Bibbiaoggi
Gesù Cristo, la Bibbia, i Cristiani, la Chiesa

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3,16).

L’uomo da sempre mostra interesse alla misurazione del tempo, per le sue relazione con gli altri, il mondo circostante e le attività lavorative. È un interesse legato alla vita di ogni giorno. Da sempre i ritmi della vita sono scanditi dal movimento del sole, dall’alba fino al tramonto. Non a caso il libro della Genesi, nel capitolo 1, parla della creazione del sole, della luna e delle stelle come luminari per dare luce alla terra e come “orologi” che misurano lo scorrere del tempo e scandiscono il tempo che passa. Dio, il Signore, comanda che nella volta dei cieli vi siano delle luci per separare il giorno dalla notte, e siano segno per le stagioni, i giorni e gli anni. Gli antichi credono che il sole, la luna e gli astri siano delle divinità, per questo le adorano. La Bibbia invece afferma che sono parte della creazione di Dio, opera delle sue mani. Da millenni il sorgere del sole significa per l’uomo l’inizio di un nuovo giorno e il tramonto la fine della giornata. Il giorno è il tempo dell’occupazioni umane, delle attività lavorative; la notte il tempo del riposo e del dormire. Il sorgere del sole e il tramonto segnano la successione dei giorni che si possono contare. Ogni volta che il sole nasce e tramonta, si ha coscienza che un altro giorno è passato. Non è tanto l’orologio che ci dà la percezione del tempo, bensì il movimento del sole, l’alternarsi del giorno e della notte.


Uno dei primi sistemi inventato dall’uomo per la misurazione del tempo consiste nel piantare un palo o asta di legno in terra per segnalare il movimento del sole e valutare la direzione dell’ombra. Stele e obelischi sono la forma più elaborata degli orologi primitivi. Il più antico orologio che si conosce in Europa è un obelisco che l’imperatore Augusto fa portare a Roma, ancora oggi visibile in Piazza Montecitorio. Il sole è il riferimento anche per gli altri orologi antichi, pure quelli ad acqua. Nell’antichità però non c’è accordo sul punto d’inizio da dove cominciare a contare le ore del giorno, per questo si sviluppano due sistemi diversi: quello italico e quello babilonese. Il sistema delle “ore italiche” conta le dodici ore a partire dall’alba, quello delle “ore babilonesi”  a partire dal tramonto. Il sistema italico, sviluppatosi nell’Impero Romano, riflette un’economia agricola e una società legata alla pastorizia: la terra si zappa di giorno e le pecore si portano al pascolo di giorno. Il sistema babilonese, sviluppatosi in Oriente, è invece legato all’interesse che hanno i babilonesi per gli astri: per un astronomo del tempo la giornata comincia la notte, quando cala il sole e appaiono le stelle in cielo. L’interesse dei babilonesi è scientifico e cultuale: è in Oriente che nasce il culto alla “regina del cielo”, come i profeti testimoniano. Nei due sistemi il periodo di luce è diviso in dodici parti uguali: le 12 ore del giorno. Nel libro della Genesi è la sera che segna la fine del giorno e l’inizio di un nuovo giorno. Nei vangeli si parla di ora terza, sesta e nona. Per Gesù vi sono dodici ore nel giorno. Nel vangelo di Matteo, capitolo 20, è riportata la parabola dei lavoratori delle diverse ore: si menziona la prima ora e l’undicesima.


Con la fine del medioevo e l’inizio dell’età moderna le esigenze di essere sempre più precisi nella misurazione del tempo si fanno pressanti e urgenti. La nuova società ha bisogno di nuovi orologi. Il lavoro in fabbrica si paga a ore. La donna che fa le pulizie in casa o in ufficio si paga a ore. È così che le torri comunali e i campanili delle chiese hanno bisogno di avere degli orologi che segnano le ore del giorno, ritmate dal rintocco delle campane. Oltre a esigenze economiche, ragioni belliche e coloniali richiedono che vi sia precisione nel calcolo del tempo. Il parlamento inglese per primo stabilisce, attorno al 1714, un sistema di misurazione del tempo il più regolare possibile, tenendo conto del meridiano di Greenwich. Oggi noi disponiamo di orologi di precisione, che segnano le ore, i minuti e i secondi, con uno scarto di errore impercettibile ai sensi umani. Il cellulare poi, con il collegamento a internet, è anch’esso più preciso dei vecchi orologi svizzeri. Il tempo è ormai determinato con assoluta precisione. Fa discutere la recente delibera del Parlamento Europeo che stabilisce che ogni paese debba avere un solo sistema di misurazione del tempo durante tutto l’anno, per tale motivo bisogna scegliere tra l’ora legale e l’ora solare.


Che dire? Sappiamo con esattezza l’anno, il mese, il giorno, l’ora e l’attimo che stiamo vivendo, ma abbiamo dimenticato il perché. All’intenzione di misurare il tempo non corrisponde più l’interesse di sapere perché viviamo. La Bibbia ci esorta a contare bene i giorni della nostra vita, per acquistare un cuore saggio che sappia cogliere il tempo della grazia di Dio.

Paolo Mirabelli

04 dicembre 2018

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In tutto c’è Dio: egli è in ognuno, dentro e fuori ed in ogni parte, cosicché in qualsiasi creatura nulla può essere più intimo e riposto che Dio stesso. Senza di lui è il nulla. Dio riempie il mondo ma non è contenuto dal mondo. Trova il tempo per credere; trova il tempo per amare; trova il tempo per essere felice. Trova il tempo di leggere la Bibbia. Trova il tempo di essere un discepolo di Gesù Cristo. Il tempo è un dono di Dio; la vita è troppo breve per essere sprecata. Gesù ti dona la vita esuberante (Giovanni 10,10).