una situazione originaria: parla di un ieri rispetto ad un oggi del lettore. Tuttavia questa situazione non è assoluta, visto che si tratta della Parola di Dio “vivente e permanente” (1 Pietro 1,23). Il suo messaggio è per sempre. Dio non parla solo ad alcuni. Ecco perché il lettore credente, che legge la Bibbia, la scopre significativa e attuale nel suo contesto. In che senso allora si parla di attualizzare il messaggio biblico e che cosa significa? Attualizzare non significa dare attualità alla Bibbia, perché la Parola di Dio è sempre attuale, bensì significa concretizzarla nella realtà, applicarla nel qui ed ora (hic et nunc), viverla come Parola di Dio sempre vera e ricca di significato. L’attualizzazione non agisce sulla Parola, ma sul destinatario. Molti ormai affermano, con ragione, che il messaggio biblico non va attualizzato, ma ne va riconosciuta l’attualità, il che significa adeguare la propria vita alla verità della Bibbia. Attualizzare significa comprendere il testo e coglierne il messaggio, che è rivolto ai lettori originari e a quelli di oggi, significa conformarsi e adeguarsi alla verità perché ci sia corrispondenza esistenziale al messaggio evangelico. Attualizzare non significa alterare le parole di Gesù e creare un altro Vangelo, ma significa applicare nell’oggi del lettore il messaggio di sempre, quello delle origini che risale a Gesù e agli apostoli. Il messaggio di un testo va sempre ricercato e compreso nel significato delle parole che la Scrittura usa. “Portare la croce o vendere la tunica” sono espressioni che non vanno cambiate, perché appartengono al Libro di Dio, non vanno attualizzate ma contestualizzate nella contemporaneità del lettore: che significa per me oggi “portare la croce o vendere la tunica”?


Creatività. Molte delle cose fin qui dette valgono pure per la creatività. Aggiungo solo un pensiero. La creatività è un servizio reso alla Parola di Dio e non contro la Parola. La priorità non è dovuta alla creatività, ma al servizio che deve essere reso alla Parola. La creatività, inoltre, non deve emanciparsi dal contenuto biblico, non deve dimenticare l’insegnamento di Gesù, ma deve, su quello, costruirsi e svilupparsi. Una creatività che dimentica la propria storia non è creatività: è un’altra cosa. La creatività deve avvicinare le persone al Vangelo, non portarle a qualcosa che sia altro. Essere creativi non significa certo affermare che Gesù tifava per la propria squadra di calcio.

Paolo Mirabelli

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).